Non solo sport. La Signora ora si fa rispettare. Podgba resta bianconero. Il mercato di Milan e Inter.

Non solo sport. La Signora ora si fa rispettare. Podgba resta bianconero. Il mercato di Milan e Inter.
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LA CRONACA DAL DIVANO ESTATE. Scorrere il giornale di questo tempi è abbastanza agevole. Gli argomenti, in buona sostanza, sono tre o quattro. Per quel che riguarda la politica il tema del giorno resta la ‘ lunga agonia della Grecia’. Un palcoscenico dove non si sa più chi recita e chi fa sul serio. Per il resto, non c’è che da prendere atto che sulla querelle immigrazione l’Europa continua a mostrare tutta la sua fragilità. O, se volete, tutta la sua inconsistenza.
E che vogliamo farci?  Da un alto ha rifiutato  le  radici cristiane, dall’altro non ne ha trovate di meglio,  restando così divisa tra un barcone e l’altro  o tra un attentato terroristico e l’altro,  senza sapere più che pesci prendere. Inoltre, la guida in rosa della Germania crea, in questo delicato frangente,  solo scompensi, divisioni e molto malcontento. Soprattutto nei paesi  mediterranei, i più massacrati. Situazione abbastanza insulsa. Politicamente. E non soltanto.
Da che mondo e mondo non è la ‘rigidità dei conti’ a tenere in attivo i libri mastri delle nazioni. Occorrono, e ser Maclavellus può insegnarlo, molte altre soluzioni e qualità. Tanta roba rara, di questi tempi. Intimamente corrotti, soprattutto in quei paesi e in quelle classi sociali che dovrebbero fungere da ‘punti di riferimento’.
Mentre risultano sostanzialmente egoiste e pavide. Troppo pavide. I romani, quelli che fondarono un impero ,  con quei ductator di simil fatta  che ci scorrono ogni giorno davanti agli occhi , di certo,   non sarebbero andati  oltre i  loro sette colli.
Sempre i romani, dicevano:  ‘ Historia, magistra vitae’. Non nel senso ( che fanno dare oggi ai giovani )  di ‘ papagallare il passato’,  ma di ‘ fare tesoro delle esperienze comunque in buona parte già vissute dall’umanità‘. Non scordare quanto s’è fatto, infatti, evita  ulteriori errori. Lo sanno ( o dovrebbero saperlo) tutti o quasi. Ma tant’è. Chi oggi  si premura  di non ‘scappellare’ ? O anche di mettersi e/o mettere altri in difficoltà? Il tutto, tanto al di qua quanto al di là dell’Alpe, dove tra crucchi e spendaccioni oramai non si sa ( davvero)  chi scegliere.

LA SERIE A TORNA PRIMA. Sul tema noi abbiamo mai avuto dubbi: da noi c’è gente che , tra una pataccata e l’altra loro concessa al riparo di qualche anfratto mediatico , quando   il calcio italiano sprofonda, in un modo o nell’altro, esulta  contribuendo a farlo andare ancor più a fondo. Ci hanno un gusto matto. Del resto per troppo tempo siamo rimasti chiusi nel nostro piccolo mondo antico, per cui, oggi più che mai,  bando al gretto provincialismo e braccia aperte all’ecumenismo che valica monti e mari.
Così facendo, però, non è che si finisce con lo svendere il meglio di noi? Quel meglio che è stato duro conquistare.  Nel tempo. In tanti campi. Così nello sport. E anche e in ispecie nel calcio. Dove, almanacchi alla mano, non siamo secondi proprio a nessuno, pur se con tutte quelle tempeste esterofile stiamo sempre col cappello in mano anche davanti ai rappresentanti delle isole Vattalapesca.  Un giocatore straniero ha detto ” Quel che mi meraviglia è il frequente ripetersi di certi fenomeni”.
Nulla da obiettare. I ‘fenomeni’ li abbiamo, il ripetersi pure. E tuttavia qualcosa di nuovo ( anzi d’antico)  bisognerà pur dire. Perchè qui è ora di capire se certe cose accadono da noi solo perchè siam dei  depravati incalliti o perchè nell’Altrove s’ama nascondere la polvere sotto il tappeto? Che succede, insomma, in sto mondo cane?

IL NOSTRO TRAN TRAN. L’Under 21 ( pur essendosi scavata la fossa con le proprie mani) è stata sbolognata dall’Europeo grazie ad un tenero ‘biscottino‘  che le due interessate ( Portogallo e Svezia)  se lo sono ‘passato’ finendo, ohibò!, entrambe in finale. Nel beach soccer dei Giochi europei, dell’Italietta in sede di pronostico, non veniva fatta manco menzione. Eppure, quell’Italietta, è riuscita a rendere liquidi di terrore  perfino gli occhi dei lupi della steppa, ovvero di quella Russia campione del Mondo già battuta nel girone. Vedere quei volti, tutti, nessuno escluso,  travolti dal panico della rimonta azzurra ( da 3-0 a 3-2), è stata una sorpresa indimenticabile.  Perfino divertente. Lo stesso si potrebbe dire dei galattici del Barca che ( se lo rammentate) ad un certo momento della finale Champions s’eran … messi a toccarsi i c… visto che un golletto, la Signora, sembrava potesse piazzarglielo da un momento all’altro.Il calcio qui, da noi, è così. Non crepa mai. Prendere o lasciare.

Ma che c’è di nuovo? Che la nostra serie A, ‘non più allenante‘ ( per Cappello),  ‘ declassata’ ( Raiola), ‘ medievale e scalcinata’  ( vari) etc , è tornata ad essere prima al Mondo  negli investimenti. Il lieto annuncio lo ha dato  la ‘rosea’ che ha fornito  anche tutti dati: ” Dopo anni di prestiti e fine contratto – sottolinea il nostro ‘foglio‘ più amato- il calcio italiano riprende ad investire. Restano ora dietro Spagna ( 231 milioni), Inghilterra ( 188), Germania (161) e Francia (44). E anche se per far quadrare i conti ora bisognerà vendere, di certo, questa è una grossa sorpresa “. Sorpresa?

SOTTO L’OMBRELLONE. E sfogliamelo questo giornale. Il Milan, che sul mercato comincia a battere i primi colpi ( Bacca, Luiz Adriano, Bartolacci) , continua sognare Ibra, che avrebbe rotto con il Psg dopo avere cercato, si dice, un ritocchino al suo già lauto ingaggio. Sti mercenari non cambiano mai. Eppure Leonardo, sì quello del Milan passato all’Inter, giura: ” Ti fa vincere le maratone e rende più sicuri. Ormai ha l’età per poter scegliere con il cuore”.

Guido Barilla ha rilevato il Parma, fallito o fatto fallire. ” Vogliamo un calcio diverso. Ai tifosi prometto lavoro e serietà. Niente chiacchiere”. Giusto.

Pastore, nostra vecchia conoscenza ora al Psg, fa volare l’Argentina. Che sabato incontrerà il Cile per la Copa Rosa. Sarebbe, questa,  il primo, vero trofeo con l’Albiceleste per Messi, ora votato più agli assist che al gol. Glielo auguriamo di cuore  perchè per salire al sommo della gloria non basta essere dei fenomeni con una maglia sola.
Si sappia:  la Seleccion del Tata Martino ( quanto sangue italiano in queste squadre sudamericane!) ha travolto il Paraguay ( 6-1) in semi finale. Da questo risultato si potrebbe dedurre che la finale sarà una passeggiata per l’Argentina. Sarà?
Intanto l’Italia incorona Roma  per  la candidatura 2024. Mentre Armani veste gli azzurri per Rio 2016. Nell’altletica, un certo Tamberi, ha egualiato il limite italiano nel salto in alto, con un magnifico 2,34 cm.
L’Africa invece è sbarcata al Tour, ora all’avvio da Traiectum ( Utrecht) in Olanda.  Ecco infatti sul piede di guerra  la Mtm-Qhubeka, prima vera squadra africana al via.  Al Tour, questa volta, portiamo 16 azzurri, suddivisi in varie squadre. Tra loro il nostro Nibali, che dovrebbe (ri)dar la paga a Contador e anglofoni.

CALCIOMERCATO. Se non ci fosse stato il calciomercato  giornali ( e tivù) avrebbero dovuto uscire con una edizione settimanale piuttosto che quotidiana. A parte il sogno Ibra per quelli del Milan, qui c’è una tempesta in arrivo. Le inglesi, infatti, dal prossimo anno grazie a pollo Murdoch potranno contare su entrate intorno agli otto miliardi ( sette da Murdoch, 1,2 dai diritti televisivi esteri). Onde per cui andare a tintinnare monete alle orecchie dei grandi sarà un divertente gioco da ragazzi.
Tra i grandi non possiamo omettere qui soggetti come Messi e Cr7. I quali, a questo punto, che faranno? Come dicono loro, scelte di vita volando nell’ Altrove oppure confermeranno la loro fedeltà all’amabile  desco natio? Che faranno? Siamo terribilmente curiosi.
Anche il Psg, francese in mano agli sceicchi spendaccioni del Golfo,  non ha più i lacci del fair play platininiano e può ora spendere e spandere. A piacimento sforando, con un sorriso, il tetto dei 60 milioni. Logico quindi maliziare che potrebbe liberarsi di Ibra, 34 anni, in fase calante, e mettersi alla caccia di Cr7, 30 anni, suo vecchio pallino. Stesso discorso potrebbero fare quelli d’Albione, con Messi o Neymar o Falcao etc etc. Ben gli starebbe ai due panda spagnoli ( ormai al massimo delle loro entrate) e soprattutto all’onnipotente Florentino, che proprio in questi tempi sta progettando un faraonico restyling del Bernabeu.

L’inter non sta con le mani in mano e compra. Dopo Miranda, Montoya c’è  un doppio sprint con Suarez e Jovetic.  Mentre sta alla finestra per Salah, che ha rotto con la Viola. Se sfuma Salah il Biscione punterà su Perisic. E comunque: mica male, questa nascente creatura del Mancio da Jesi! Che parte con il raduno 2015, inizialmente fissato alla Pinetina.

Due parole finali per la Signora che, apriti cielo, ha finalmente fatto capire di che pasta è fatta. Intanto,  con il  progressivo consolidarsi societario ed economico-finanziario che viaggia ormai verso i 400 milioni di fatturato, è giusto che dica al Mondo di non essere una ‘spendacciona’ ma neppure ‘ una miserabile‘ pronta a genuflettersi ad ogni capriccio in arrivo dall’Altrove.
Il perfido e avido Raiola, che con il trasferimento Podgba vorrebbe battere ogni record di spendaccioneria, continua a soffiare  sul fuoco per traslocare il ragazzo in mano catalane. Soffia. Ma la Signora, almeno questa volta, finalmente, lo ha fatto accomodare in astanteria, col cappelluccio in mano. Se questa diventerà  un’abitudine, come del resto vige tra le big del Pianeta, lo vedremo. Per adesso salutiamo con entusiasmo il comportamento della Signora.
Del resto tutti quei santoni che credono di fondare il futuro di questo nostro amato sport sulle fiumane di danari in arrivo chissà da dove , è bene che ( ogni tanto) si sentano messi alla porta. Da dove sarà meglio continuare a fare entrare ( più che costoro)  quelle folle di giovani o meno giovani che dei loro colori hanno fatto una ragione di vita … sportiva. In ultimo: Pirlo, il genio, è ormai uno del New York City. Saluti. Ma siam certi che lo rivedremo. Come è stato per Alex, ora in squadra con quelli di Sky.

LA STAGIONE DELLA ROSSA. Si corre nel tempio di Silverstone. Diciamo subito che se vedremo le due ‘ frecce’ tornare a sverniciarsi tra loro, spegneremo la tivù e andremo al mare. Che se le guardino Niki e quelli della banda di Stoccarda queste corse con esito già scritto. L’unico motivo d’interesse sarà il comportamento di Raikkonen, che con questa gara 8 probabilmente) si giocherà l’abbraccio della ‘ rossa‘. Suo concorrente è  Bottas, altro finlandese in arrivo dai  ghiacci.
Pensierino finale per Vale da Tavullia. Le sue sportellate con l’allievo Marquez hanno fatto cronaca. Se n’è parlato fin troppo. Certo è che il maestro non ha alcuna intenzione di mollare il decimo titolo. Che se arrivasse lo collocherebbe nell’empireo di questo sport.

 

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