Non solo sport. Calcio in vacanza. Galliani, un fantasma che s’aggira per l’Europa. La scomparsa delle ‘rosse’.

Non solo sport. Calcio in vacanza. Galliani, un fantasma che s’aggira per l’Europa. La scomparsa delle ‘rosse’.
MILAN, CRISI INFINITA E TORMENTONE BALOTELLI

LA CRONACA DAL DIVANO ESTATE. Il calcio ( quello giocato) è andato ( praticamente)  in vacanza; mentre quello chiacchierato domina imperterrito le copertine di giornali e media. Di calcio giocato ci sono  solo l’Europeo Under 21 e la  fase finale la Copa Rosa, dove la notizia più eclatante è la squalifica di quattro turni ad uno dei nuovi dei del pallone, certo Neymar, che tolto ( come Messi) dalla sua acqua naturale ( il Barca) torna  un essere umano come tanti altri con i suoi pregi e le sue pataccate. 

Altre attrazioni: i Giochi europei a Baku, dove aggiungiamo  medaglie ( già 25) . Delusione invece per la pallavolo maschile, col Brasile prima una vittoria poi la debacle.

IL CALCIO GIOCATO. Della Copa Rosa, la più vecchia manifestazione calcistica per nazionali, meglio non sbilanciarsi. Anche perchè ci sa tanto che, questa volta, a vincere non saranno i giganti ( Brasile e Argentina) ma i comprimari ( che sono diversi). Della terza dell’Under 21 invece spendiamo qualche parola. Qualche.
Perchè i ragazzi di Di Biagio la fossa se la sono scavata con le mani loro, nella partita con la Svezia, prima in vantaggio e poi ( in superiorità numerica) raggiunti e scavalcati. Quando si giocano così le proprie carte, meglio alzarsi dal tavolo e andare sulle vie che conducono ai mari e ai monti. Se Portogallo e Svezia ricorreranno ora all’insana pratica del ‘biscotto’ conviene solo star zitti: chi è causa del suo mal, infatti,  pianga solo se stesso.

Come volevasi dimostrare i riformati di Svezia sono ricorsi al biscotto. Italia Under 21 fuori dall’Europeo e dalle Olimpiadi.

IL CALCIOMERCATO. All’inizio sembrava una rinascenza rossonera e un declino nerazzurro, ora, invece, tutto s’è ribaltato. Galliani svolazza come un fantasma da un capo all’altro del’Europa, in compagnia dell’incubo del nulla di fatto; Tohir invece se la ride, dopo aver soffiato ai cugini qualche pezzo grosso.
I tifosi rossoneri sono esterrefatti, e preparano la reazione. Sacrosanta, a questo punto. Le commediole su Sheva, Kaka, Thiago etc non è che siano passate nel dimenticatoio. Erano  solo ‘ferite‘  temporaneamente rimosse. Qui, infatti, occhi e orecchi, dei tifosi del Diavolo, restano sensibili.
D’altre buggerature non c’è voglia. O si vuol far per davvero un Milan degno dei suoi trascorsi, o si dicano chiaramente le cose e ci si accomoderà dolorosamente tra le vecchie glorie. La gestione del caso Martinez è inquietante. I soldi o ci sono o non ci sono. Del resto non è la prima volta che club prestigiosi ammainano la loro bandiera. Pochi giorni fa lo ha fatto il Parma, ora relegato tra i dilettanti; anni fa, e di seguito,  altre storiche bandiere qua e là per la Penisola sono state ammainate. Di loro, ma a sprazzi, torna ogni tanto il ricordo. Tenero, struggente. Speriamo che non sia questo il ‘ caso’ del Diavolo.

Il Napoli riparte dal ‘ made in Italy‘, nell’attesa del rinnovamento del San Paolo. la Viola punta tutto su Paulo Souza, un allenatore che conosce l’Italia e che ama il calcio. Quello vero e non del bussines. La Juve imperversa. Le sue mosse sono magistrali. Salutato Tevez, ha già provveduto al rimpiazzo. E che rimpiazzo! Le ‘romanacce‘ stanno a loro volta rinforzandosi. La Roma, oltre allo stadio,  sciogliendo il caso Nainggolan; la Lazio puntando su qualche nome eclatante. Dicono. Sussurrano. Bisbigliano.

 

LE PISTE SENZA IL ROSSO. Ci eravamo immaginati, dopo le prime promettenti sortite, piste colorate di rosso. Quelle delle moto, quelle delle auto. Nelle prime grazie alle livree della Ducati di Borgo ; nelle auto, grazie a quelle della Ferrari. E invece, nulla di tutto questo. Le Ducati di Borgo sono rientrati nelle seconde file ( tranne qualche orgogliosa prestazione di Iannone), le Ferrari di Maranello han ripreso a farsi sverniciare dalle ‘frecce d’argento’ di Stoccarda.
La prova in Austria è stata un pianto. Anche se, Kimmi a parte, il nostro Seba stava davvero andando forte sul passo gara. E comunque non è con i se e i ma che la ‘rossa’ ha costruito la sua leggenda planetaria; qui, bisognerà far qualcosa. Ancora. E forse più a livello di regolamenti che altro. Il ‘traditore’ Niki con la banda di Stoccarda e il placet Fia, hanno saputo davvero far le cose al meglio. Da todeschi. Stando così le regole, infatti, molto difficilmente la ‘rossa’ potrà riemergere dalla mediocrità. Abbandonando  il noiosissimo campionato 2015 ad un duello casalingo, dal ‘ vai avanti tu che poi arrivo anch’io‘, che solo dei geni del ‘vuotar le piste’ potevano concepire.

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