Ravenna. Il consiglio comunale approva il rendiconto di gestione 2014. Contrari i gruppi di opposizione, astenuta la Federazione della sinistra.

Ravenna. Il consiglio comunale approva il rendiconto di gestione 2014. Contrari i gruppi di opposizione, astenuta la Federazione della sinistra.
Comune di Ravenna. Immagine di repertorio.

RAVENNA. Nella seduta di giovedì il consiglio comunale ha approvato il rendiconto della gestione 2014. Hanno votato a favore Pd, Pri e Sel; contrari i gruppi di opposizione; astenuto il gruppo di Federazione della sinistra.

La delibera è stata illustrata da Valentina Morigi, assessora al Bilancio.

Il rendiconto 2014 si chiude con un avanzo di amministrazione di 6.790.196,76 euro, imputabili in gran parte alla gestione di competenza e a quella dei residui.

‘Di tale cifra – ha fatto notare l’assessora – 4.288.258 euro rientrano nel fondo vincolato di svalutazione crediti, che deve essere costituito per legge; la quota libera è di soli 1.308.840,62 euro. Il patto di stabilità è stato rispettato. In un quadro molto difficile e complesso, che vede centinaia di enti locali dichiarare il dissesto finanziario o arretrare nella garanzia dei servizi, rivendico il fatto di essere riusciti a riconoscere maggiori risorse al welfare e a fare operazioni, seppur minime, di redistribuzione del reddito. Non rispettare il patto di stabilità avrebbe conseguenze pesantissime sull’intera collettività. Per il 2015 cercheremo di proseguire nel solco che ci siamo dati con il programma di mandato del sindaco, quello di mettere al primo posto la tenuta del patto sociale della nostra comunità’.

Diego Rubboli (Fds), intervento fornito dal consigliere: ‘Ricordo che come Fds rappresento i 2 partiti, PRC e PDCI (con la variante che quest’ultimo ha cambiato sigla in PCDI, Partito Comunista d’Italia). Premetto che 4 anni fa quando abbiamo siglato il prg dell’alleanza di CS il clima politico era diverso nonostante fosse già evidente un atteggiamento di distacco e di esclusione nei ns confronti a livello nazionale, c’era comunque la prospettiva e la speranza di una evoluzione politica nel senso di una nuova aggregazione nazionale che ci comprendesse nel CS,  come avvenuto nelle elezioni regionali del 2010. Poi l’avvento del renzismo, la nostra esclusione da un’alleanza 2 anni fa alle elezioni politiche, hanno portato all’attuale situazione di estrema incompatibilità ed alla nostra opposizione a tutto quanto prevede il prg del governo Renzi alleato del CD. Ed anche in questa maggioranza comunale non è sempre stato tutto condivisibile e ci sono state alcune distinzioni. Al di là della nostra posizione contraria al finanziamento delle scuole private, già prevista come deroga al prg dell’alleanza, non sono mai stati in dubbio i principi e gli obiettivi, ma semmai la ns discordanza è stata sui mezzi ed i provvedimenti adottati per realizzarli. Cito ad es. ultimamente : astensione al POC Darsena, e al progetto ‘Palazzone ex Xenos’ a Marina, no al pk a pettine in via Porta Gaza, no al parcheggio di via Guidarelli, quest’ultimo un es. di orrore estetico in un ambiente di notevole rilevanza architettonica (sotto la prospettiva del Duomo ed altri edifici storici) i cui 50 posti auto ricavati potevano essere ottenuti con qualche bidone di vernice raddoppiando gli stalli lungo le vie, anche più centrali, a senso unico e con il limite di 30 km/h. Infine,la settimana scorsa, abbiamo detto no al nuovo statuto di Hera, in quanto siamo contrari alla vendita di azioni Hera perché scendere sotto la soglia del 50% di proprietà pubblica rappresenta una deriva che può portare progressivamente alla privatizzazione non solo della soc. Hera ma anche di tutti i beni comuni, dei servizi di utilità pubblica a cominciare dalla gestione del ciclo dell’acqua, disattendendo il risultato di un referendum nazionale. Siamo contrari a questa deriva di privatizzazioni che investe la politica economica governativa. Semplificando, se il debito è pubblico il credito è privato e vendere i gioielli redditizi di famiglia non fa altro che arricchire i privati ed impoverire in prospettiva il pubblico, al di là di un momentaneo incasso effimero. Razionalizzare, qualificare l’organizzazione degli Enti Locali, spingere affinché si affermi un processo di valorizzazione del personale (l’attacco al lavoro pubblico ed a quello privato di questi anni sono facce della stessa medaglia) è altra questione di rilievo. Noi vogliamo che il soggetto pubblico ritrovi la centralità nella politica. La costruzione del bilancio comunale, in questi ultimi anni, è divenuta una gara ad ostacoli. I cambiamenti in corsa d’opera sono la specificità dei governi che si sono succeduti e non tutti hanno portato trasparenza e semplificazione. I bilanci sono lo specchio delle politiche finanziarie dei Governi con la matrice comune tendente alla privatizzazione dei servizi e ai tagli delle risorse finanziare rendendo le amministrazione semplici esecutrici di leggi nazionali e regionali. Certamente i comuni sono in difficoltà economica , ma chi devono ringraziare per questo? Al governo c’è il PD con alcuni partitini di CD e con l’alleanza variabile con FI, forze che rappresentano una grande maggioranza numerica anche in questo consesso. Per la valutazione di questo rendiconto 2014, dal punto di vista tecnico non ho alcun rilievo significativo da esporre, ho approvato il bilancio preventivo 1 anno fa e sostanzialmente il discostamento da esso è ampiamente giustificato da una azione governativa schizofrenica nella gestione delle tasse locali. Quindi ne deriva che la posizione di voto di astensione della FDS è essenzialmente politica, in attesa di vedere cosa viene proposto nel bilancio di previsione 2015, il prossimo mese. Siamo contrari alla vendita di azioni Hera, di cui si parla con varia alternanza di posizione da molti mesi, ma sembra che comunque una vendita ci sarà. La CGIL ha espresso contrarietà e preoccupazione circola fra i lavoratori dipendenti. Se ciò sarà confermato, sul bilancio di previsione il nostro voto sarà contrario, altrimenti saremo pronti a rivedere la posizione. Oggi il partito di maggioranza della giunta governa questo paese; bene, faccia vedere che ha a cuore i beni comuni ed i patrimoni comuni: incida sulle decisioni di governo.  Pertanto, sperando di essere stato sufficientemente comprensibile, dichiaro il mio voto di astensione su questo bilancio 2014′.

Nereo Foschini (Ncd) ha dichiarato voto contrario, ‘come per il bilancio preventivo, di cui questo rendiconto è conseguenza. Due ragioni sufficienti e giuste a motivare il nostro voto contrario sono rappresentante dal fatto che ci troviamo con un maggior gettito di sei milioni dalla Tasi – il che fa pensare che si poteva applicare una aliquota inferiore – e che al contrario si registra un mancato introito dalla Tari, dovuto anche alle modalità di riscossione attuate da Hera’.

Paolo Guerra (Lega Nord Romagna), intervento fornito dal consigliere: ’Per dichiarare il mio voto contrario sul rendiconto di bilancio del 2014 parto dai miei emendamenti, a suo tempo respinti, sul bilancio di previsione del 2014. Considerando i 6 milioni di Euro di avanzo, non possiamo dire che i conti non tornano anzi, su tali meccanismi il Comune di Ravenna, grazie al proprio ufficio di ragioneria, non sbaglia un colpo. Anche grazie al fatto che i cittadini riescono a trovare ancora risorse per pagare regolarmente i tributi, come quello della TASI che ha permesso all’Amministrazione un incasso superiore alle previsioni (così come accaduto con l’IMU). Insomma, i conti sono sempre in ordine, ma in capo ai cittadini restano i disagi, le strade dissestate, la mancanza di infrastrutture e, in generale, le condizioni che si vedono oggi. Intendiamoci, buona parte delle responsabilità sono in capo al patto di stabilità (per il quale occorre rivolgersi alla Comunità Europea) e alla riduzione dei trasferimenti (per il quale dobbiamo rivolgerci al Governo), ma alcuni interventi spettano all’Amministrazione locale che, a fronte delle aspettative dei contribuenti ha il dovere di tagliare i costi e di monetizzare in modo lungimirante. Alcuni interventi erano richiamati a suo tempo proprio dai miei emendamenti: la privatizzazione di alcune società partecipate in modo da vedere un libero mercato sui servizi non più critici da un lato (vedi Aser) o la parziale dismissione di quote per disporre di risorse utili ad effettuare interventi sul territorio dall’altro (Ravenna Farmacie). Ed in barba a quanto chiesto dal Governo di Renzi con la Legge 190/2014 in merito alle privatizzazioni, l’Amministrazione si limita a privatizzare per 8.500 Euro vendendo lo 0,x di Ervet Spa e di Banca Etica Spa. Gli emendamenti che presentai chiedevano di vendere delle azioni di HERA per effettuare interventi sulle strade e sulle infrastrutture, senza escludere l’acquisto di immobili per ridurre i costi di affitto che per il Comune superano il milione di Euro all’anno. Allora furono respinti, ma nel 2015 l’Amministrazione riprende questa linea senza però comunicare a nessuno od impegnare il futuro ricavato ad interventi concreti per la città. Ed ancora, richiesi una serie di tagli sui costi che permettesse di assumere personale in capo alla Polizia Municipale, deficitaria ormai cronica di risorse, per ottenere un maggior presidio del territorio e, forse, una maggior sicurezza per i cittadini. Ma che ci facciamo con 6 milioni di avanzo se di fatto non vi è alcun aspetto migliorativo percepito dai cittadini?’.

Benedetta Lippi (Pd), intervento fornito dalla consigliera: ‘Le premesse dalle quali si parte, come del resto negli ultimi anni, sono sempre le stesse: crisi economica, incertezza nella legislazione nazionale, rigidità dei vincoli del Patto di Stabilità. La nostra Amministrazione, però, è riuscita anche quest’anno a raggiungere gli obiettivi che si era prefissata. La gestione 2014 risulta caratterizzata da alcuni importanti risultati:la conferma dell’impegno dell’Amministrazione relativamente alla riduzione dei costi; infatti sono state realizzate economie di spesa in diversi interventi, come per esempio il personale (grazie al contenimento delle assunzioni a tempo determinato e al blocco del turnover), i beni di consumo, gli affitti e i noli, le prestazioni di servizi, economie che sono state registrate sia in confronto alla previsione 2014 che in confronto al consuntivo 2013; gli investimenti realizzati, seppur in misura inferiore alle disponibilità e alle necessità del Comune, a causa dei vincoli del Patto di Stabilità, hanno registrato percentuali di realizzazione molto elevate nei campi delle strade, dell’edilizia scolastica e culturale, nonché dell’edilizia pubblica varia, e nel campo dell’ambiente e della difesa del litorale; la prosecuzione nella politica di contingentamento del debito, attraverso il non ricorso a nuovo indebitamento e l’estinzione anticipata del debito residuo di un prestito obbligazionario di quasi 2,7 milioni di Euro, con un risparmio di ulteriori 300 mila Euro di oneri finanziari all’anno. Questa politica, se da un lato ha portato ad un abbassamento delle risorse da destinare agli investimenti, dall’altro ha permesso di ridurre ulteriormente la dimensione dell’indebitamento complessivo, che si attesta su un livello di 45 milioni di Euro, abbassando ulteriormente il livello minimo di debito mai ottenuto dal Comune e facendo registrare una media pro capite di molto inferiore alla media regionale (283 Euro per abitante contro 700 Euro); il raggiungimento del saldo obiettivo imposto dal Patto, risultato ottenuto grazie ad un costante monitoraggio dei saldi, all’azione di stimolo delle riscossioni e di programmazione dei pagamenti in conto investimenti; al raggiungimento del risultato ha contribuito anche lo spazio sui pagamenti in conto capitale concesso dal MEF, che ha permesso di escludere 2,2 milioni di Euro dai vincoli del Patto di Stabilità relativamente a debiti in conto capitale sostenuti nel primo semestre. Il risultato, anche quest’anno, è stato ottenuto pagando le imprese appaltatrici e saldando i debiti maturati. Come più volte ricordato, uno degli obiettivi della nostra Amministrazione è il rispetto dei vincoli del Patto di Stabilità, per evitare tutte le conseguenze negative alle quali altrimenti saremmo soggetti, sopratutto per quanto riguarda il divieto di assunzioni a qualsiasi titolo, conseguenza che andrebbe ad incidere sugli insegnanti con contratti non stabilizzati, con grandi ripercussioni sulle famiglie i cui figli si troverebbero senza scuola. Per queste ragioni, il gruppo del Partito Democratico appoggia l’operato della nostra Amministrazione e di conseguenza approva il rendiconto della gestione per l’esercizio 2014, in quanto riteniamo che abbia agito assumendosi le proprie responsabilità, nel nome del buon governo del nostro Comune e dei cittadini, rispettando gli obiettivi che la stessa si è data all’inizio di questa legislatura’.

Pietro Vandini (Movimento 5 Stelle) ha dichiarato voto contrario ‘per due motivi: perché ci piacerebbe che venisse portato avanti un modello di bilancio partecipato, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti, direzione nella quale non si vuole invece andare; e perché il governo guidato dal segretario del Pd sta continuando a portare avanti politiche che strangolano gli enti locali e il Pd ravennate fa finta che non sia così. Non credo che si possa continuare su questa strada’.

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