Bellaria Igea Marina. ‘Panzini 1915: la Romagna in guerra’, alla Casa Rossa un’esposizione nel segno del letterato, attento testimone di un periodo difficile.

Bellaria Igea Marina. ‘Panzini 1915: la Romagna in guerra’, alla Casa Rossa un’esposizione nel segno del letterato, attento testimone di un periodo difficile.
Casa Panzini Bellaria

BELLARIA IGEA MARINA. Il Direttore della Casa Museo, Prof. Bazzocchi: “L’esposizione di quest’anno ci restituisce una figura, quella di Alfredo Panzini, che si dimostrò tra i più attenti testimoni di quanto, giorno per giorno, stava succedendo in Europa.”

Per l’estate del 2015, abbiamo pensato di completare il percorso iniziato nel 2014 con l’esposizione dedicata a un’altra opera chiave della produzione panziniana, il ‘Diario sentimentale della guerra’: anche la mostra di quest’anno ci restituisce una figura, quella di Alfredo Panzini, che si dimostrò tra i più attenti testimoni di quanto, giorno per giorno, stava succedendo in Europa”, così il Direttore del Museo La Casa Rossa di Alfredo Panzini,Marco Antonio Bazzocchi, introduce “Panzini 1915: la Romagna in guerra”, esposizione visitabile fino al 13 settembre presso la storica residenza bellariese, oggi splendido polo culturale, appartenuta al letterato.

Mostra guerra casa rossa Panzini

Inaugurata lo scorso venerdì, la mostra è stata curata dallo stesso Prof. Bazzocchi e da Tatiana Ricci e, anche attraverso i preziosi allestimenti di Claudio Ballestracci, apre una finestra sulle attività e l’attenzione che Panzini, a metà degli anni Dieci, dedicò all’incipiente conflitto: in primis, registrando nei suoi quaderni le opinioni, i fatti, le strategie che vengono riportate sui giornali o che riesce ad ascoltare nei luoghi de lui frequentati. Sullo sfondo, la Bellaria del tempo, il paese che fa da controcanto a Milano o a Roma, con i suoi contadini e i suoi pescatori: gente umile, che nell’universo panziniano merita di essere messa sullo stesso piano di intellettuali, giornalisti, scrittori e politici.

Nella mostra ritroviamo questo approccio, insieme ad altri elementi chiave, in primo luogo le donne: le villeggianti borghesi, che continuano a sfoggiare vestiti da sera anche quando la guerra arriva in Italia, le donne del popolo, che accusano lo Stato di portar via mariti e figli, le donne modeste e laboriose che preparano maglie e calzettoni per i ragazzi che vanno in trincea, al freddo. “Panzini”, continua Bazzocchi, “è sconvolto dalle notizie che raccoglie sulla vita in trincea, dove trova la morte anche l’uomo da lui considerato il simbolo dell’inutile guerra, della sanguinosa guerra, Renato Serra, il letterato di Cesena. Più in generale, Panzini si dimostra particolarmente attento, anche per il tramite dello stesso Serra, al mondo dei giovani che vanno a combattere’. 

Proprio a questo interesse verso i giovani, si lega uno dei romanzi più belli del Panzini, scritto tra il ’18 e il ’22. Ne “Il padrone sono me!” convergono questo ed altri temi a lui cari: il rapporto tra il mondo dei signori e quello dei contadini, le lotte sociali che sconvolgono la Romagna, il tema della ricchezza, il passaggio di generazione tra coloro che hanno vissuto in epoche tranquille e coloro che vengono coinvolti dal conflitto mondiale. Ne nascono personaggi indimenticabili da cui, nel 1955, un giovane regista destinato a diventare famoso, Franco Brusati, ricava un film: “Abbiamo scelto alcune immagini di quella pellicola per completare il racconto condotto da Panzini per lunghi e oscuri anni, in cui Bellaria e la Romagna rappresentano, come sempre, un microcosmo di particolare interesse, un luogo di affetti e di passioni”, conclude il Direttore.

La mostra, che sia avvale anche della collaborazione dell’Accademia Panziniana di Bellaria Igea Marina, è ad ingresso gratuito ed è aperta fino al 13 settembre 2015, dalle 20.45 alle 22.45- domenica chiuso.

 

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