Roma. IRST in prima fila nella prevenzione primaria del melanoma con il progetto ‘Il Sole per amico’. Attenzione ai raggi UV artificiali.

Roma. IRST in prima fila nella prevenzione primaria del melanoma con il progetto ‘Il Sole per amico’. Attenzione ai raggi UV artificiali.
Stanganelli Ignazio medico

ROMA. Un’incidenza più che raddoppiata negli ultimi 30 anni. Uno sviluppo subdolo e aggressivo che ne fa il più temuto tra i tumori delle pelle. Con l’estate aumentano le occasioni di esposizione non protetta ai raggi UV emessi dal sole, principale fattore di rischio. Ma durante tutto l’anno il crescente uso di lampade abbronzanti e lettini espone la popolazione, soprattutto i più giovani, ai raggi UV artificiali, considerati cancerogeni dall’Agenzia per il Cancro. 

Per accendere i riflettori sul rischio melanoma e sull’importanza di una corretta esposizione parte ‘IL SOLE PER AMICO’, campagna nazionale di prevenzione primaria promossa da IMI (Intergruppo Melanoma Italiano) con il patrocinio del Ministero della Salute, AIOM e il sostegno dell’azienda MSD consociata italiana di Merck & Co. 

Tra i protagonisti dell’iniziativa, riunitisi martedì 5 maggio presso la Camera dei Deputati per la conferenza stampa di presentazione, c’erano il responsabile IMI per l’area dermatologica, Ignazio Stanganelli, la conduttrice televisiva Licia Colò (madrina della campagna), la presidente dell’IMI, Paola Queirolo (Istituto Nazionale Tumori di Genova), il deputato Federico Gelli (Commissione Affari sociali e Sanità della Camera), Vito De Filippo (Sottosegretario alla Salute) e l’amministratore delegato MSD-Italia, Pierluigi Antonelli.

Uno spot interpretato da Licia Colò, attività d’informazione nelle stazioni ferroviarie di Roma e Milano a giugno e nelle località della Riviera Adriatica nei week-end di luglio, un sito web e una pagina Facebook inviteranno i cittadini a prendere solo “il bello del sole” e, in occasione delle prossime vacanze, ad aumentare il livello di attenzione, proteggendosi sempre in maniera adeguata al mare o in montagna. E dall’autunno la campagna proseguirà nelle scuole elementari con attività educazionali che coinvolgeranno i ragazzi insieme agli insegnanti e alla famiglie.

In Italia attualmente almeno 100.000 persone convivono con un diagnosi di melanoma. Circa 10.000 i nuovi casi ogni anno. L’età media dei pazienti con diagnosi di melanoma è di soli 50 anni e il 20% dei casi viene riscontrato in pazienti di età compresa tra 15 e 39 anni. Il tasso di mortalità resta ancora molto elevato poiché nella maggior parte dei casi questo tumore viene diagnosticato in fase avanzata o metastatica: il 20% dei pazienti purtroppo non supera la malattia. L’esposizione ai raggi ultravioletti (UV), la presenza di nei o lentiggini e la carnagione chiara associati a fattori genetici di suscettibilità sono i principali fattori di rischio. Le scottature solari prese durante l’infanzia o l’adolescenza possono innescare un processo patologico che, a distanza di molti anni, può favorire la probabilità di sviluppare il melanoma in soggetti predisposti. Pochi altri tipi di tumore possono però essere contrastati altrettanto efficacemente attraverso le attività di prevenzione primaria, basate sulla corretta esposizione al sole, e di prevenzione secondaria, in primis l’autoesame della pelle per diagnosticare precocemente la malattia. “La campagna promossa dall’IMI – sostiene Paola Queirolo – è di fondamentale importanza nell’ambito della prevenzione al melanoma; obiettivo che il network multisciplinare dell’IMI, raccogliendo i maggiori esperti italiani, persegue con impegno, dedicandosi a sensibilizzare la popolazione e le istituzioni’.

A spiegare quali sono le regole fondamentali per una corretta esposizione è Ignazio Stanganelli, Responsabile del Centro clinico-sperimentale di Oncologia Dermatologica – Skin Cancer Unit dell’IRST IRCCS: “È importante esporsi gradualmente per ridurre il rischio di scottature, in particolare per chi ha un fototipo chiaro. Bisognerebbe cominciare da un’esposizione di 45-50 minuti il primo giorno aumentando ogni giorno il tempo di esposizione fino ad ottenere in 15-20 giorni un’abbronzatura uniforme e duratura. Si dovrebbe ridurre l’esposizione tra le 11.00 e le 15.00. E sotto il sole sarebbe sempre consigliabile utilizzare indumenti e un cappellino e proteggersi con creme dotate di filtri per i raggi UVA e UVB, applicandole in dosi adeguate e per più volte, ogni 2-3 ore. I bambini devono essere assolutamente protetti dalle scottature e va evitata l’esposizione diretta dei neonati fino a 1 anno. Grande attenzione va posta anche alle radiazioni ultraviolette artificiali: dal 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanità le considera come carcinogeni completi, in quanto sono coinvolte nella formazione dei tumori maligni della pelle. Dal 2011 in Italia l’uso delle lampade abbronzanti è vietato alle persone più vulnerabili come i ragazzi sotto i 18 anni, le donne in stato di gravidanza, i soggetti che in precedenza hanno sviluppato un tumore maligno della pelle ed i soggetti con pelle chiara che non si abbronzano o che si scottano facilmente. Tutte queste restrizioni sono indispensabili perché le radiazioni ultraviolette, oltre a provocare danni a breve termine (come eritema e arrossamento della pelle accompagnato da prurito o bruciore), possono provocare alterazioni che compaiono anche dopo molti anni di distanza dall’esposizione. Inoltre l’utilizzo dell’UV artificiale prima dei 35 anni aumenta notevolmente il rischio di sviluppare tumori della pelle nel corso della vita’.

L’iniziativa dell’IMI recepisce una delle indicazioni del Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018 che raccomanda la realizzazione di campagne di comunicazione per informare giovani e giovanissimi sui i rischi e i danni prodotti dall’eccessiva esposizione ultravioletta solare e artificiale.

La Skin Cancer Unit IRST IRCCS e l’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR) avevano anticipato questa direttiva nell’ambito dell’importante progetto ‘Salviamo la pelle’ – sviluppato in Romagna nel periodo 2010-2012 per la prevenzione nelle spiagge, nelle scuole e nei centri di abbronzatura artificiale – i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulle maggiori riviste dermatologiche internazionali e su un libro di imminente uscita.

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