Notizie non solo di sport. Signora, anche con la stella d’argento. Altra ondata di fango sul nostro calcio.

22 maggio 2015 0 commenti
Notizie non solo di sport. Signora, anche con la stella d’argento. Altra ondata di fango sul nostro calcio.
Juve campione d'Italia download (3)

LA CRONACA DAL DIVANO. Ce ne sarebbero anche in questa per ‘aprire‘ con notizie varie in arrivo dal Pianeta piuttosto che con quelle, ancora amatissime, legate allo sport. L’Isis avanza verso Bagdad. Dovrebbe avere conquistato Palmira. La furia oscurantista vorrebbe prendersela anche con la storia. E le sue tracce monumentali. Cancellandole a colpi di piccone. Intanto s’apprende sempre più  nel dettaglio la strategia degli  sceicchi del Golfo i quali,  mentre da un lato,  vengono a comprare in sequenza brandelli d’Europa, dall’altro, finanziano consistentemente i ‘ tagliatori di gole‘. Sotto gli sguardi indifferenti della leggiadra Europa.
Prosegue lo spettacolino nostrano della politica, si fa per dire, con tutto quello sciame di giovani ingressi nelle istituzioni che ( tranne qualche eccezione, da incoraggiare) manco sanno ‘declamare’  il ‘pizzino’ loro affidato.
Povera, e amata, Patria nostra! Anche se , ad allargare il contesto, manco nel Vecchio Continente possono esultare di gioia. Personaggi alla Merkel, infatti, pur con tutto il rispetto per le quote rosa europee, non ci sembrano indicare all’Europa la giusta strada. Dove sono oramai  in tanti a boccheggiare.
Mentre i teutonici possono calarsi le tasse e reinvestire ( circa 60 miliardi) in un nuovo esercito che si prefigura ( già da oggi, e in tempi ancora  non sospetti)  tra i più agguerriti dell’Occidente. Ma tant’è. E poi, se nessuno alza il dito, vorrà dire che sta bene così. A tutti, o quasi.

LA JUVE DELLE MARAVIGLIE. E’ da tempo che, tra i quattro gatti che ci leggono, si sa quel che pensiamo della nostra veneranda Signora, ora anche con la stella d’argento ricucita sul petto per la Decima di Coppa Italia; ma anche dei  vari modelli calcistici europei e sulla pletora di imbelli scansafatiche i quali,  comodamente alloggiati in   qualche anfratto mediatico, continuano a sbandierare verità  tutte da dimostrare sul nostro e sull’altrui calcio.
Proponendo, dissertando, declamando. Mentre, per noi, in perfetta linea con quanto  emerge dalla recente inchiesta sulla ‘rosea‘, il modello non è certo quello inglese, che punta sulle ( s)vendite. E neppure quello della Liga, basato su due meravigliosi Panda.
Il modello, o meglio i modelli, sono pochissimi: tra questi quello del Bayern e quello della Signora. Sì, la nostra Signora, che si è rifatta giovane con operazioni davvero sorprendenti ed encomiabili. Si è sistemata infatti nei conti, si è capitalizzata, s’è ricucita addosso una squadra competitiva e, oggi, con introiti quasi triplicati, viaggia verso gli alti lidi della ricconeria del calcio europeo. Ricconeria sana, salda, rintracciabile. E non occasionale, aleatoria, da bananeti tropicali.

La Champions dovrebbero dargliela, se non altro,  per tutto questo. I buoni esempi vanno resi contagiosi. E non mortificati. Monsieur Platini, vecchio drago bianconero,  che già sta pensando ad un addolcimento del suo fanta – fair play finanziario,  potrebbe (ri)pensarci su. Dopo averla gabbata più volte, come in quella notte di Istambul, con quel campo metà allagato e metà no, probabilmente per spingere in avanti i turchi piuttosto che la solita rompiballe italiota.
E non tanto per rimborsarla, chè la Signora non ha bisogno, ma solo per non ostacolarla verso una impresa contro il terrificante Barca che, tra le squadre  in attività, solo lei al momento può compiere. Gli extraterrestri del Barca, infatti, non hanno altro ostacolo che la nostra Signora per agguantare la quinta Champions .

IL MILAN AMLETICO. Berlusca, dopo tanto navigare, non sa più in quale porto approdare. L’incertezza del timoniere è evidente. Vendere o non vendere,  questo è il suo problema! Povero Berlusca, abbandonato da tutti fuorchè dalla Pascale; senza più truppa e senza più un futuro da conquistador innanzi a sè.
Con la sola pena di non graffiare  il gioiello tanto amato. Quello che in un quarto di secolo gli ha donato 5 Champions con altre 4 finali, praticamente un anno sì e l’altro quasi. Roba da far crepare d’indivia il Bernabeu o il Camp Nou.
Oggi, l’amata sua creatura, naviga in grandi ambasce. Allenatori sbagliati, giocatori di scarso peso. Non brocchi, ma di scarsa personalità. Tanto che la squadra, quasi mai ben messa in campo, e soprattutto tra centrocampo e difesa, non conosce altro che pareggi e sconfitte. Il lamento del suo Pippo, non è altro che il segno dell’impotenza. Occorre, dunque, muoversi, e in fretta;  prima che anche il prezioso diamante perda di luce. Candidati all’acquisto ce ne sono. Ma il Berlusca vuol vederci chiaro.
E tentenna. Giustamente, perchè a finire in mani neglette si fa sempre tempo. La cuginetta, in tal senso, qualcosa deve avere capito. Per fronteggiare gli spendaccioni del Golfo o gli oligarchi della Steppa, soprattutto con  i ripensamenti di monsieur Platini in arrivo,  occorre disporre di soldi ( tanti soldi), e ( forse) non soltanto.

IL PERFIDO CONTE DRACULA. Evidentemente, al conte Dracula, non dev’essere andato giù il trionfale percorso della Signora. E neppure quelle due altre squadre italiote che si sono fatte gabbare ( Napoli, in primis) proprio a due passi dal trionfo. Il conte Dracula ammonisce ” Non dobbiamo illuderci, per sapere se abbiamo fatto passi in avanti occorrerà ripeterci l’anno prossimo”. Giusto. Intanto,  questo, lo teniamo in conto.
Anche perchè fosse stato per lui il prodigio non si sarebbe mai verificato. E chi dimentica infatti i suoi lamenti sul calcio italiano non competitivo, su una Signora ancora imberbe rispetto alle  mirabolanti big dell’Altrove, per lui  distanti anni luce dalle nostre squadrette? Chissà se i nostri antichi romani,  condottieri d’altra  fatta,  abituati a non spaventarsi prima ancora di combattere,  avessero ( con quel carattere) costruito un impero? Conte, ci ascolti:  lasci perdere la Signora,  lasci perdere quel che può o non può fare l’Araba Fenice del calcio italiano, pensi ai suoi azzurri, e ( soprattutto) non ci faccia fare le figure dell’ultimo Lippi e del successore Prandelli!

UN NUOVO SCANDALO. Non c’è mai il peggio, ammonivano i vecchi. E infatti, se si considera quanto ci fa ingerire, ancora una volta, il mondo del beneamato pallone, verrebbe da dire che non si tocca mai il fondo del male. Inchieste su inchieste, eppure, siamo ancora qua. Con una cinquantina d’arrestati e oltre una decina di squadre di serie C coinvolte nell’ormai abituale  ’vizietto’ del ‘ truccare partite’. 

Nella rete sono cascate anche squadre dalla tradizione cristallina. Come la romagnola Santarcangelo tenuta in alto dalla passione autentica d’un manipolo coraggioso di appassionati del calcio del loro paese. Evidentemente i virus di lontana ( e vicina) provenienza sono ormai in grado di contagiare anche i corpi più sani.
Ancora una volta, molto probabilmente, anzi quasi certamente,  assisteremo al balletto noto: autorità federali  sorprese dagli eventi, stampa e altro che cascano dal trespolo, dirigenti locali chiacchierati ma lasciati pascolare a loro piacimento, ragazzotti vogliosi di monetizzare in fretta la loro rapida parabola sui campi di calcio. Della gloria, dei colori della maglia, dell’affetto e della stima dei loro conterranei, poco importa più. Spazio, piuttosto, ai balordi venuti da vicino e da lontano. A rovinare le nostre ore più belle.

IL GIRO D’ITALIA. Chiudiamo cercando di recuperare il piacere dello sport con un’occhiata al Giro. Il nostro Giro, più bello e più difficile del Tour. Che scivola via sulle nostre strade dense di bellezze, accendendo brividi lungo la schiena. I bimbi che l’applaudono, i volti d’una galleria irripetibile di grandi interpreti che, ad ogni passaggio, puntualmente, la gente torna a rievocare, quasi si trattasse di persone di casa e di fatti che hanno riguardato un po’ tutti.
Al momento, lo spagnolo Contador sembra governare il Giro. Al Giro non contano le bandiere ma solo gli uomini. D’Ispagna o d’Italia poco importa. Anche se, a dirla tutta, non ci dispiacerebbe vedere il giovane Aru colorarsi di rosa. Nella Mediolanum di Expo 2015.

Del Gp di Montecarlo di F1, e del duello ‘ rossa‘ contro ‘frecce d’argento‘,  parleremo a parte.

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