Alfonsine. Al via ‘Le strade blu’ con il concerto di Cesare Basile che canta l’unico blues possibile d’un uomo bianco.

Alfonsine. Al via ‘Le strade blu’ con il concerto di Cesare Basile che canta l’unico blues possibile d’un uomo bianco.
Cesare Basile

ALFONSINE. Entra nel vivo la nuova edizione di Strade Blu, il festival curato dall’Associazione Culturale Big Ben, sostenuto dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia Romagna con il contributo dei vari comuni coinvolti e il sostegno di Banca di Romagna – Gruppo Cassa di Risparmio di Cesena, Poderi dai Nespoli, BCC Credito Cooperativo e Romagna Acque.

IL PROGRAMMA. L’edizione di quest’anno, mette in fila nomi da capogiro, alcuni dei ritorni più attesi e la solita attitudine diagonale rispetto al territorio e ai generi. Los Lobos (8 luglio), che arrivano dopo il forfait last minute dello scorso anno, i Lambchop che suonano tutto il meraviglioso Nixon, Jon Spencer Blues Explosion (31 agosto), Calexico (18 agosto – entrambi in collaborazione con ACieloAperto), il batterista di Springsteen e della E-Street Band Max Weinberg con il suo progetto swing, Jolie Holland (4 luglio), Marc Ribot (10 luglio), la prima di Sacri Cuori (3 luglio) e del loro fortunato Delone.

Si comincia con Cesare Basile, mercoledì 1 luglio, alle 21,15, ad Alfonsine (Ra), nel giardino della biblioteca, in collaborazione con Pensiero, Narrazione, Voce.  Cesare Basile canta l’unico blues possibile d’un uomo bianco. Uomo bianco, eppure Uomo d’Europa di confine, terra di Sicilia, cuore di Mediterraneo, spezie d’Asia e d’Africa.Terra dura e meravigliosa, di storie dure e meravigliose, di banditi e di gente che ha sempre visto il mondo dal proprio angolo. Una canzone italiana, quella di Basile, che negli anni è diventata sempre più ossuta, cocciuta, ostinata.A cui ha via via sottratto accordi e melodie, per lasciarla galleggiare su un blues asimmetrico, parente stretto di certe pulsazioni del Mali, a cantare storie di gente con la schiena dritta, in un mondo di baciamani e strette-poco-strette e sudaticce. Basile che mette a fuoco e canta la sua terra e, al tempo stesso, stringendo l’obiettivo, canta il mondo e crea il suono più globale sentito da tempo immemore nella musica di casa nostra. Il suo ultimo disco ha raccolto consensi a tutte le latitudini, in un percorso di internazionalizzazione così forte e risonante da potere essere paragonato a quello di Fabrizio De Andrè ai tempi di Creuza de Ma. Un percorso rimbalzato anche da un gran rifiuto al Premio Tenco dello scorso anno, in cui si era aggiudicato il premio di miglior disco in dialetto, motivato dal mancato sostegno del Tenco alle istante dei Teatri Occupati e dei loro scopi di resistenza culturale. Basile con la schiena dritta e la penna ispirata, anche nel produrre il secondo disco del suo conterraneo Salvo Ruolo. Salvo che canta di banditi e di fuorilegge a mezza via fra il West e la Trinacria, con una voce e un’interpretazione che prende spunto da due lati dell’Oceano, oltre che dal mare della sua Sicilia. Vederli e ascoltarli insieme è una piccola chicca che Strade Blu gioca in apertura di stagione, a creare un ponte fra la propria, rodata idea di una musica senza confini e i migliori fermenti italiani. Musica che guarda al confine lontano ma anche a quello di casa propria.  Cesare Basile dopo aver vissuto all’estero e il pieno degli anni Novanta aprendo con la sua band, i Quartered Shadows, i concerti di Nirvana e Primus, rientra nella sua Catania e inizia ad incidere come solista, virando sempre più verso la musica d’autore, ma non rinunciando a collaborazioni internazionali, come la direzione artistica di Hugo Race, già di Nick Cave and the Bad Seeds, ma anche più locali con Nada, Manuel Agnelli, gli Scisma. Vincitore di un Premio Tenco mai ritirato a causa del suo conflitto in atto con la SIAE, da sempre vicina all’organizzazione del premio, dal carattere di Basile escono storie che rispecchiano la storia del presente e del passato, sue e della sua terra, dove da sempre ci sono gli sfruttati e gli arrabbiati, i potenti e i prepotenti, ci sono donne umiliate e lavoratori senza dignità, amori ingiusti e molto sangue versato.

 

Ti potrebbe interessare anche...