Lugo. Il gioco al Pavaglione, ecco come è nato l’evento per ragazzi che coniuga divertimento, contenuti storici, culturali e locali.

Lugo. Il gioco al Pavaglione, ecco come è nato l’evento per ragazzi che coniuga divertimento, contenuti storici, culturali e locali.
Pavaglione Lugo, foto di repertorio

LUGO. Una doverosa premessa: il GIOCO AL PAVAGLIONE è un gioco in scatola ambientato nel Pavaglione di Lugo, una specie di Monopoli, gioco dell’oca, con contenuti storici, culturali locali: Il negozio di Dragoni come fosse Parco della Vittoria e l’orologeria Mainardi Vicolo Stretto.

Ho cominciato a pensare al Gioco al Pavaglione forse più di tre anni fa, ma sempre nel contesto della Contesa Estense, cioè per adulti. Mi intrigava emulare il compianto amico Giovanni Roccati che aveva fornito l’idea del tiro alla fune a quattro e quindi del Palio della Caveja.

Non avevo poi trovato il modo e la maniera di realizzare il progetto. Un giorno ero in farmacia, facevo la fila, e con la signora al mio fianco siamo finiti a parlare di scuole, di bambini, di storia di Lugo e dell’assenza di cultura locale nell’insegnamento primario. Le raccontai del mio progetto del Gioco al Pavaglione e la signora, che non conoscevo neppure, mi disse: con i bambini deve fare il gioco!!

Ecco quindi scattare la molla: In agosto scorso finii di allestire un prototipo e in autunno chiesi di poterne parlare con l’Assessore alla Scuola Silvia Golfera. Alla riunione parteciparono anche Anna Giulia Gallegati, assessore alla Cultura e Simonetta Zalambani, assessore alle Attività produttive.

Il progetto piacque molto e fu subito individuata la data della sua realizzazione: la giornata in cui avrà luogo la ‘città dei ragazzi’ a Maggio 2015. Silvia Golfera propose di lanciare un concorso fra le scuole per disegnare i logo degli esercizi commerciali. Ovviamente ci voleva un ente promotore, ci volevano dei premi, ci voleva del materiale, ecc. ecc.

Ne parlai con alcuni amici e subito trovai in Renzo Preda presidente dell’Unione Ufficiali in Congedo d’Italia, sezione di Lugo, di cui sono socio anch’io, lo sponsor ideale per il mio gioco: l’Unuci è sempre attento alla buona educazione dei giovani e poi si parlava di grandi personaggi lughesi: Francesco Baracca, Giuseppe Compagnoni, Aurelio Baruzzi, legati all’Unuci con doppio filo rosso. Coinvolgemmo anche Confesercenti e Confcommercio ed arrivammo a premiare gli elaborati pittorici, alcuni dei quali veramente pregevoli, ma sicuramente tutti interessanti. Le classi furono premiate con il testo da cui sono tratte le domande di ‘opportunità’ e ‘crisi’ e molti gadget ai singoli bambini; in modo particolare per ciascun disegno l’UNUCI offri una bandiera italiana.

Il tabellone adesso poteva essere completato. Ridotti i disegni, scritto le definizioni di ogni vetrina, preparate le novanta domande, stampati diecimila Bajocchi, con l’effige di Baracca, Rossini, Compagnoni e Gregorio Ricci Curbastro, si poteva partire. Si è stampata anche una locandina della manifestazione, una copia del regolamento che assieme al disegno originale dei bambini sono stati regalati ad ogni esercizio per la loro esposizione nelle vetrine.

Intanto i bambini, conoscendo le novanta domande avranno cercato le risposte e le avranno studiate.

Ecco quindi che VENERDI’ 29 MAGGIO alle  10, nell’ambito della città dei ragazzi, nel piazzale del Pavaglione, per la prima volta giocheremo al Gioco al Pavaglione. Molti premi saranno a disposizione delle sette squadre composte da tre scolari/studenti ciascuna: prodotti della Valfrutta, libri editi dalla Fondazione Cassa Risparmio Banca Monte Lugo, alcuni esercizi del Pavaglione hanno messo a disposizione loro prodotti e naturalmente alcuni souvenir offerti dall’Amministrazione Comunale. 

Saranno in gara due classi quinte della Scuola Elementare Codazzi e cinque classi della prima media Baracca. Se alla fine del Gioco saremo riusciti a far sentire ai bambini un po’ d’orgoglio per i dieci personaggi importanti lughesi che abbiamo costretto a studiare, allora il grande lavoro ed il grande impegno non saranno stati vani. Se poi riuscissimo a raccogliere le impressioni dei bambini in un fascicolo a futura memoria ed infine se riuscissimo a pubblicare il Gioco al Pavaglione, perché tutti possano giocarci, anche gli adulti, allora avremmo fatto Tombola!

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