Notizie non solo di sport. La Signora tra le stelle. Il ‘calcio che non conta’ aspetta anche Ciuccio e Viola.

Notizie non solo di sport. La Signora tra le stelle. Il ‘calcio che non conta’ aspetta anche Ciuccio e Viola.
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LA CRONACA DAL DIVANO. Il pensiero resta sui quei poveri esseri umani abbandonati dall’insipienza e dall’egoismo d’altri esseri umani sul quel mare azzurro diventato la loro tomba. L’Italia, quella di mille difetti, si sbraccia anche oltre il limite per portare soccorso.
L’Europa, invece, quella dell’efficienza e dei diritti, se ne sta braccia conserte a guardare. Molti sono sorpresi dall’atteggiamento tenuto da buona parte del Vecchio Continente. In realtà stiamo solo scoprendo che le cose,in questi ultimi secoli, dallo ‘strappo’ di Lutero e altri riformati, non si sono poi evolute come ‘propaganda’ anti cattolica voleva. Qui, c’è qualcosa che va spiegato, chiarito, perchè se questa è l’Europa che ci aspetta, meglio lasciarla pascolare in solitario coi suoi ‘patti di stabilità’ oltre le Alpi.

IL VALE DA LEGGENDA. Nello sport si raccontano storie che  in un epoca orfana  di  Argonauti e guerre di Troia, abbastanza facilmente diventano mitologia. Tra queste storie c’è anche quella,  ancor fresca di stampa, di quel vispo ragazzino di Tavullia che faceva impazzire i vigili del paese smanettando su un motorino senza rispetto alcuno per il Codice. Quel ragazzino, oggi,  più vicino ormai ai quaranta che ai trenta, non finisce di scrivere pagine  da album dei ricordi.
In Argentina, la terra dei numeri dieci, s’è bevuto i suoi discepoli, e tra loro quel Marc che non avere rispetto più di tanto del maestro: prima è fuggito via, infatti, poi, poco alla volta, è stato rimontato fin al sorpasso. Che l’ardimentoso discepolo, con un sussulto di superbia, ha cercato in un primo momento d’evitare.  Finendo poi col sedere a terra, per una improvvida sua toccata alla ruota posteriore del maestro.
Marquez che, come lui stesso racconta, tiene in camera un poster di Rossi, questa volta è apparso scosso. Paradossalmente deluso. Forse perchè s’era ingenuamente convinto in cuor suo che il vecchio maestro gli avrebbe dato luogo, come di solito fanno i vecchi con i giovani. Soprattutto se questi sono particolarmente bravi. E comunque, adesso, Valentino guida il mondiale con 30 punti sul giovane asso d’Ispagna. Preannunciando una bella lotta, auspicata ma imprevista.
Una lotta alla quale non bisognerà dimenticare di associare una variabile di marchio italiano, quello della Ducati; e soprattutto del Dovi, pilota talentuoso, onesto, combattivo, della   prolifica terra ‘di mùtor’. La Romagna solatia,  dolce paese ove regnarono i Guidi e i Malatesti e …

SEBA, FA NIENTE! KIMMI, BENTORNATO. Le auto da battere sono, dalla notte dei tempi, salvo qualche rarissima eccezione, o todesche o italiche. I team inglesi che vantano spesso piloti formidabili (  Moss, Hill, Stewart … Hamilton) non producono che una parte delle loro auto. Di solito pescano i motori fuori dall’isola. Fatto è che solo o todeschi o italici  fanno tutto di tutto in casa per i loro bolidi. Dal volante alle gomme. Dagli specchietti alle ( misteriose) power unit.

La ‘ rossa’ e le ‘ frecce d’argento’ infatti sono l’emblema di questa gloriosa tradizione europea. E se quest’anno, caso fosse, tornasse a galla una sfida tra  i due galli storici dell’agonismo motoristico d’Europa sarebbe come andare a pescare alle fonti di questo sport.
Che in Italia, e più ancora in Emilia, vanta un radicamento pressochè unico. Vincere con la ’rossa’ significa far battere un cuore immenso  ormai allargato ai cinque Continenti. Lo avevano capito Senna, il rimpianto;  Schumi, il campionissimo; Alonso, il guerriero; Vettel, l’erede del campionissimo.
Quattro mondiale con la Red Bull o uno con la McLaren valgono per gli almanacchi, ma un mondiale con la ‘rossa’  va oltre gli almanacchi. Nel tempo e oltre il tempo. E comunque la lotta che s’è accesa quest’anno, in tempi di sacrifici, oltre a vibrare d’un sapore antico, ci farà tra l’altro capire qualcosa in più su come dovrà essere ‘ guidata’ in futuro questa Europa. Guida todesca emùtor italiano? Mah, certo che quei ‘rompiballe‘ d’Albione con qualche transfuga d’altro colore che per strada si trova sempre, cercheranno di mettere i bastoni tra le ruote!

Anche nell’algida Finland nascono grandi piloti. Da rally, ma anche da F1. Tra questi ultimi, il nostro Kimmi, che proprio in Baharein  ha fatto vedere di che sangue è fatto. L’avessero fermato un paio di giri prima, probabilmente, avrebbe finito (almeno) col mordere  le caviglie di Hamilton; invece, il nostro, così com’è stato pilotato, s’è dovuto accontentare di ammirarlo  l’anglo, l’imprendibile, là davanti e solo di un qualche centinaio di metri, ma ormai imprendibile.
Kimmi ha però dimostrato, nella giornata nera di Seba, comunque sempre sul pezzo, che le ‘frecce‘ sono a portata di ‘rossa’; e questo, prima o poi, darà i suoi ( attesi) frutti. Anche per chiarire a chi ancora chiaro non ce l’ha ( tipo Lauda ),  cosa s’intende per  ‘ legenda maior’ e  ’legenda minor‘ di questo sport.

IL PENSIERO DI NIKI. L’anomalia, per lui, Lauda, s’è verificata l’anno trascorso. Questo, invece, è la normalità. Con il dominio delle ‘ frecce d’argento’ finalmente ridimensionato. E sennò, con quelle power unit tirate fuori non si da dove, chi avrebbe più guardato un auto che fuggiva in partenza per farsi qualche decina di giri in perfetta, noiosissima, solitudine? Il popolare Niki, 66 anni, tre volte iridato ( due con la ‘rossa’ e una con la McLaren), presidente non esecutivo di Mercedes, ama scambiare ‘sorrisetti’ con Toto, il signorile team principal della casa di Stoccarda. E finora, a dire il vero, i due austroungarici, di sorrisetti se ne sono fatti a iosa.

Probabilmente consumando la scorta. Perchè il ‘ fantastico lavoro‘ fatto nella tana di Maranello sta dando i suoi frutti. Il ( sempre nostro )  Alonso, infatti, frettoloso di carattere, si sta mangiando le mani. Fosse rimasto con la ‘rossa’, di certo, sarebbe stato lui l’antagonista del formidabile driver anglosassone. Con la possibilità di mettere in carniere un titolo che, ( solo se) preso con la ‘rossa’, vale per l’eternità. Come appunto i due, purtroppo vinti, da Niki. Niki Lauda, sì, quello dei ‘sorrisetti.

 

UNA SIGNORA IN CHAMPIONS. A questo punto, alla Signora, bastava  compiere l’ultimo passo. Al gran ballo del Principe. Riuscito con qualche affanno, ma riuscito. Per cui, ora,  da ex Cenerentola d’Europa può aspirare a coronare il suo sogno ricorrente  di diventare Signora d’Europa. Certo, a contenderglielo, saranno il fior fiore del calcio non solo europeo ma ( di fatto) mondiale ( il Bayern e i due Panda spagnoli). Importante sarà la manina di Eupalla.

Vedremo. Così come vedremo che accadrà in Europa Ligue, dove Napoli e Viola potrebbero regalarci atmosfere e ( finali) d’altri tempi. E pensare che per il breviario Raiola eravamo dati tra i dispersi, o meglio, tra quelli ‘ del calcio che non conta’. Speriamo continui a vaticinare così, a cavolaccio, magari con una mano sulla coscienza. Visto che con i suoi ‘ fare e disfare‘ rischia di mandare al macero non pochi presunti campioni. Che portati nel posto sbagliato per eccessiva fame di danari, finiscono poi come pesci fuori d’acqua. Come potrebbe essere per Podgba; come lo è di certo per il nostro Balo, sempre più insultato, sempre più triste e solo.

Del Campionato non aggiungiamo nulla. E’ della Juve già da Natale; interessante resta solo la lotta per il secondo e il terzo posto. Con quel Benitez più amletico di Amleto  e che preferisce  le ( ricche, ma spente )  brume di Liverpool o Manchester al ( povero, ma gioioso) sole di Napoli. Le vere novità, da noi, giungono dalla Asia. Donde, Tahoir ha già fatto del suo con la Beneamata ; mentre o tailandesi o cinesi s’accingono a contendersi il  club ‘ più titolato al Mondo’.
E adesso sono rimaste in quattro, per la 60 a coppa dalle Grandi orecchie: Barca ( che manco ha visto il City di Ibra), il Real ( che s’è finalmente disfatto del complesso dei ‘materazzai’), il Bayern ( che s’è letteralmente ingoiato il Porto) e la Signora ( che ha saltato il difficile ostacolo francese). Ora, tutto è nelle mani di Eupalla: sorteggiasse le due spagnole, lasciando alla Juve gli alemanni, mah, chissà quale nuova pagina leggendaria potrà essere scritta al di qua e al di là dell’Alpi?

 ALTRE DI SPORT. Astana a due volti. Aru a letto mentre Nibali vola. Appuntamento alla Freccia Vallone. Nei playoff di basket riecco Trieste, storica piazza che torna a sognare in A2. Paltrinieri si gode i suoi temponi in vasca, riposando coi miti dell’Nba. Golia Klitschko, 39 anni, ucraino, sfida Jenning, 30 anni, americano, per il mondiale dei massimi. Novara  è un muro di granito nel volley rosa.
Macerata-Latina e Perugia-Verona decidono chi va in finale nel campionato Serie A di volley maschile. Straordinario il Setterosa, che battendo la Russia ( 11-7) si qualifica per le finali di World League. Alle quali sono già qualificate la Cina, pese ospitante, e l’Olanda, vincitrice del girone B.

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