Ravenna. Per Ravenna Festival un concerto dedicato a 60 anni di sigle RAI, dal carosello a Ufo Robot. La colonna sonora dell’Italia intera.

Ravenna. Per Ravenna Festival un concerto dedicato a 60 anni di sigle RAI, dal carosello a Ufo Robot. La colonna sonora dell’Italia intera.
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RAVENNA. Sabato 20 giugno, Pala De André ore 21, Ravenna Festival presenta un concerto che rappresenta un tuffo nella memoria e nella nostalgia: 60 anni di sigle RAI. C’è stato un tempo in cui le sigle Rai erano davvero, al pari di “Carosello”, parte di un grande immaginario collettivo popolare, un tempo in cui la musica richiamava immediatamente un’immagine e una trasmissione. La televisione pubblica ha infatti rappresentato, nei propri, quasi eroici, primi anni di attività, uno fra i maggiori collanti culturali della nazione. Un paese ancora in gran parte contadino e analfabeta, si trovò per la prima volta (ed era il 1952) ad ascoltare un telegiornale nazionale; e la lettura delle notizie era preceduta da un brano eseguito da un’orchestra di ottoni e archi, che richiamava la figura dell’araldo medievale. Insieme al maestoso finale del Gugliemo Tell di Rossini, che avvisava l’inizio delle trasmissioni mentre le nuvole si alzavano sullo schermo, quello è stato il primo tassello di un tappeto musicale che ha costituito per molti anni la colonna sonora quotidiana degli italiani. Spesso con picchi assoluti di qualità. Lo attesta la suite pensata e arrangiata da Andrea Ravizza per l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, dedicata appunto a 60 anni di sigle, a partire da Carosello alla frizzantissima “Pancho”, storica sigla di Jan Stoeckart per l’intermezzo calcistico “90° minuto”. Sul podio il maestro Pietro Mianiti, solista al pianoforte un artista jazz del calibro di Danilo Rea, per un concerto che sarà condotto da un volto noto della televisione di oggi come Massimo Bernardini. Le immagini video che accompagneranno il concerto fanno parte del prezioso materiale d’archivio della RAI e sono state gentilmente concesse da Rai Teche.

Il concerto è stato reso possibile dalla preziosa collaborazione di Credito Cooperativo Ravennate & imolese e Confartigianato Ravenna.

Scegliere in sessant’anni di sigle non dev’essere stato facile. Il programma, però, racconta con attenzione le scelte musicali che la programmazione Rai ha seguito. In prima fila pagine di musica classica, che la televisione ha preso “in prestito”: come il finale del primo atto del “Guglielmo Tell”, per tornare allo storico “Inizio delle trasmissioni”, ecco il poema sinfonico di Liszt “Les Préludes”, ispirato dalla poesia di Alphonse de Lamartine, per l’Almanacco, il programma di approfondimento del Tg1 andato in onda dal 1976 al 1992; la “Toccata in la maggiore per arpa e archi” di Pietro Domenica Paradisi per l’Intervallo. Da ricordare come quella sigla non fosse costituita da un solo frammento musicale, ma da un microcosmo di lavori per arpa, di cui facevano parte appunto la Toccata di Paradisi, ma anche una Sarabanda di Couperin e una Passacaglia di Händel. Il programma comprende poi la Suite n. 3 in re maggiore di Bach che riporta a “Quark”. «La rarefatta e algida perfezione della scrittura di Bach – annota nel programma di sala il critico musicale Oreste Bossini – poteva riecheggiare anche gli scenari levigati e metafisici della fantascienza tecnologica di “2001 Odissea nello spazio”, specie nell’arrangiamento preparato da Franco Talò scelto dagli autori».

Dalla “classica” Pietro Mianiti passerà a quattro medley tematici alternati a improvvisazioni di Danilo Rea. D’altra parte la stragrande maggioranza delle sigle dei programmi e delle rubriche più popolari, comprese quelle dei Telegiornali e dei programmi di servizio, sono nate nel seno della musica da intrattenimento e del jazz. E sono state tutte di immediata riconoscibilità. Come dimenticare, poi, un motivo come questo? «Si trasforma in un razzo missile / con circuiti di mille valvole / tra le stelle sprinta e va»: è lui, è Ufo Robot, la sigla dal milione di copie vendute con gli arrangiamenti di Vince Tempera, Ares Tavolazzi e Massimo Luca. Era il 1978. Otto anni prima nasce un cult assoluto della storia della televisione, il “Rischiatutto” di Mike Buongiorno. Nel concerto si riascolteranno dunque le sigle di trasmissioni storiche, come “90° minuto” e Tribuna politica; o il meglio del Varietà, con Canzonissima, Settevoci e Studio Uno; e gli sceneggiati: da Pinocchio a Sandokan, passando per Gian Burrasca. Una dedica finale sarà fatta anche alle “Intersigle”, alla musica scolpita nella mente dell’Eurovisione e del Carosello.

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