Ravenna. Inaugurazione del giardino in onore di Giannantonio Bucci, protagonista indiscusso della medaglistica e della scultura ravennate.

Ravenna. Inaugurazione del giardino in onore di Giannantonio Bucci, protagonista indiscusso della medaglistica e della scultura ravennate.
Giannantonio Bucci Ravenna

RAVENNA. SABATO 20 GIUGNO, alle 12 l’area verde al termine di via Pier Traversari sarà intitolata a Giannantonio Bucci (1925 – 2001), protagonista indiscusso della medaglistica e della scultura ravennate.

La cerimonia sarà preceduta, alle 11 nel Corridoio grande della biblioteca Classense (via Baccarini 3) da un omaggio all’artista. Interverranno: l’assessore ai Servizi demografici Massimo Cameliani, il vicesindaco Giannantonio Mingozzi; Marcello Landi, dirigente scolastico del Liceo artistico, di cui Bucci è stato direttore.

Proprio nel Corridoio grande della Classense è in corso in questi giorni, fino al 10 luglio (dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18, chiusa la domenica e i festivi) una mostra, intitolata “L’equilibrio della forma”, che illustra la produzione medaglistica completa dell’artista.

La raccolta di medaglie è stata messa a disposizione dal medico e collezionista forlivese Pier Lorenzo Costa e dalla biblioteca Classense che conserva il fondo di medaglie di Bucci recentemente donato dal medico ravennate Duilio Donati.

Sono esposti circa 250 oggetti tra medaglie, bronzi, sculture, bozzetti, libri ed articoli. Le schede critiche e l’allestimento sono stati curati personalmente da Pier Lorenzo Costa e da Daniela Poggiali, della Biblioteca Classense.

In occasione dell’inaugurazione, il 5 giugno, è stato presentato il volume “Le cento medaglie di Giannantonio Bucci”, di Pier Lorenzo Costa e Maurizio Zattoni, edito con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.

Lo scultore e medaglista ravennate Giannatonio Bucci, allievo di Umberto Pinzauti all’Accademia di Belle Arti di Ravenna, si diploma nel 1945 all’Accademia Superiore di Belle Arti di Bologna. Poi si trasferisce a Firenze nello studio dello scultore Arturo Dazzi. Di seguito torna a Ravenna dove diventa direttore del Liceo Artistico e insegna scultura all’Accademia di Belle Arti. Da allora si dedica alla medaglistica, affascinato dall’idea, come scrive Giovanna Pascoli Piccinini, “di concentrare un pensiero, uno stato d’animo e una particolare emozione, nello spazio racchiuso del cerchio”.

 

 

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