Forlimpopoli. Maurizio Maraldi è tra i finalisti al Premio internazionale di poesia dialettale ‘Radici Poetiche a Massimo Troisi’.

Forlimpopoli. Maurizio Maraldi è tra i finalisti al Premio internazionale di poesia dialettale ‘Radici Poetiche a Massimo Troisi’.
Concorso poesia dialettale Massimo Troisi

FORLIMPOPOLI. L’esito della prima giuria del Concorso dedicato a Massimo Troisi, che vede come madrina la sorella di Massimo, Rosaria Troisi ha selezionato 32 poesie che entreranno nell’antologia edita dalla casa editrice di Manocalzati (Avellino) il Papavero (www.edizioniilpapavero.it) di Donatella De Bartolomeis.

Fra qualche giorno a sancire i tre vincitori sarà una giuria di esperti presieduta dal giornalista-scrittore Pino Aprile e composta da Giuseppina Bonaviri, della Fondazione Giuseppe Bonaviri, Gianni Mauro, leader dei Pandemonium, Giancarlo Perazzini, vicepresidente del Premio Bancarella e Corrado Taranto, figlio di Carlo e nipote di Nino. Anche quest’anno grande affluenza dall’estero: Svizzera (Zaira Sellerio con poemi in dialetto siciliano), USA (Pino Rispo con poesie in dialetto napoletano) e Australia. L’opera pervenuta dal Continente Oceania  non ha superato la prima fase di selezione. Le premiazioni, ci saranno, il 2 agosto nell’ambito della manifestazione “Il Borgo in Favola” nell’incantevole sito Medioevale di Castelvetere. Segretario del Concosro, Jenny Capozzi. I premi saranno delle opere d’arte; in particolare al primo classificato verrà attribuita una scultura del Maestro Giuseppe Rubicco che lo ricordiamo anche per i numerosi riconoscimenti artistici tra i quali il premio di scultura “Civiltà contadina valori e memorie” – Borgolavezzaro (VC); primo premio assoluto concorso di idee per la realizzazione di un monumento “In memoria dell’undici settembre”, monumento installato a Ercolano (NA); secondo premio concorso internazionale di scultura “Cura e Speranza” A.O. Ospedale Niguarda Cà Granda Milano. Ancora una volta, vista la grande partecipazione al Premio, si da conferma che il territorio Italiano si unisce, seppur nelle sue diversità, in un unico valore: l’amore per la propria terra. L’orgoglio alle origini che eleva la Cultura nella bellezza dell’eterogeneità espressiva che si coglie nei dialetti locali, nel vernacolo, negli idiomi di alcune aree geografiche, nonché in quelle che ormai sono diventate vere e proprie lingue riconosciute anche dall’Unesco. La lingua madre che diventa non solo espressione letteraria ma espressione visiva dei sentimenti. A darne conferma, le opere di Paolo Landrelli da Ardore (RC), Antonietta Cacace da Napoli, Agostina Spagnuolo da Avellino, Davide Rocco Colacrai da Arezzo, Angelo Curcio dalla Sicilia, Luisa Mirabella da Salerno, Valentina Basile da Caserta, Ciro Borrelli da Avellino e Anna Peluso da Petruro Irpino (AV). Ancora da Avellino Eraldo Barra, mentre da Potenza Valerio Cascini, da Verona Anna Maria Lavarini e Agnese Girlanda; Gabriella Mantovani da Biella, Elisa Conte da Episcopia (PZ), Albino Pagnozzi da Pannarano (BN), Carlo Di Giovanni e Mario Vanni da Altavilla Irpina (AV), Carmen De Vito da Mercogliano, Ciro Iannone da Napoli, Vincenzo Cerasuolo da Marigliano. Dalla città di Taranto Michele Pastore mentre da Forlimpopoli (FC) Maurizio Maraldi. Da San Cataldo (CL) Giuseppe Bellanca e Elena Sinopoli da Salerno. Vincenzo De Bernardo da Napoli, Maria Linda Reale Ruffino da Patti (ME), Giovanna Salvaggio da Naro (AG), Bruno Pastorelli da Frosinone, Mirella Merino da Conza della Campania (AV). Dall’estero Zaira Sellerio Svizzera e Pino Rispo U.S.A.

 

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