Ravenna. Al Ravenna Festival ‘Saga IV. Il canto dei canti’, l’opera equestre che porta in città un nuovo allestimento.

Ravenna. Al Ravenna Festival ‘Saga IV. Il canto dei canti’, l’opera equestre che porta in città un nuovo allestimento.
Saga cavalli Ravenna festival

RAVENNA. Venerdì 19 giugno alle 20.00 (repliche sabato 20 e domenica 21 giugno, alla stessa ora) ci si ritroverà nell’ampia corte antistante il seicentesco Palazzo San Giacomo di Russi, per un “teatro barbarico” che richiama l’Italia medievale, in assoluta sintonia con l’ispirazione dantesca di questa edizione. In scena, oltre allo stesso Ferretti, “signore delle parole”, un “signore delle musiche”, Paolo Simonazzi; un “signore dei cavalli”, Marcello Ugoletti; la “signora della corte”, Cinzia Pellegri; un “signore del ferro e del fuoco”, Stefano Falaschi; e – soprattutto – venti cavalli e alcuni cavalieri, la Corte transumante di Nasseta. Le musiche, originali, sono di Lorenzo Esposito Fornasari, Giovanni Lindo Ferretti, Luca Rossi.

Nuovo allestimento per Ravenna Festival realizzato in collaborazione con il sostegno del Comune di Russi, con il contributo di Sigma 4 e il collaborazione con il Comune di Reggio Emilia.

«Ci si prepara, nella serenità di una dimora finalmente trovata, ritrovata, a mettere in scena “Saga IV”. Il debutto – sintetizza Ferretti – avverrà attorno il solstizio d’estate, al Ravenna Festival, perfetto contraltare per un’antica storia che si rigenerò con i Longobardi quando una classicità allo stremo, asserragliata tra paludi inespugnabili, effondeva gli ultimi bagliori di un potere imperiale in mille e mille tessere d’oro e di lapislazzulo. “Saga” è il racconto dell’Alpe, contrafforte montuoso d’Appennino, e dei suoi abitanti. Per tre anni consecutivi i Chiostri di San Pietro in Reggio Emilia ne hanno custodito e protetto l’esistenza. Poi una sortita di ricognizione a esplorare i dintorni storici e geografici; quattro tappe: la fortezza Firma Fede in Sarzana, il castello di Sarteano, la cittadella di Pisa, la riva dell’Arno a San Niccolò in Firenze, ci hanno instradato verso Ravenna».

L’opera equestre, ovvero “partitura per voce, cavalli, incudine con mantice e bordone”, strutturata come libretto d’opera con parole e canto di Lindo Ferretti, racconta dell’antico patto fra uomini, cavalli e monti. Si tratta di un teatro contemporaneo anomalo, che sceglie solo la luce naturale per illuminare lo spazio scenico, usa la potenza evocativa della parola per farne canto epico, utilizza la musica per sostenere e amplificare un racconto che affiora dai millenni.

«Il nostro è un teatro anomalo, un work in progress perché è fondato su un branco di cavalli che crescono. Cresce la storia, crescono i cavalli, speriamo di crescere anche noi. Questo spettacolo – prosegue Giovanni Lindo – parla di noi, delle nostre montagne; aspiriamo a raccontare l’Iliade del nostro mondo: quella storia che va dalla nascita, alla fioritura, all’abbandono delle nostre montagne, quella storia in cui i cavalli hanno la capacità di far fiorire l’abbandono. Il nostro è un teatro che va visto e vissuto, che lascia a bocca aperta i bambini, commuove i vecchi, dona qualcosa di nuovo alle persone perché non si è mai visto niente del genere prima. Il nostro intento non è rievocare il nostro passato, ma prepararci al futuro, e vogliamo portare nel nostro futuro questo dono che il creatore ci ha dato: i cavalli».

Uno spettacolo così concepito trova la propria ambientazione ideale negli spazi di Palazzo San Giacomo, appunto a Russi, un altro luogo “non teatrale”, ma scelto dal festival come punto fermo della propria programmazione, nella continua valorizzazione del territorio. E altri se ne scopriranno nei prossimi giorni. L’opera equestre si svilupperà, dunque, nella “nobile villeggiatura” della famiglia ravennate dei conti Rasponi, “l’elefante bianco”, l’edificio imponente e monumentale, realizzato nella seconda metà del Seicento, sotto l’argine sinistro del fiume Lamone. In romagnolo conosciuto anche come “e’ muraiòn”: ovviamente il riferimento è alle sue dimensioni: è 84 metri e mezzo di fronte.  L’allestimento è realizzato nello spazio di verde che si estende tra l’antica residenza e l’argine del fiume Lamone, uno spazio sempre molto apprezzato dal pubblico del Festival, dal fascino antico ma con una fruizione easy grazie anche agli stand gastronomici che propongono le pietanze tipiche del territorio contribuendo a creare un’atmosfera di festa.

Giovanni Lindo Ferretti è da trent’anni protagonista nel mondo della musica e della cultura popolare; oltre a essere anche scrittore e attore. Fondatore (assieme a Massimo Zamboni), paroliere e ‘frontman’ dei “CCCP Fedeli alla Linea”, poi di CSI (Consorzio suonatori indipendenti) e PGR (Per Grazia Ricevuta) è protagonista di incursioni nella musica popolare tradizionale con Ambrogio Sparagna, nonché produttore di Ustmamò e di Disciplinatha.

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