Non solo sport.Allora, frau Merkel, la facciamo o no questa Europa? Estate: tra momenti di relax e altro…

Non solo sport.Allora, frau Merkel, la facciamo o no questa Europa? Estate: tra momenti di relax e altro…
Merkel allo stadio download (3)

LA CRONACA DAL DIVANO ESTATE. Commedia e non tragedia. Per fortuna, perchè nella terra che ha dato origine ai due generi poteva benissimo saltar fuori o l’una o l’altra rappresentazione. Insomma, da quel che cantano i media, dovrebbe essere uscito un ‘ Evviva, ce l’abbiamo fatta!‘; con gli eredi Achille e Ulisse, tirati fuori di peso da un default imminente e che, secondo quanto si paventava, avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche anche per l’euro e per l’Unione europea.
Ora, tirato un sospiro di sollievo, si può guardare ai prossimi mesi con qualche certezza in più. Qualche. Perchè sono ancora tante, ed inquietanti, le domande che i cittadini della vecchia Europa si pongono e si porranno anche negli anni a venire. E tra queste, quella di fondo: ” Ma stiamo andando verso una integrazione vera, una nuova nazione, o stiamo solo tergiversando sulle solite, sclerotizzate quisquiglie che poco o nulla lasciano a sperare?”.

CI SCUSI FRAU MERKEL… Nelle democrazie la sovranità appartiene al popolo. Che sceglie, liberamente, i suoi amministratori. Ma, a lei, frau Merkel, chi l’ha scelta per andare a decidere vita e morte per i suoi e per noi e tutti gli altri, che non l’hanno nè votata nè hanno intenzione di farlo? Scusi, ma non passa occasione che lei non spadroneggi. Abbiamo da tempo decapitato monarchi e monarchie assolute, eppure, lei, di quelle antiche prerogative sembra si sia arbitrariamente  investita a pieno titolo.
Noi, infatti, non condividiamo la sua ‘filosofia‘; noi, non vorremmo tirare la cinghia da mane a sera, ma dar speranza alla creatività e al futuro. Mentre, lei con la sua contabilità da monsieur Travet, ci toglie anche il fiato. Ci impedisce di alzare lo sguardo. E ci sta portando, dove? Se dobbiamo finire tutti come la patria di Pericle è meglio che si saluti adesso e amici come prima: lei, lassù, tra i suoi rigorosi riformati, noi, quaggiù, tra i corrotti ortodossi. Almeno l’un e l’altro liberi in casa propria. Che diamine!

Dicono ( tranne qualche rara eccezione) che lei abbia poco o nulla dei grandi europeisti che ha prodotto il suo paese nel dopoguerra. Dicono che lei più che portare la Germania in Europa voglia fare una Europa germanizzata. Che, noi, antichi quanto e più di lei, non digeriremmo mai. Non sappiamo se lo ricorda,  ma lei, voi,  a iniziare dai Cimbri e Teutoni, passando dal Barbarossa ( che si nascose sotto i cadaveri dei suoi soldati per riuscire a tornare a casa) giungendo  infin alla Prima e Seconda catastrofe mondiale, quaggiù, al caldo sole mediterraneo, nell’ameno Belpaese, avete patito soprattutto disfatte. Ne state cercando un’altra, con questa quarta guerra (non apertamente) dichiarata?
Oppure vogliamo (finalmente) ragionare ( inter pares) e trovare tutti insieme ( banche comprese) la strada per arrivare ad una nuova, grande nazione? Cavour e Bismark, tanto per citarne due, ne sarebbero di certo orgogliosi! Mentre altri, America e Cina compresi, diventerebbero seriamente pensosi. Allora, frau Merkel, che facciamo?

MA CONOSCONO LA STORIA? Darmian va in Premier, allo United, e la prima cosa che sbotta è: ” Sono nel più grande club al Mondo!”. Il fatto è che  non è l’unico. Perchè tutti, o quasi,  quando cambiano casacca, soprattutto se vanno a vestire quelle dei panda spagnoli o inglesi, ripetono lo stesso ritornello: ” Sono nel club più grande al Mondo“. Più grande?
Normalmente, quando si usa l’aggettivo ‘ grande’, ci si riferisce ad una somma di dati qualitativi, tipo: storia, vittorie, riconoscimenti, personaggi. I bilanci,pur fondamentali per il buon andamento societario, soprattutto se aggiornati e certificati,  restano relegati in un’altra attribuzione. Quella del club ( al momento)  più ricco.

Allora, per farla breve, e preferenze soggettive a parte, chi può  fregiarsi di un tale, prestigioso, aggettivo? 

Prendiamo a supporto alcuni dati essenziali qualificanti, anche se ufficiosi: Campionati , Champions e ‘ Ballon d’or’.

Lo United( fondazione 1878) , campione d’Inghilterra, ha vinto 20 Premier, 3 Champions ( due in meno del Liverpool) e quattro ‘Palloni d’oro’. 
Il Real( 1902), ha vinto 19 Liga, 10 Champions e 6 ‘Palloni d’oro’.
Il Barca( 1899), ha vinto 23 Liga, 5 Champions ( la metà del Real) e 7 ‘Palloni d’oro‘.

Il Bayern Monaco ( 1900), ha vinto 25 Bundesliga, 5 Champions, 5 ‘Palloni d’oro’.

La Juve ( 1897), ha vinto 31 (33) scudetti, 2 Champions ( ma anche tutti i trofei in palio in nelle tre maggiori competizioni europee), 8 ‘Palloni d’oro’.
Il Milan( 1899), ha vinto 18 scudetti, 7  Champions, 8 ‘Palloni d’oro‘.
L’Internazionale ( 1908), ha vinto 18 scudetti, 3 Champions, 2 ‘Palloni d’oro’.

Nel totale generale: le spagnole hanno vinto 15 Champions, le italiane 12, le inglesi 12; mentre i ‘Palloni d’oro‘: 18 sono andati alle italiane, 13 alle spagnole, 9 alle tedesche, 6 alle inglesi. Se si vuole la squadra più titolata, occorre puntare su Milan ( 18 titoli) e Real ( 18 titoli), quanto il Boca Junior ( il club dei genovesi)  e due in meno dell’egiziano  Al Ahly, che però operano in contesti assai più agevoli di quello europeo.
Morale: se i ragazzotti dei tempi nostri vogliono attribuire preferenze per questo o per l’altro club  lo facciano pure, sappiano però che sugli albi stanno scritte in maniera indelebile storie che non possono essere ignorate quando ci si avventura in attribuzioni apodittiche. Su quegli albi le squadre italiane, in questo momento in ritardo soprattutto per il problema impianti, hanno fatto la loro parte. Non una parte qualsiasi. Una parte da protagoniste di primo piano.
Erano e restano dunque ai vertici di questo sport. Chi ha dunque abbia la ventura di poter giocare in club come la Juve, il Milan o l’Inter, non apra la bocca per darle fiato. Sia massimamente rispettoso,  anche perchè nel calcio, pur in decrescente difficoltà ( gli stadi, infatti, e che stadi!,  stanno qua e là lentamente realizzandosi),  le italiane sanno pur sempre far pesare il loro assoluto valore.
Come s’è visto, anche di recente, con la Juve che prima ha fatto fuori il Real e che, poi, per un nonnulla, nel secondo tempo, stava ripetendosi con il Barca di Messi. Onde per cui, un Podgba che sotto l’influenza del  Mentore di turno lascia la Signora potrà andare Altrove  ad incassare qualche soldino in più, ma non di certo anche un futuro migliore.

* Dati ufficiosi.

 

8 Italia Argentina Omar Sívori (1961),
Italia Paolo Rossi (1982),
Francia Michel Platini (1983, 1984, 1985),
Italia Roberto Baggio (1993),
Francia Zinédine Zidane (1998),
Rep. Ceca Pavel Nedvěd (2003)
Milan Milan 8 Italia Gianni Rivera (1969),
Paesi Bassi Ruud Gullit (1987),
Paesi Bassi Marco van Basten (1988, 1989, 1992),
LiberiaGeorge Weah (1995),
Ucraina Andrij Ševčenko (2004),
Brasile Kaká (2007)
3 Barcellona Barcellona 7 Spagna Luis Suárez (1960),
Paesi Bassi Johan Cruijff (1973, 1974),
Bulgaria Hristo Stoičkov (1994),
Brasile Rivaldo (1999),
Brasile Ronaldinho (2005),
Argentina Lionel Messi (2009)
4 Real Madrid Real Madrid 6 Argentina Spagna Alfredo Di Stéfano (1957, 1959),
Francia Raymond Kopa (1958),
Portogallo Figo (2000),
Brasile Ronaldo (2002),
ItaliaFabio Cannavaro (2006)
5 Bayern Monaco Bayern Monaco 5 Germania Ovest Gerd Müller (1970),
Germania Ovest Franz Beckenbauer (1972, 1976),
Germania Ovest Karl-Heinz Rummenigge (1980, 1981)
6 Manchester Utd Manchester Utd 4 Scozia Denis Law (1964),
Inghilterra Bobby Charlton (1966),
Irlanda del Nord George Best (1968),
Portogallo Cristiano Ronaldo (2008)
7 Amburgo Amburgo 2 Inghilterra Kevin Keegan (1978, 1979)
Dinamo Kiev Dinamo Kiev 2 URSS Oleh Blochin (1975),
URSS Ihor Bjelanov (1986)
Inter Inter 2 Germania Lothar Matthäus (1990),
Brasile Ronaldo (1997)
10 Ajax Ajax 1 Paesi Bassi Johan Cruijff (1971)
Benfica Benfica 1 Portogallo Eusébio (1965)
Blackpool Blackpool 1 Inghilterra Stanley Matthews (1956)
Bor. Dortmund Bor. Dortmund 1 Germania Matthias Sammer (1996)
Borussia M'bach Borussia M’bach 1 Danimarca Allan Simonsen (1977)
Dinamo Mosca Dinamo Mosca 1 URSS Lev Jašin (1963)
Dukla Praga Dukla Praga 1 Cecoslovacchia Josef Masopust (1962)
Ferencvaros Ferencváros 1 Ungheria Flórián Albert (1967)
Liverpool Liverpool 1 Inghilterra Michael Owen (2001)
O. Marsiglia O. Marsiglia 1 Francia Jean-Pierre Papin (1991)

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