Forlì. Forti dubbi da parte del Wwf riguardo alla resa economica dei pirogassificatori. Mancano informazioni scientifiche circa la minore tossicità di questi impianti.

Forlì. Forti dubbi da parte del Wwf riguardo alla resa economica dei pirogassificatori. Mancano informazioni scientifiche circa la minore tossicità di questi impianti.
pirogassificatore (Immagine repertorio)

FORLI’. Centrali di pirogassificazione per la produzione di energia. Il caso di Castrocaro Terme. 

Il WWF ritiene che occorra procedere verso una società post-incenerimento e più in generale post-combustione.

I pirogassificatori sono inceneritori che funzionano in due stadi: prima i materiali in ingresso vengono riscaldati per produrre del gas (syngas), poi questo gas viene bruciato. I materiali in ingresso possono essere vari: certamente legno, ma anche rifiuti organici, pneumatici, scarti di tessuti animali, rifiuti plastici, feci animali, urine e letame, pitture e vernici di scarto, assorbenti igienici etc..

Lo smaltimento dei sopraccitati materiali, identificati come biomassa con relative percentuali di legge dal DM 06-07-2012, è notevolmente incentivato dal punto di vista economico, sicuramente molto di più  rispetto all’ energia solare, rimasta penalizzata enormemente dal sistema vigente basato sulla combustione.

In termini quantitativi sorgono peraltro fondati dubbi sulla resa economica di tali impianti nel caso venga acquistato cippato di alta qualità privo di residui derivanti dall’utilizzo di prodotti chimici per la coltivazione e la gestione delle piante da cui il cippato proviene. Occorre considerare che alla resa economica concorrono anche il potere calorifico del combustibile, il rendimento  energetico del pirogassificatore, il costo di trasporto, il costo di smaltimento delle ceneri e quello delle manutenzioni.

Non esistono inoltre informazioni scientifiche circa una minore tossicità delle emissioni generate da impianti di combustione di questo tipo. L’ENEA sottolinea che il pirogassificatore presenta, rispetto all’inceneritore, minore affidabilità e sicurezza e maggiori rischi nella realizzazione e nella gestione. L’ alternativa ai pirogassificatori è costituita dal compostaggio. Il materiale ligneo-cellulosico dovrebbe essere utilizzato per produrre compost, miscelandolo alla frazione organica dei rifiuti urbani. Il compostaggio costituisce la migliore opzione di gestione praticabile, è un trattamento molto meno costoso e consente di produrre materiale ricco di sostanze organiche utilizzabile per rendere più fertile il terreno riducendo l’utilizzo dei fertilizzanti chimici. Il compost ha anche il vantaggio di imprigionare l’anidride carbonica (CO2) contribuendo a ridurre l’effetto serra.

Si sta verificando invece la paradossale situazione per la quale il sistema economico incentiva la produzione di cippato intensificando lo sfruttamento forestale, con conseguente aumento di taglio di boschi e foreste finalizzato alla combustione o alla pirogassificazione. Questo sistema, oltre a produrre inquinanti derivanti dal trasporto e dalla combustione, provoca impoverimento forestale e riduzione di biodiversità, aggravando la situazione ambientale, al solo scopo di acquisire i benefici economici derivanti dai certificati verdi che la legge italiana consente e promuove, a tutto vantaggio del lucro e della speculazione.

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