Ferrara. Si è chiusa la sesta Festa del Libro Ebraico in Italia con un bilancio positivo di presenze e di vendite alla libreria del Chiostro di San Paolo.

Ferrara. Si è chiusa la sesta Festa del Libro Ebraico in Italia con un bilancio positivo di presenze e di vendite alla libreria del Chiostro di San Paolo.
pubblico Festa del libro ebraico in Italia

FERRARA. Un’edizione ‘spartiacque’ e di indubbio successo, anche al netto delle condizioni meteorologiche, certo non favorevoli.

È decisamente positivo il bilancio della sesta Festa del Libro Ebraico in Italia che, organizzata dalla Fondazione MEIS (Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah) con il supporto di Ferrara Fiere, dal 25 al 28 Aprile ha eletto il capoluogo emiliano a capitale dell’ebraismo italiano.

“L’affluenza registrata Sabato e Domenica – commenta Riccardo Calimani, Presidente della Fondazione MEIS – è stata notevole, superiore a quella delle precedenti edizioni. E, nonostante una leggera flessione dovuta al maltempo, molto buone anche la partecipazione agli appuntamenti degli ultimi due giorni e le vendite alla libreria del Chiostro di San Paolo”.

Senza contare che, con circa mille ingressi, gli arredi sacri e gli oggetti rituali della mostra ‘Torah fonte di vita”’(visitabile fino al 31 Dicembre presso il MEIS) hanno tenuto degnamente testa ai ben più attraenti dipinti di Giovanni Boldini e agli olii su tela di Pablo Picasso, esposti rispettivamente al Castello Estense e a Palazzo dei Diamanti.

‘Oltre all’interesse del pubblico – prosegue nella sua analisi Calimani –, i contenuti proposti hanno suscitato anche un’ottima copertura da parte della stampa, locale e nazionale. Il che significa che siamo riusciti a innovare la Festa, a trovare spunti originali e stimolanti, mantenendo elevato il livello del dibattito’.

Fin qui, il resoconto dell’edizione 2015, che deve però cedere il passo a considerazioni sul futuro della manifestazione: ‘La Festa del Libro Ebraico in Italia – ricorda il Vicesindaco del Comune di Ferrara, Massimo Maisto – nasce come laboratorio di idee propedeutico al MEIS che, sia pure molto lentamente, sta andando avanti. Anzi, considero cruciale l’edizione appena terminata, perché cittadini ferraresi e turisti hanno finalmente potuto visitare il cantiere e toccare con mano l’avanzamento dei lavori. Tanto che ora che il primo lotto è terminato – aggiunge Maisto –, entro Maggio verrà consegnato il corpo C, cioè quello che ospiterà spazi espositivi permanenti, il centro di documentazione, la biblioteca, le aree per la didattica’.

E a proposito di concretezza, un po’ di numeri della FLE 2015: intanto, gli oltre cinquemila volumi (alcuni dei quali andati presto esauriti) di autori ebrei o di argomento ebraico con i quali centocinquantasette case editrici hanno popolato la libreria del Chiostro di San Paolo, cuore pulsante della Festa. Circa cinquanta gli scrittori, gli studiosi e i giornalisti (comprese figure di spicco come Enrico Mentana e Pierluigi Battista) coinvolti in quindici conversazioni e incontri con gli autori, molti dei quali incentrati sul cibo kasher. L’alimentazione ebraica è stato il comune denominatore anche di disfide teatrali e laboratori didattici rivolti agli studenti della scuola primaria e secondaria, per approfondire come la cucina kasher sia sinonimo di cibi poveri, ma ricchi di profumi e suggestioni che rispecchiano le diverse provenienze degli ebrei del mondo, dalle spezie del Mediterraneo ai rigidi inverni dell’Est Europa, fino alle deliziose ricette della tradizione italiana.

Caleidoscopica anche la rappresentazione che della cultura ebraica la Festa ha affidato alle note: cinque concerti, uno dei quali introdotto da un approfondimento sul dialogo ebraico-cristiano, con artisti di fama come Raiz, il leader degli Almamegretta, e spaziando dalla musica classica al modern jazz, dal gipsy al klezmer.

Se al convegno internazionale sui ‘Paradigmi della mobilità e delle relazioni degli ebrei in Italia’ hanno partecipato esponenti degli atenei di mezzo mondo (da Roma a Londra, da Firenze a Gerusalemme, da Bologna a Haifa), una delle punte più alte e toccanti di questa edizione è coincisa con il Premio PARDES, per la valorizzazione e diffusione della conoscenza della cultura e tradizione ebraica in Italia e in Europa. Accanto alla storica Anna Foa e al Nobel per la letteratura, Patrick Modiano, il riconoscimento è andato a Samuel Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti all’inferno di Birkenau, che da dieci anni ha superato la paralisi che gli impediva di raccontare quella tragedia e da allora porta la sua testimonianza in giro per il mondo, senza risparmiarsi. La standing ovation che il pubblico della Festa, tra sconcerto e commozione, ha tributato a Modiano resta senz’altro una delle immagini più rappresentative della manifestazione.

Tornando ai numeri, il ricco e complesso rapporto tra la comunità ebraica e Ferrara, dove gli ebrei sono attivamente presenti da undici secoli, è stato scandagliato attraverso circa quindici appuntamenti, tra le conversazioni con gli scrittori, la proiezione di un film sui luoghi della Ferrara ebraica e gli itinerari guidati, dal Ghetto al MEIS.

Non meno significativi i dati ‘virtuali’ riguardanti la Festa: oltre diecimila accessi totali (anche dall’estero, specie Stati Uniti e Francia) li ha, infatti, ottenuti il sito web del MEIS e della Festa del Libro Ebraico (www.meisweb.it) che, configurato come un portale, ha raccolto tutto ciò che poteva servire per la fruizione online della manifestazione: informazioni sul programma e sugli ospiti, variazioni, news, la rassegna stampa completa, notizie su Ferrara e sugli appuntamenti paralleli, fotografie e video degli interventi.

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