Faenza. Al Palio rispettata la salute dei cavalli. Istituito un ‘passaporto’ per gli animali, ma c’è chi sottolinea la pericolosità di questo genere di evento.

Faenza. Al Palio rispettata la salute dei cavalli. Istituito un ‘passaporto’ per gli animali, ma c’è chi sottolinea la pericolosità di questo genere di evento.
Palio niballo faenza

FAENZA. Di seguito la lettera inviata. 

‘Gentili signori e signore,

ho appreso dai mezzi di informazione che Domenica 28 Giugno a Faenza (RA) si svolgerà il 59° Niballo Palio di Faenza caratterizzato da svariate iniziative come il Torneo Alfieri Bandieranti e Musici, il Torneo della Bigorda d’oro, il Corteo Storico con 400 figuranti, che introdurranno l’evento più atteso: la corsa dei cavalli.
Si legge sul sito web del Palio http://www.paliodifaenza.it/  ‘Il Niballo Palio di Faenza  è una delle più antiche giostre medioevali d’Italia, conosciuto come ‘Giostra del Barbarossa’ e ‘Quintana del Niballo’, trae le sue origini nel 1164… in occasione del passaggio dell’Imperatore Federico Barbarossa a Faenza… Secondo vari documenti storici vi sono testimonianze dello svolgimento della ‘Quintana del Niballo’ dal seicento sino al 1796. Mentre l’origine del Palio moderno risale al 1959… A sfidarsi sono i cavalieri dei 5 Rioni storici di Faenza… La gara consiste in una corsa al galoppo al termine della quale si deve colpire con la lancia il bersaglio, di 8 centimetri di diametro, posto all’estremità dei due bracci del Niballo… La forza del cavallo, la sua velocità e soprattutto la maestria e l’audacia del cavaliere sono le armi vincenti per conquistare l’ambito Palio. Terminata la gara spetta al Gruppo Municipale la consegna dei premi: il Palio al Rione vincitore, la porchetta al Rione secondo classificato, il gallo e l’aglio al terzo… ‘
Come se non bastasse lo sfruttamento dei cavalli, anche la morte del maiale e la (probabile) morte del gallo, contribuiscono alla buona riuscita dell’evento.
Ho trovato interessante la ‘rassicurazione’ che viene fornita a proposito della salute dei cavalli: ‘Un importante aspetto delle giostre che si corrono nei tempi moderni riguarda la salute dei cavalli che corrono la giostra. Per precisa volontà del Comune e del Comitato Palio, affermatasi ben prima delle recenti normative in materia rispetto alle quali Faenza ha il riconosciuto merito di avere avviato un percorso poi imitato a livello nazionale, la salute dei cavalli è tutelata da un apposita Commissione composta da docenti universitari specialisti di patologie equine, da rappresentanti dell’Azienda Sanitaria Locale e dell’Ente Nazionale Protezione Animali. Di recente è stato istituito anche un ‘passaporto’ per il Palio, una cartella veterinaria predisposta almeno 90 giorni prima della gara che descrive lo stato di salute dell’animale e la sua storia clinica, comprensiva dei trattamenti farmacologici cui è stato sottoposto: questa documentazione, i relativi controlli e i prelievi effettuati prima e dopo la gara, garantiscono in ampia misura la regolarità della giostra e la salute dei cavalli, nel rispetto dei più avanzati orientamenti normativi e specialistici in materia’.
Dunque è tutto a posto e si può seguire la giostra a cuor sereno: se accadrà un’incidente al cavallo, la causa sarà senz’altro attribuita alla fatalità…
Ciò che è inaccettabile in questo sistema di sfruttamento è la trasformazione di queste corse di cavalli in qualcosa di dovuto quindi, dato che i cavalli DEVONO correre, facciamoli correre in sicurezza. Quale sicurezza? Nei palii e nelle giostre su e giù per l’Italia, i cavalli muoiono per incidenti determinati dalle scarse condizioni di sicurezza, dagli errori dei fantini, dalla salute non ottimale dei cavalli, imbottiti di chissà quali sostanze che purtroppo si scoprono solo nei controlli che non sono così frequenti.
Quando si contesta questo genere di spettacolo che sfrutta gli animali, spesso la giustificazione è quella del rispetto della tradizione storico-culturale. Sono appassionata di storia, letteratura, arte e beni culturali quindi sono in prima linea nella difesa del Palio ma sono in prima linea anche nella difesa dei diritti degli animali. Faenza ha il diritto e l’onore di mantenere la tradizione del Palio ma lo faccia con giornate di studio, convegni, conferenze, proiezioni di film e documentari, mostre, laboratori didattici, giochi, sfilate in costume. Ci sono tante idee stimolanti per onorare una tradizione, anche quella dei cavalli, protagonisti secolari del Palio, ma molte cose sono cambiate nei secoli e gli organizzatori dovrebbero informarsi che nel frattempo gli animali hanno acquisito diritti un tempo loro negati e dovrebbero anche interrogarsi sul modello etico che stanno proponendo al mondo dell’infanzia: un modello diseducativo perché esalta l’oppressione del più forte a danno del più debole.
Rispetto il lavoro, quindi l’interesse economico, che c’è dietro questa manifestazione: in tempi di allarmante disoccupazione, non mi scaglio certamente contro il diritto al lavoro delle persone ma a favore del diritto degli animali a non lavorare e vorrei che ogni lavoro al mondo non calpestasse questo diritto.
Mi rivolgo alle autorità istituzionali, politiche, scolastiche e aggiungo quelle religiose che spesso si prestano a benedire fantini e/o animali prima della corsa, chiedendo loro di non approvare una simile iniziativa per la valenza negativa del suo messaggio.
Credo che la corsa dei cavalli al palio sia uno spettacolo pericoloso per cavalli e cavalieri, anacronistico e diseducativo, per nulla portatore di quei valori necessari a vivere in armonia col mondo animale. Oggi è difeso strenuamente da una cerchia sempre più stretta di persone, tanto che in alcuni luoghi si è rinunciato alle tradizionali corse di animali, sostituendole con gare di abilità o di velocità disputate dalla popolazione, anche con il coinvolgimento di bambini e bambine.
Bisogna prendere coscienza che gli animali non sono fenomeni da baraccone ma compagni e compagne di vita. Le istituzioni dovrebbero essere in prima linea nel diffondere questa sensibilità.

Cordiali saluti.

Paola Re Tortona (AL)

 

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