Notizie non solo di sport. Tre italiane in Europa: Signora vs Real; Ciuccio vs Dnipro e Viola vs Siviglia.

Notizie non solo di sport. Tre italiane in Europa: Signora vs Real; Ciuccio vs Dnipro e Viola vs Siviglia.
Vale e Marquez download (2)

 LA CRONACA DAL DIVANO. Ma dove sono passati i cantori del ‘ calcio che non conta’? E dov’è finito quel Raiola, ‘ facitor e disfacitor di squadre ‘, che nonostante la sagoma che gli ha donato madre natura, ogni tanto, è ospite nei templi della comunicazione per  tirar di fino come Cirano de Bergerac? Non era il Raiola a snobbare  il nostro calcio, per lui, ormai povero, e finito tra i ‘derelitti‘ d’Europa? E dove si son volatilizzati quei bacucchi a stipendio fisso che da tempi immemorabili  predicano da certi pulpiti mediatici, televisivi e non,  soprattutto pubblici ?
Sarebbe bello, in questa, (re) incontrali. Guardali  negli occhi. Abbracciarli. Sì, perchè a forza di gufare, o meglio di ‘svendere la patria loro‘, hanno finito col rigenerarla. Nello sport ( lanciato, da oggi, e con qualche fondata speranza,  verso l’assegnazione di Roma olimpica), e nel calcio ( con i suoi prodigi).
Dato, quest’ultimo, per sfasciato, e invece come l’Araba Fenice insegna, di nuovo vivo e vegeto. Con i suoi problemi strutturali intatti, certo, scemuniti compresi, ma che quando va in campo si farebbe valere anche con una gamba sola.
Beh, la volete sapere tutta? Nel 2015 portiamo tre squadre in semifinale ( una in Champions; due in Uefa) , come solo la solita Spagna. Ma con le celebrate inglesi già sparite agli ottavi; le tedesche con una sola sopravvissuta; le francesi e le portoghesi ben lontane dai trofei. Se va avanti  così, magari con qualche coppetta in bacheca, finisce che a partire dal prossimo anno, il 2016, nel ranking Uefa, andremo a (ri) sorpassare le Todesche e perfino le Anglie.

I SORTEGGI. In Champions ci hanno affibbiato: Juventus-Real ( la prima in casa  e il ritorno a Madrid); Barca-Bayern ( come per Juve-Real). In Uefa: Dnipro-Napoli e Siviglia-Fiorentina. Pronostici?  Come sempre sono proibitivi. In molti evocavano il Real per la Giovin Signora.
Mentre il duello Barca-Bayern era ( e resta )affidato ai misteriosi voleri di Eupalla. Per la Uefa, invece, è possibile una finale tutta italia. Ma, in questo caso, il Napoli dovrà fare il Napoli e la Viola la Viola. Ovvero giocar, come sanno quando vogliono. Alla faccia del ‘calcio che non conta’.

IL BILANCIO JUVE. Con l’oro che le sta piovendo addosso, la Signora s’avvia a superare  la soglia dei 300 milioni di fatturato. E questo non ci meraviglia affatto. Perchè per noi, la Signora, insieme al Bayern ( e  poche altre), è da qualche anno un esempio europeo da imitare: proprietà certa e nostrana; capitalizzazione crescente; contabilità sotto controllo e non  ’sepolta’ in qualche bananeto esotico; competitività agonistica altissima, in casa e fuori. Cosa aspettino le altre italiane a seguir l’esempio lo sanno solo loro.
Il Milan, ad esempio, sconfitto anche nell’anticipo a Udine ( 2-1), sta passando  armi e bagagli agli occhi a mandorla. Dicono faccia bene. Noi, invece, siamo preoccupati. Gli Angli, ad esempio, che del campionato loro hanno venduto anche le mutandine da gioco, oggi  si coccolano la ( quasi) scomparsa a livelli ( consoni ) delle loro formazioni nazionali e la completa scomparsa dagli ottavi delle loro squadre tanto in Champions quanto in Uefa.
Certo, coi soldoni ( 7 miliardi in tre anni) che pollo Murdoch gli ha garantito, potranno risalire. O meglio, riapparire. Con la speranza tutta nostra, però, che riescano  ad attirare  una volta per sempre quel Raiola, ‘ facitor e disfacitor di squadre‘, di cui spesso  si narra, per convincerlo a porre  una volta per tutte sede fissa in Albione:  per noi, sarebbe  davvero la festa del santo patrono!

IL VALE DA LEGGENDA. Nello sport si raccontano storie che,   in un’ epoca orfana  d’Argonauti e guerre di Troia, abbastanza facilmente si trasformano in  mitologia. Tra queste storie c’è anche quella,  ancor fresca di stampa, di quel vispo ragazzino di Tavullia che faceva impazzire i vigili del paese smanettando su un motorino senza rispetto alcuno per il Codice della strada. Quel ragazzino, oggi,  più vicino ormai ai quaranta che ai trenta, non finisce di scrivere pagine  da album dei ricordi.
In Argentina, la terra dei numeri dieci, s’è bevuto i suoi discepoli, e tra loro quel fenomeno del Marc che non mostrava di portare rispetto al maestro: prima è fuggito via, infatti, poi, poco alla volta, è stato rimontato, fino al sorpasso. Che il discepolo, con un sussulto di superbia, ha cercato frettolosamente d’evitare.  Finendo così col sedere a terra, per una improvvida sua toccata alla ruota posteriore do chi gli si era messo davanti.

Marquez che, come lui stesso racconta, tiene in camera un poster di Rossi, questa volta è apparso scosso. Paradossalmente deluso. Forse perchè s’era ingenuamente convinto in cuor suo che il vecchio maestro gli avrebbe dato luogo, come di solito fanno i vecchi con i giovani. Soprattutto se questi sono particolarmente bravi. E comunque, adesso, Valentino guida il mondiale con 30 punti sul giovane asso iberico. Preannunciando in tal modo una bella lotta, auspicata da molti ma realisticamente imprevista.
Una lotta alla quale non bisognerà dimenticare di associare una variabile di marchio italiano, quello della Ducati; e soprattutto del Dovi, pilota talentuoso, onesto, combattivo, della   prolifica terra ‘di mùtor’. Di quella  ’Romagna solatia,  dolce paese ove regnarono i Guidi e i Malatesti e …’.

SEBA, FA NIENTE! KIMMI, BENTORNATO. Le auto da battere sono, dalla notte dei tempi, e salvo qualche rarissima eccezione, o todesche o italiche. I team inglesi che vantano spesso piloti formidabili (  Moss, Stewart … Hamilton) non producono che una parte delle loro auto.
Di solito pescano i motori fuori dall’isola. Fatto è che solo o todeschi o italici  fanno tutto di tutto in casa per i loro bolidi. Dal volante alle gomme. Dagli specchietti retrovisori alle ( misteriose) power unit.

La ‘ rossa’ e le ‘ frecce d’argento’ infatti sono l’emblema di questa gloriosa, inimitabile,  tradizione europea. E se quest’anno, caso fosse, tornasse a galla una sfida tra  i due galli storici dell’agonismo motoristico d’Europa sarebbe come andare a (ri)pescare alle fonti di questo sport.
Che in Italia, e più ancora in Emilia, vanta un radicamento pressochè unico. Vincere con la ’rossa’ , qui, significa far battere un cuore immenso  ormai allargato ai cinque Continenti. Lo hanno capito Senna, il rimpianto;  Schumi, il campionissimo; Alonso, il guerriero; Vettel, l’erede del campionissimo.
Quattro mondiali con la Red Bull o uno con la McLaren o la Mercedes valgono per gli almanacchi, ma un mondiale con la ‘rossa’  ignora gli almanacchi. Nel tempo e oltre il tempo.
E comunque la lotta che s’è accesa quest’anno, in tempi di sacrifici, oltre a vibrare d’un sapore antico, ci farà tra l’altro capire qualcosa in più su come dovrà essere ‘ guidata’ in futuro questa Europa.
Guida todesca e mùtor italiano? Mah, certo che quei ‘rompiballe‘ d’Albione con qualche transfuga d’altra nazione  che per strada si trova sempre, cercheranno di mettere i bastoni tra le ruote!

Anche nell’algida Finland nascono grandi piloti. Da rally, ma anche da F1. Tra questi ultimi, il nostro Kimmi, che proprio in Baharein  ha fatto vedere di che sangue è fatto. L’avessero fermato un paio di giri prima, probabilmente, avrebbe finito (almeno) col mordere  le caviglie di Hamilton; invece, il nostro, così com’è stato pilotato, s’è dovuto accontentare di ammirarlo  l’anglo, l’imprendibile, là davanti e solo di un qualche centinaio di metri, ma ormai imprendibile.
Kimmi ha però dimostrato, nella giornata nera di Seba, comunque, di essere sempre sul pezzo, che le ‘frecce‘ sono a portata di ‘rossa’; e questo, prima o poi, darà i suoi ( attesi) frutti. Anche per chiarire a chi ancora chiaro non ce l’ha ( tipo Lauda ),  cosa s’intende per  ‘ legenda maior’ e  ’legenda minor‘ di questo sport.

IL PENSIERO DI NIKI. L’anomalia, per lui, Lauda, s’è verificata l’anno trascorso. Questo, invece, è la normalità. Con il dominio delle ‘ frecce d’argento’ finalmente ridimensionato. E sennò, con quelle power unit tirate fuori non si da dove, chi avrebbe più guardato un auto argentata che fuggiva in partenza per farsi qualche decina di giri in perfetta, ma noiosissima, solitudine? Il popolare Niki, 66 anni, tre volte iridato ( due con la ‘rossa’ e una con la McLaren), presidente non esecutivo di Mercedes, ama scambiare ’sorrisetti’con Toto Wolff , il signorile team principal della casa di Stoccarda. E finora, a dire il vero, i due austroungarici, di sorrisetti se ne sono fatti a iosa.

Probabilmente consumando la scorta. Perchè il ‘ fantastico lavoro‘ fatto nella officina  di Maranello sta dando i suoi frutti. Il ( sempre nostro )  Alonso, infatti, frettoloso di carattere,( dicono) si stia mangiando le mani.
Fosse rimasto con la ‘rossa’, di certo, sarebbe stato lui l’antagonista del formidabile driver anglosassone. Con la possibilità di mettere in carniere quel titolo che, ( solo se) preso con la ‘rossa’, vale per l’eternità. Come appunto i due,  vinti, purtroppo, da Niki. Sì, Niki Lauda, quello dei ‘sorrisetti.

LE  ALTRE DI SPORT. Astana, finalmente con licenza Uci,  a due volti. Aru a letto mentre Nibali vola. Freccia Vallone? A ggiudicata al sempre verde Valverde. Nei playoff di basket riecco Trieste, storica piazza che torna a sognare in A2. Paltrinieri si gode i suoi temponi in vasca, riposando coi miti dell’Nba. Golia Klitschko, 39 anni, ucraino, sfida Jenning, 30 anni, americano, per il mondiale dei massimi. Novara  è un muro di granito nel volley rosa.
Macerata-Latina e Perugia-Verona decidono chi va in finale nel campionato Serie A di volley maschile. Straordinario il Setterosa, che battendo la Russia ( 11-7) si qualifica per le finali di World League. Alle quali sono già qualificate la Cina, paese ospitante, e l’Olanda, vincitrice del girone B.

QUESTA LEGGIADRA EUROPA. Il pensiero  resta  sui quei poveri esseri umani che continuano ad essere  abbandonati dall’insipienza e dall’egoismo della declamata Europa, su quell’azzurro  mare  diventato per molti  la loro tomba. L’Italia, quella di mille difetti, quella delle mille critiche, quella sempre pronta a partorire sciagurati, si sbraccia   oltre il suo limite per portare soccorso ai disperati. L’Europa, invece,  quella dell’efficienza e dei diritti universali, del laicismo e dell’umanità, resta a  braccia conserte a guardare.
Molti sono sorpresi dall’atteggiamento tenuto da buona parte del Vecchio Continente. In realtà stiamo solo scoprendo che le cose,in questi ultimi secoli, dallo ‘strappo’ di Lutero e altri riformati, non si sono poi evolute come ‘propaganda’ anti cattolica, o anti papista,  voleva. Qui, c’è qualcosa che va spiegato, chiarito, e non solo ai papisti, perchè se questa è l’Europa che ci aspetta, meglio lasciarla pascolare in solitario coi suoi ‘patti di stabilità’ oltre le Alpi.

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