Rimini. Dati Caritas: nei primi tre mesi 2015 un aumento delle persone che hanno bisogno di aiuto. Difficile uscire dalla situazione di povertà.

Rimini. Dati Caritas: nei primi tre mesi 2015 un aumento delle persone che hanno bisogno di aiuto. Difficile uscire dalla situazione di povertà.
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RIMINI. Dalla povertà è sempre più difficile uscire ed è molto facile entrare. I dati della Caritas diocesana relativi al primo trimestre 2015 dicono che, dopo il calo registrato nel 2014, tornano ad aumentare le persone che bussano alla Caritas, , ma soprattutto si registra un incremento fortissimo degli utenti costretti a tornare per chiedere una qualche forma di sostegno alla sede riminese di via Madonna della Scala. È il segno che chi era povero non è riuscito ad uscire purtroppo dalla sua condizione.  La crisi non è affatto finita, anzi, per diversi aspetti la situazione è ancora più drammatica di quella registrata l’anno scorso.

I NUMERI

Da gennaio a marzo, 869 persone si sono rivolte alla Caritas di Rimini, 67 in più rispetto allo stesso periodo del 2014. È il dato più alto degli ultimi cinque anni. 

I ritorni, 740, rappresentano l’85,2% e in questo caso si riscontra una vera e propria impennata rispetto agli altri anni (erano il 72,9% nel 2014 e il 68,7% nel 2013, solo per fare qualche esempio). Gli utenti nuovi, 129, sono per lo più i profughi arrivati in questi mesi sul territorio riminese e italiani in difficoltà.

Gli UOMINI sono sempre più in difficoltà: sono 618 gli utenti Caritas nei primi tre mesi del 2015, il 71% degli utenti complessivi, e rispetto agli anni precedenti sono in continuo aumento. Si tratta di uomini sempre più soli e spesso vittime non solo di licenziamenti, ma anche di crisi coniugali.

Sebbene rappresentino sempre una minoranza  (31%), gli italiani, anche nel 2015, si confermano in fortissima difficoltà: la loro presenza  cresce ancora da gennaio a marzo quando hanno chiesto aiuto in 269 contro i 248 del primo trimestre 2014. 

Preoccupante anche il trend relativo ai GIOVANI con età compresa tra i 19 e i 34 anni (prevalentemente di profughi, rumeni e italiani) rappresentati da 261 utenti nei tre mesi contro i 220 del 2014: quelli tra i 19 e i 24 anni, in particolare, arrivano al 7,9% dell’utenza complessiva; quelli tra i 25 e i 34 balzano al 22%. La fascia d’età predominante è comunque ancora quella che va dai 35 ai 44 anni, con 242 richiedenti, anche in questo caso in crescita rispetto al 2014 (233).

L’analisi delle nazionalità delle persone arrivate in Caritas mostra qualche drammatico ritorno. Un chiaro esempio è dato dai rumeni: i numeri parlano di 185 casi, il 21,3% del totale, quando nello stesso periodo del 2014 si erano registrati 168 utenti originari della Romania, pari al 20,9%. Tra i marocchini (seconda etnia straniera più rappresentata tra le mura della Caritas diocesana) la povertà è invece una triste conferma: la loro presenza continua a crescere, anno dopo anno (109 richiedenti da gennaio a marzo contro gli 88 del 2014 e 2013 e i 74 del 2012); la maggior parte dei marocchini arrivati in Caritas, risiede in questo territorio da almeno dieci anni .

Drammatica la situazione di chi non ha una casa perché non dispone di alcun tipo di reddito: sono saliti a 519 gli utenti della Caritas senza fissa dimora, una situazione che riguarda ormai il 59,7% del totale dei richiedenti nel primo trimestre 2015. Nello stesso periodo del 2014 erano 460 (57,4%). Le problematiche abitative sono la seconda causa più frequente tra quanti si trovano in una condizione di forte disagio. La prima, anche questa in progressivo aumento e strettamente connessa al problema casa, è la mancanza di un lavoro. I disoccupati salgono a 753 (86,7% dell’utenza complessiva) rispetto ai 665 del 2014 (82,9%).Infine, la terza causa del disagio degli utenti Caritas si annida in problematiche familiari (450 segnalazioni contro le 345 del 2014). Non a caso, aumentano gli utenti celibi o nubili: 350 (40%) contro i 303 (37%) del 2014.

GLI INTERVENTI

Il lavoro dei volontari, tra le mura della Caritas diocesana, non s’arresta: il numero degli interventi continua ad aumentare. Il balzo più evidente emerge dai pasti forniti nel primo trimestre dell’anno: ben 16.846 (per un corrispondente di 983 beneficiari) contro gli 11.019 dello stesso trimestre 2014. Ad aumentare sono anche le richieste di farmaci (127 donazioni a 88 persone, nel 2014 erano stati rispettivamente 101 a 60), materiali scolastici (31 interventi), quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente e, soprattutto, i sussidi economici prevalentemente per bollette e spese sanitarie.



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