Faenza. Dall’8 al 27 maggio la Biblioteca comunale di Faenza propone quattro serate di approfondimento all’insegna della cultura.

Faenza. Dall’8 al 27 maggio la Biblioteca comunale di Faenza propone quattro serate di approfondimento all’insegna della cultura.
Biblioteca Faenza (Culture club)

FAENZA. Al via la seconda edizione delle proposte di maggio della Biblioteca comunale, che quest’anno spaziano dai gialli all’informazione in rete, all’arte, alla musica.

Il primo appuntamento previsto per VENERDI’ 8 MAGGIO  sarà con  Roberta Gallego, che nel 2013 ha esordito con Quota 33,  romanzo con il quale ha inaugurato la serie dedicata alle ‘Storie di una procura imperfetta’. Nel 2014, sempre per i tipi di Tea, ha pubblicato Doppia ombra, secondo episodio della serie e  Il sonno della cicala, ambientato tra le morbide colline piemontesi.

I suoi gialli, ironici, graffianti ma anche divertenti,  ambientati in una immaginaria procura italiana in riva a un lago, sono affreschi corali che si dipanano attorno a una storia principale. Sullo sfondo i protagonisti e le comparse, i casi umani e giudiziari, le mille storie ora drammatiche ora buffe che si intrecciano ogni giorno nei corridoi della Procura di Ardese, che essendo imperfetta è specchio realistico e verosimile di un ufficio giudiziario italiano.  Con i suoi libri Roberta Gallego è capace di delineare contemporaneamente un bel ritratto dal vivo di come funziona una procura e di toccare i toni della commedia oltre a quelli del thriller. Cosa succede nei corridoi e nelle stanze di un ufficio della Procura? Come si avvia un’indagine? Chi c’è dietro ogni mossa? Per la prima volta un romanzo ci racconta come vanno le cose, e ci sorprende, rivelandoci che quasi niente è come ci saremmo aspettati. Così nell’ultimo romanzo, che narra la drammatica dissoluzione e la rovina di un’aristocratica famiglia che ha costruito la sua fortuna sul Barolo.+

VENERDI’ 15 MAGGIO la serata sarà condotta da Enrico Gaudenzi ed Emanuela Morganti e, a pochi giorni dal centenario dell’entrata in guerra dell’Italia, sarà dedicata a due aspetti particolari del primo conflitto mondiale. Ridere della guerra? Satira e umorismo tra cinema e illustrazione è il titolo.  

Gaudenzi si occuperà del cinema in tempo di guerra, argomento che è stato l’oggetto principale delle sue ricerche. Già durante il conflitto, la guerra viene rappresentata attraverso il comico. Soprattutto nei primi mesi questa scelta fu la più frequente nel cinema italiano. Durante la serata si vedrà come il cinema  (ma non solo) abbia riso (e fatto ridere) osservando il conflitto, ma, contemporaneamente, si cercherà di mostrare quali informazioni emergono da quei particolari documenti che sono le immagini in movimento.
Il contraltare, ed il parallelo, dei fotogrammi in bianco e nero del cinema sono le illustrazioni a colori dei periodici italiani e stranieri di cui si occuperà Emanuela Morganti, curatrice della mostra Matite in trincea, attualmente allestita nei locali della Biblioteca. Durante gli anni del conflitto i migliori artisti di inizio Novecento sono chiamati ad illustrare le vicende nazionali ed internazionali attraverso il filtro della satira e dell’umorismo. Bersagli preferiti diventano i potenti, i nemici in divisa, ma anche, inaspettatamente, i compagni.  Verrà mostrato quindi come sia stato possibile ridere della guerra, e contemporaneamente trarre insegnamento da quei sorrisi di riflessione.

VENERDI’ 22 MAGGIO vedrà l’intervento del Gruppo di ricerca Ippolita, attivo dal 2005. Il seminario, dal titolo Nell’acquario dei social network, ha lo scopo di stimolare una riflessione critica sui social media. L’obiettivo è quello di condurre il pubblico ad una ricognizione degli elementi minimi che compongono il complesso tecnico e culturale della Rete.
Le tecnologie digitali possono diventare pretesti di confitto fra adulti e minori. I primi temono, a torto e a ragione, che la Rete non sia un luogo di per sé amichevole; i secondi ritengono, a torto e a ragione, di saperne più di coloro che vorrebbero vietare, limitare, modificare il loro uso di quegli strumenti. In molti sensi, ci troviamo tutti in uno stato di minorità nei confronti dei social network commerciali, per i quali siamo merce preziosa. Come fare per imparare a vivere in maniera evolutiva questi conflitti? Il Gruppo Ippolita  tiene corsi di validazione delle fonti online
per professionisti, ma soprattutto per persone curiose,  è autore di numerosi interventi e saggi dedicati alla Rete. Tra le opere pubblicate: Open non è free. Comunità digitali tra etica hacker e mercato globale (Elèuthera 2005); Luci e ombre di Google (Feltrinelli 2007, tradotto in francese, spagnolo e inglese); Nell’acquario di Facebook (Ledizioni 2013, tradotto in francese, spagnolo e inglese; ‘La Rete è libera e democratica’ Falso! (Laterza 2014).

La serata di GIOVEDI’ 27 MAGGIO sarà dedicata alla musica con i violoncellisti Claudio Ronco ed Emanuela Vozza, che, con un concerto-conversazione, ci accompagneranno nella musica europea del Settecento. L’appuntamento dal titolo Lo sguardo della musica –  l’idea e il senso della bellezza musicale nell’Europa del Settecento propone musiche di importanti virtuosi violoncellisti, italiani e francesi, in viaggio per le corti e i teatri d’Europa, tratte da rari manoscritti o stampe d’epoca e restituite al suono da preziosi strumenti originali del Settecento.

Lo Sguardo della Musica,  da cui prende spunto la serata, è un progetto musicale indipendente di Claudio Ronco ed Emanuela Vozza,  realizzato in collaborazione con il tecnico del suono Michele Sartor  e con il laboratorio d’arte contemporanea PaRDes di Mirano. L’opera, disponibile in cd, comprende 26 Sonate composte da violoncellisti virtuosi della seconda metà del Settecento. Accanto a nomi famosi, come quello di Boccherini, figurano molti altri, sconosciuti al grande pubblico, come Triemer, Cervatto e Graziani. In ogni caso tutti personaggi straordinari, abituati a calcare le scene dei grandi teatri, o a conquistarsi posti di prestigio come docenti o musici di corte presso i potenti d’Europa, combattendo per strappare una vittoria alla vita, spesso colmando con la Musica la distanza che intercorreva tra la fame e la Fama.

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