Notizie non solo di calcio. Azzurri (quasi) qualificati. Oro,argento e bronzo da scherma, tuffi e karate.

Notizie non solo di calcio. Azzurri (quasi) qualificati. Oro,argento e bronzo da scherma, tuffi e karate.
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LA CRONACA DAL DIVANO ESTATE.  La Nazionale ha pareggiato ( 1-1) sul campo (con svastica ) di Spalato contro la Croazia. All’incontro ci siamo andati col solito beneplacito di Conte che, evidentemente, i suoi li motiva  mettendo in chiaro fin dalla vigilia quanto siano inferiori agli altri. Lo faceva con la Juve di Coppa, lo ripete con la Nazionale. Sentire un comandante dire che il nemico è migliore rallegra il cuore di chi deve combattere.
Anche perchè con un pizzico di autostima in più difficilmente si sarebbe caduti  in ingenuità come quella che ha propiziato il vantaggio croato: noi a protestare per l’annullamento del gol regolare di Al Saha, loro pronti a far ripartire la palla e mettercela beffardamente in rete. Potevamo vincere. E mettere al sicuro la qualificazione. Ci resta invece solo qualche rimpianto. Il solito, per quelli che non credono fino in fondo alle loro possibilità. Possibilità da nazionale quadricampione del Mondo.

MA C’E’ UN  PRESTIGIO NAZIONALE ? Che sia ora di riprendere in mano il bandolo del prestigio nazionale è un sentimento diffuso. Magari non conclamato, ma senz’altro diffuso. Non se ne pote più, infatti, di farci impartire ‘lezioni’ da maestri che maestri non sono.
Renzi, ad esempio, quando sfila con i colleghi del G7 metta l’orecchio se gli suonano  Mameli  o Azzurro, perchè ne va della sua e nostra credibilità.  E lo faccia pure senza formalizzarsi. Con gli educati ( ci insegnavano)  ci si comporta da educati, ma con i cafoni non vanno usati i guanti bianchi. Non lo apprezzerebbero. E del resto quale altro modo c’è, per farsi ascoltare da chi non ti vuol ascoltare ? Abbiamo forse qualche altra soluzione?
Anche perchè in certi consessi non è in gioco  solo il destino di Renzi ma anche il nostro. Già, il nostro. E visto che ci siamo: questa regola può valere  anche nello sport o,  se volete, nel calcio? In quel calcio un tempo tanto amato e ora  diventato   ( per buona parte) cinico, avido e … maleducato?
Il tutto (si dice)  perchè il dio Danaro ha costretto a viziare oltre misura i suoi principali interpreti. Per cui è sempre più frequente vedere o ascoltare campioni e campioncini, onesti faticatori e checche, addetti ai lavori e altri, che trasmigrano da un colore all’altro senza alcun rispetto per la storia e i sentimenti  che quel colore porta con sè.
Molte di quelle storie echeggiano   nel pantheon mondiale di questa disciplina.
Con tanto di miti e leggende che onorano l’uomo e la sua dedizione sportiva. Roba da trattare , normalmente, con rispettoso silenzio. Quel migrare ‘d’amorosi sensi’  che Foscolo chiedeva alle giovani generazioni. Eppure, tra un clamore e l’altro, questo accade sempre di meno. Il sacro, evidentemente, s’è volatilizzato anche nello sport. Lasciando il posto ad un profano ‘ che si tocca’  ma sempre più insignificante. E non a caso … maleducato.

Ma caliamoci nel circoscritto. Un  Benitez che tiene in sospeso il Napoli per mesi e mesi non è una ‘ colpa’ di Benitez ma della società del Napoli. Che ha nutrito Maradona e che non si capisce perchè abbia aspettato tanto per dare aria ad un tecnico che ‘ più che a darle una dimensione internazionale’ gli ‘ ha fatto perdere ogni occasione internazionale’. Si veda l’ultima, contro un Dnipro dove  non necessitava certo dell’appoggio Nato per  portarla a buon fine.
Adesso, tra gli altri, i troppi altri,  c’è un Tevez che tiene in ballo con i suoi saltarelli nientemeno che la Signora. E qui, democraticamente, bisognerebbe far capire a quel volto spiritato  che ha trovato nuova linfa  in quel club dal sangue nobile come pochi altri al mondo, che prima di tutti è a lui  che deve portare rispetto.  Null’altro.
E che, se  vuole andarsene nell’ Altrove ci vada pure. Una pacca sulle spalle, tanti grazie, e aria. Una sana regola eguale per tutti. Per Higuain, ad esempio,  o per i tanti ( più o meno   presunti ) fenomeni  che sognano (soprattutto) il campionato d’Albione , dove pagano a palate, diamo pure a sbafo,   anche perchè  nell’ultimo turno di coppe  non   ha piazzato manco una delle sue ‘regine e reginette’ tra le sedici arrivate in finale.

Il calcio italiano ha i suoi ( tanti) e (troppo spesso) indecorosi problemi.

Che ha però l’ardire di metterli alla finestra. Tutti. Dal primo fino all’ultimo. Mentre nell’Altrove, dove tutto funziona alla perfezione e il dio Danaro paga come in nessun altra plaga della Terra, occorre aspettare … la Cia, per venire a conoscenza degli intrugli milionari di questo o di quello. Lasciando da parte, al momento, l’universale questione doping. Sempre più acclarata. Eppure negata. E risolta dai più, soprattutto da quelli che tutto vincono,  in maniera spensierata.
Ci sa tanto che l’Italia del calcio non sarà mai uno spazio di conquista, com’è capitato al Bel Paese in altre epoche e per altre questioni. L’Italia del calcio ci sa tanto che resterà per sempre  un angolino d’indomito orgoglio italico che lascia ben poco spazio alle bande di Lanzichenecchi pronte a varcare i varchi alpini per portare a termine i loro saccheggi. La sabauda Signora ha mostrato già di reagire; i meneghini accennano ad un loro possibile risveglio; e se i romanacci o quelli del Golfo non si fanno intruppare dalle loro quisquiglie quotidiane ci sarà quanto basta per respingere ogni nuovo devastante assalto.
E chi non è soddisfatto, semplice homo a grand’ homo che sia, vada pure. Qui hanno tracciato le loro parabole  le migliori squadre  e   i migliori talenti  del mondo. Altro che ‘campionato di transizione‘, come avvalerebbe qualche insipiente al comando. Qui si viene per imparare. All’università. E non per saccheggiare. Questa volta infatti la Signora , la Viola e il Ciuccio hanno chinato il capo, chissà se lo (ri)faranno anche alla prossima?

LA COPA AMERICA E IL MERCATO. E’ il torneo per nazionali più vecchio al Mondo. Ed è iniziato, con la via una flottiglia di nostre conoscenze: Thiago Silva, Cavani, Tevez etc etc etc. Varrà la pena svegliarsi a notte fonda?
Intanto le nostre big cercano rinforzi. Slatan, dicono, voglia tornare a Milano. Paris sarà la belle Paris, ma lui, anzi lei, la moglie, vuol tornare all’ombra della Madonnina. Slatan guadagna tanto ( circa 14 milioni netti elargiti dagli irresponsabili spendaccioni del Golfo, per i quali,  basta affondare la mano nella sabbia per stringerli in pugno), il Milan non può permetterselo. A meno che non si tagli un braccio per via di quel Raiola, ex pizzaiolo ed ora nababbo,  che gli fa da procuratore.
Sempre il Diavolo ha puntato Rodriguez, colombiano del Porto. Anche lui piuttosto caruccio, per via di una clausola recissoria di 35 milioni di euro. Ma, qui, sembra che il Milan voglia andare avanti. Fare sul serio.  Incredibile. Altri obiettivi rossoneri sono Kongdobia del Monaco ( scuderia Doyen)  e Miranda dell’Atletico Madrid. Niente male, nello stropicciarsi gli occhi, mentre si riaccendere il motore.
I cuginetti del Diavolo puntano invece Quadrado. Con l’aggiunta di tanti   casting di esterni: Montoya, Micah, Luis e Mesuaku. Viola d’accordo con Sousa; mentre all’Aeroplanino è stato concesso il nulla osta per volare altrove. Naingollan dovrebbe essere della Roma. Con Pallotta tutto preso  dal nuovo stadio. Toni, il formidabile Toni, ha invece prolungato di un anno col Verona. Anche la Lazio si potenzia sul campo, nonostante sia finito nelle pesche  il presidente Lotito: per l’accusa di tentata estorsione rischiano,infatti,  lui e la squadra, sanzioni non da  poco.
Tra quelli che se ne vogliono andare ‘ per irrinunciabili ragioni di vita‘ c’è adesso anche Pirlo. Evidentemente non vuol star da meno di Del Piero e di qualche altro dei nostri, (ri)tornati però tutti ( o quasi) dalla mamma loro. Perchè il mondo sarà pure una incredibile occasione d’avventura,  ma le carezze che ti dava la mamma non te le sostituisce nessuno. Da sempre dicono che i soldi siano tutto. Il che non par vero. E comunque: meglio ( ricredersi) prima  che mai.

ALTRI SPORT. Ma perchè all’Armani Milano, strapazzata anche dal Sassari, non suggeriscono un altro sport?  Arrivano come sempre oro, argento e bronzo dalle candide tute della scherma. Mentre sulle moto al Gp di Catalogna svettano,  a partire dalla categoria più bassa, un francese ( Zarco su Rins e Rabat), nella 250 Kent su Bastianini, nella moto Gp Lorenzo su Rossi ( con Marquez e Dovi fuori pista).
Del gran maestro di Tavullia avremo modo di soffermarci. Intanto un pensiero va ai ragazzi della scherma che, agli europei, fanno man bassa di medaglie; mentre, ai primi Giochi d’Europa in corso a Baku quelli del karate si sono portati a casa nientemeno che tre medaglie d’argento. Anche qui l’Italia c’è. Altro pensierino per  Cagnotto e Dellapè, medaglie d’oro nel sincro agli Europei di tuffi. Tania, poi, ha aggiunto altro metallo prezioso ad una carriera che nulla ha da invidiare a quella dell’augusto padre.

 

 

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