Forlì – Cesena. Siglato l’accordo tra l’Ausl e i sindacati dei medici di famiglia che sul territorio romagnolo sono quasi 800.

Forlì – Cesena. Siglato l’accordo tra l’Ausl e i sindacati dei medici di famiglia che sul territorio romagnolo sono quasi 800.
Accordo Ausl con sindacati medici di famiglia

FORLI’ CESENA. Omogeneità di presa in carico. Servizi sempre più vicini al cittadino. Appropriatezza prescrittiva. Sono questi i concetti chiave del nuovo accordo locale sottoscritto il 22 maggio scorso a Cesena,  dall’Azienda USL della Romagna, nella persona del Direttore Generale, dottor Marcello Tonini, con le sigle sindacali Fimmg, Snami, Intesa medica, Smi, che rappresentano i quasi 800 medici di famiglia che operano in Romagna: figure fondamentali e centrali nella presa in carico dei pazienti. Il livello locale della negoziazione rappresenta, dopo il livello nazionale e quello regionale, l’ambito in cui gli orientamenti più generali, derivanti dalla contrattazione nazionale e regionale, possono essere meglio “tradotti” e adattati allo specifico contesto territoriale.Omogeneizzazione organizzativa per una efficace ed equa presa in carico dei cittadiniE anche in quest’ottica il nuovo accordo ha un importante valore strategico poichè rappresenta un concreto passo avanti verso la reale omogeneizzazione delle politiche, dell’organizzazione e dei comportamenti di questo settore, con una presa in carico sempre più completa, efficace ed equa per tutti i cittadini romagnoli, superando le tante differenze che caratterizzavano, per storia e tradizione, oltre che per precedenti scelte organizzative e di politica sanitaria, l’assetto dei diversi territori.Nuclei cure primarie e Case della SaluteL’intesa conferma, ovviamente, i Nuclei di cure primarie vale a dire raggruppamenti di medici di famiglia mirati a dare, grazie alla sinergia tra i componenti, maggiori servizi ai pazienti. I Nuclei sono modellati in maniera omogenea sul territorio in modo che ogni nucleo assista, complessivamente, tra i 15mila ei 20mila cittadini. All’interno dei Nuclei i medici di medicina generale condividono percorsi, obiettivi, strumenti di valutazione della qualità, attività formativa. Sui Nuclei di Cure Primarie sono inoltre “costruite” le Case della Salute: unità fondamentali di organizzazione della sanità territoriale, previste dalla normativa regionale dell’Emilia Romagna e dalla legge Balduzzi nel 2012, e luoghi in cui si riuniscono tutti i servizi della medicina territoriale per il cittadino.L’intesa appena firmata pertanto conferma l’attuale assetto dei Nuclei di Cure Primarie, delle Case della Salute e degli Ospedali di Comunità dei territori di Forlì e Cesena, e investe in maniera decisa verso la spinta ad un maggior sviluppo di tale modello nei territori di Ravenna e Rimini. Tant’è vero che in questi territori, già nel secondo semestre 2015, in un terzo delle attuali strutture territoriali esistenti (Nuclei e Case della Salute) sarà attivato un servizio di apertura di 10 ore al giorno, con l’intendimento di ampliarlo ulteriormente nel corso dell’anno 2016. Così facendo in tali strutture, dal lunedì al venerdì,dalle ore 9 alle 19, sarà presente un medico di famiglia cui il cittadino potrà rivolgersi anche nelle ore di chiusura dell’ambulatorio del proprio medico curante (che ovviamente rimane il medico di fiducia dell’assistito). Il collegamento informatico tra colleghi, fortemente implementato negli ultimi anni grazie al Progetto Sole e al Fascicolo Sanitario Elettronico, consentirà al medico in servizio di accedere a tutte le informazioni sanitarie necessarie per esercitare in maniera appropriata l’attività di diagnosi e cura.Sostegno economico dell’Azienda per la presa in carico del paziente cronico Novità per le quali l’Azienda mette in campo un investimento complessivo, per l’anno 2015, di circa 1.900.000 euro.Ed è anche attraverso questa strutturazione che si esplicita un altro importante obiettivo del nuovo accordo, e cioè il sostegno delle politiche di presa in carico del paziente cronico, per il quale è previsto un investimento, da parte dell’Azienda, di 2.400.000 euro. Il medico di famiglia avrà un ruolo sempre più da protagonista nella gestione delle malattie croniche. I percorsi partono dalle patologie più diffuse, in particolare diabete e pazienti in terapia anticoagulante orale, per poi allargarsi, nel 2016, a scompenso cardiaco e broncopneumopatia cronica ostruttiva. Nel giro dei prossimi mesi i gruppi di lavoro con i medici di famiglia provvederanno ad integrare e unificare  i diversi approcci alla presa in carico, per valorizzare le eccellenze e superare prassi ormai datate. Nella stessa direzione va il sostegno all’attività di assistenza domiciliare per pazienti cronici svolta dal medico curante, anch’esso previsto nell’accordo. E va peraltro osservato che anche nella bozza di assetto organizzativo aziendale attualmente in fase di discussione è prevista la realizzazione di dipartimenti di cure primarie transumurari, dipartimenti che, cioè, contengono sia servizi della medicina territoriale sia servizi ospedalieri legati alla cura della cronicità, come ad esempio i reparti di Geriatria. Il terzo concetto, quello dell’appropriatezza prescrittiva, contempla una sempre maggiore responsabilizzazione di tutti i professionisti della sanità, compresi i medici di famiglia,rispetto ad un uso attento e razionale delle risorse sanitarie (visite, esami, farmaci…) per le quali ancora notevoli sono i margini di miglioramento.  Sebbene da questo punto di vista la Romagna sia, a livello nazionale, un territorio già attento, non va dimenticato che attraverso un uso razionale delle risorse, pubbliche, si contribuisce al mantenimento del Sistema Sanitario Nazionale pubblico, che rappresenta un valore importante; va inoltre considerato che le risorse che si potranno liberare grazie ai margini di miglioramento nell’appropriatezza prescrittiva saranno reinvestite per il miglioramento dei servizi, per i cittadini e gli operatori. Un po’ di dati.I medici di famiglia sul territorio dell’A.USL Romagna sono 790, così suddivisi:Cesena: 146; Forlì: 140; Ravenna: 269; Rimini: 235.Nuclei di cure primarie: in Romagna sono complessivamente 48: 7 nel cesenate; 11 nel forlivese; 17 nel  ravennate; 14 nel riminese.Case della Salute: in Romagna sono complessivamente 19: 4nel cesenate; 4 nel forlivese; 7 nel ravennate; 4 nel Riminese.

Ti potrebbe interessare anche...