Notizie non solo di sport. Mr. Blatter se ne va: hip, hip hurrà! L’attesa per Berlino. Aru: anche al Tour?

Notizie non solo di sport. Mr. Blatter se ne va: hip, hip hurrà! L’attesa per Berlino. Aru: anche al Tour?
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LA CRONACA DAL DIVANO. Tante buone notizie. La prima è quella che il nostro Sepp se ne va. In un tripudio d’applausi, per questa clamorosa, inattesa, ( forse ) obbligata, uscita di scena a poche ore dalla (ri)avvenuta, tracotante, quasi plebiscitaria, quinta elezione.
E quando tutto sembrava predisposto per l’eternità, ecco qualcosa di oscuro a noi mortali che l’ha convito a mollare. Le corali del suo paese avranno ora un gorgheggiatore in più a tempo pieno. Senza rancore, caro Sepp, ma ce ne hai fatte troppe perchè ci tratteniamo dal brindare davanti a questo tuo  teatrale, festoso,  ’ammaina bandiera‘.

Altra (doppia) buona novella la (di)partenza di Amleto Benitez. Che molla il sole del Golfo per andare ad aprire l’ombrello a Liverpool, passando per Madrid. Passando, sì, perchè quanto potrà resistere alla corte di quel tiranno del Florentino non è poi tanto difficile da indovinare. Il padre-padrone dei blancos è infatti un soggetto che fa apparire  innocue e divertenti  macchiette perfino ‘ i nostri terribili padroncini‘ alla Zamparini.
Altra buona notizia è quella della rinuncia di Ancelotti a guidare il Milan sparagnino del Berlusca decadente. Sì, perchè, anche se il Diavolo s’è ormai accartocciato su stesso, in un campionato che gli esterofili ( più con i conti correnti in testa  che con i risultati ottenuti sui campi internazionali) continuano a definire ‘ di transizione’, tornare per riconoscenza non va bene. Si rischierebbero solo le cosiddette  inutili, obbrobriose, ‘ minestre riscaldate‘, che poco o nulla hanno fatto godere in passato.
Se il Berlusca cerca un acuto degno dei suoi eccezionali trascorsi, lo faccia ma a carte scoperte. E spassionatamente. I tifosi, che sono tanti, milioni di milioni in tutto il Pianeta, pur essendo stati ultimamente più volte sedotti e abbandonati ( Sheva, Kaka, Thiago, Ibra etc etc) lo capirebbero. Nell’attesa, si spera, del nuovo stadio e di un  sano, credibile,  ‘spendaccione’ disposto ad aggiungere ( veramente) qualcosa del suo. Per un brand che resta inciso ( come pochi altri) nella storia di questo sport.

BLATTER LASCIA. Ce l’avessero detto non lo avremmo creduto: noi, i reietti della terra, quelli che si segnalano solo per malefatte senza fine, scavalcati da altri reietti che, in quanto a porzioni, mangiavano mille e mille volte di più dei nostri patetici ‘ rubagalline’.
Ad aprirci gli occhi è stato il Dipartimento di Giustizia americano, con quella inchiesta ( tuttora in corso) che ha portato all’arresto  di ( parte) del gotha della Fifa  allevato da  quello spiritato svisserotto che, sulla soglia degli ottanta, imperterrito, non curante della tempesta, e perfino minaccioso, ha avuto pure l’ardire di farsi rieleggere, dall’assemblea plenaria di un organismo dove , in due decenni, a quanto pare,  s’è coagulato un  inquietante sistema di potere sul mondo del calcio.

Dello svisserotto si ciacola da anni. Le sue ‘scappate’ sono celebri. Quelle che riguardano il Bel Paese, poi, sono da ‘ genio del male‘. Sì perchè, lui, del Bel Paese, non vuole manco sentire parlare. Che gli abbia fatto non si sa. Ogni ipotesi è possibile. Certo è che perfino nel momento di massimo successo, a Berlino, per il Mondiale del 2006, s’è rifiutato di scendere nell’arena per premiarlo. Ora, però, con quanto sta venendo fuori nel Nuovo Continente, ci fa capire che ‘ al mal non c’è mai il peggio’.
Niente che sia vero quel che si prospetta, lui, i nostri corrotti e corruttori, ce li fa apparire principianti in cerca d’un futuro. La Uefa, questa volta, tranne qualche scontato bastian contrario, gli si è posta di traverso. Monsieur Platini ha (finalmente)  trovato il … coraggio di votargli contro.
Lui, Sepp, ovviamente, ha incassato. Minaccioso però, come certi vecchi capi mafia alle porte della pensione: “ Sepp perdona, ma non dimentica”, avrebbe sbottato. Come dire che monsieur Platini, d’ora in avanti dovrà badare a dove mette i piedi suoi, perchè se c’è qualche passo che non quadra, il prossimo, ad andare sotto inchiesta, potrebbe essere proprio lui. Mamma mia, che tempi!

Ma, qui, va  registrato uno straordinario,  colpo di scena d’un deus ex machina da  commedia plautina: Sepp, infatti, forse più per ‘tamponare’  quel che gli sta per piovere addosso dall’America che altro, ha annunciato le sue clamorose dimissioni che diventeranno effettive a fine anno. Dopodichè, si dovrà organizzare una nuova assemblea per eleggere il sostituto. Tornano quindi in gara l’imberbe principe giordano, forse Luis Figo, e ( probabilmente)  monsieur Platini.
Che non sarà per noi un evento bene augurante, viste le ‘delicatezze‘ che ci ha riservato in qualche importante occasione trascorsa ( due Europei passati ad altri, arbitraggi scientifici, tipo: Napoli contro il Dnipro etc., fair play finanziario più sbandierato che altro …).
Monsieur Platini, italiano in Francia e francese in Italia, infatti, almeno fin qui, appare  sulla lista di quegli italiani che a partire da quel Carlo VIII ( battuto da una lega dei nostri a Fornovo, nel 1495) hanno preferito ‘servire’ più il ‘ candido giglio di Francia’ che ( l’ingrato) paese dei loro avi.

IL BELLO DEL MUGELLO. Ci sono tante piste al mondo, ma non belle come quella del Mugello. Con tutta quella colorata, appassionata, competente, cornice di folla che comincia a prenderlo d’assalto fin dalla giornata avanti.  Di solito, su questa pista, sventola il tricolore. Che questa volta, purtroppo, s’è preso una vacanza. Nella Moto 3 solo  Fenati ( 3°) è salito sul podio, seguito da tre connazionali; mentre nella Moto Gp il formidabile maiorchino l’ha fatta da padrone, prima domando le ritrovate Ducati  di Borgo Panicale ( Iannone, 2°) e poi mantenendo a distanza la favolosa rimonta del più grande di tutti, quel Valentino da Tavullia che in pista gorgheggia sul livello di Pavarotti.

Ora, nel Mondiale, Valentino tiene ( se non erriamo) sei punticini avanti al terribile maiorchino, Lorenzo, con Marquez  caduto e sempre più lontano. Con tanti momenti di sport ( e spettacolo) garantiti. Giusto quindi l’affollamento televisivo, per non perdersi tanti straordinari duelli.

NON SOLO CAMPIONATO.  Il Napoli di Amleto Benitez ha chiuso come era giusto che fosse. In questo caso l’Aquila di Lotito ha meritato il volo in Champion. Senza dubbi. Senza nulla togliere. Piuttosto, come un De Laurentis abbia tenuto a bordone un allenatore come quello resterà, per sempre, un rebus.
Benitez che ha nome di ‘ esperto di calcio internazionale’ nella sua permanenza  sul Golfo più che ad aver portato il Ciuccio in Europa gli ha fatto perdere ogni possibile occasione d’Europa. E questo, se non siamo cattivi,  nei due anni Champions, dove s’è fatto mettere alla porta da conduzioni casa-fuori senza senso ( );  e perfino nell’ultima ghiotta opportunità Uefa, dove per battere il Dnipro non gli ci voleva certo l’assistenza della Nato.

Benitez in Italia lo ricorderanno i milanisti piuttosto che gli interisti o i  napoletani. Per quel 3-0 in Champions contro il Liverpool che i milanisti, con una condotta di gara da inchiesta incrociata, hanno saputo (sapientemente ) trasformare ( in poco più di 15′ ) nel più bel regalo mai visto da che esiste il mondo della pelota. Ora Amleto Benitez, madrileno,  diventerà madridista. Con buona pace per i sensi ( piuttosto sensibili ) del Florentino.
E tuttavia, le tendine sul Campionato sono ormai calate. Fine delle trasmissioni. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. Juve, manco a dirlo, per la quarta volta di seguito gran  Signora d’Italia; dietro, la Roma d’un Garcia in fase di svenamento mediatico e la Lazio, meritatamente, del Pioli che non t’aspetti.
Vanno in Uefa: Napoli, Viola e Genoa ( se otterrà la licenza).  Retrocedono: Cagliari, Cesena e Parma. Ora, tutto si sposta su Berlino. E’ là che la Signora deve andare per compiere l’impresa forse più importante di tutta la sua gloriosa storia. Se non altro per dedicarla ai tanti morti di quella carneficina che bande di selvaggi criminali di culture ampiamente celebrate,  hanno potuto compiere, giusto, trent’anni fa, all’interno d’un obsoleto stadiolo belga.

IL GIRO DI ARU. Di Contador, luci ed ombre, sapevamo. Di Aru, 24 anni, invece no. La sua prestazione al Giro è stata entusiasmante. ma per favore non venite ad incollargli addosso la maglia della promessa prossima ventura. Aru non è una promessa ma una realtà. Avesse gestito meglio qualche tappa centrale a quest’ora sarebbe stato lui la maglia rosa. E non il pur meritevole, applaudito, professionale, campione spagnolo. E adesso spazio al Tour. Con Contador, ma anche con Nibali ( e Aru).

Calendario & risultati campionato italiano di calcio – serie A

sabato 30 maggio 2015

AtalantaAtalanta 1 Tempo regolamentare
MilanMilan 3

domenica 31 maggio 2015

CagliariCagliari 4 Tempo regolamentare
UdineseUdinese 3
TorinoTorino 5 Tempo regolamentare
CesenaCesena 0
SassuoloSassuolo 3 Tempo regolamentare
GenoaGenoa 1
SampdoriaSampdoria 2 Tempo regolamentare
ParmaParma 2
RomaRoma 1 Tempo regolamentare
PalermoPalermo 2
NapoliNapoli 2 Tempo regolamentare
LazioLazio 4
InterInter 4 Tempo regolamentare
EmpoliEmpoli 3
FiorentinaFiorentina 3 Tempo regolamentare
ChievoChievo 0

Classifica

 

 
Pos. Team G DR Pti
1 Juventus 38 48 87
2 Roma 38 23 70
3 Lazio 38 33 69
4 Fiorentina 38 15 64
5 Napoli 38 16 63
6 Genoa 38 15 59
7 Sampdoria 38 6 56
8 Inter 38 11 55
9 Torino 38 3 54
10 Milan 38 6 52
11 Palermo 38 -2 49
12 Sassuolo 38 -8 49
13 Verona 38 -16 46
14 Chievo 38 -13 43
15 Empoli 38 -6 42
16 Udinese 38 -13 41
17 Atalanta 38 -19 37
18 Cagliari 38 -20 34
19 Cesena 38 -37 24
20 Parma 38 -42 19

 

 

 

 

 

 

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