Modena. Una settimana di eventi ai ‘Giardini del gusto e delle arti’. Ospiti il cantante Sergio Cammariere, Valerio Massimo Manfredi e Dario Vergassola.

Modena. Una settimana di eventi ai ‘Giardini del gusto e delle arti’. Ospiti il cantante Sergio Cammariere, Valerio Massimo Manfredi e Dario Vergassola.
Dario Vergassola

MODENA.  Approfondimento, risate, musica: un’altra settimana ricca di eventi prende il via ai “Giardini del Gusto e delle Arti”. Eterogenei i protagonisti più attesi: mercoledì Sergio Cammariere incanta il pubblico accompagnato dalla tromba di Bosso, venerdì Federico Rampini spiega l’economia attraverso le note dei Beatles, sabato Dario Vergassola propone la sua ‘Ballata delle acciughe’ e domenica Valerio Massimo Manfredi racconta le meraviglie dell’antichità. Oltre 20 appuntamenti, quasi tutti gratuiti

Martedì 21 luglio:

Come trasformare i piccoli e un po’ tristi avanzi di cucina in insospettabili nuovi e gustosissimi piatti? Alle 19.00 lo spiega Donatella Boccalari nel corso di un utilissimo showcooking: ‘Avanzo a chi?’, a cura di Coop Estense. La scrittrice, che ha un suo blog dove parla di cucina e di cibo in generale, spiega come rendere i piccoli avanzi deliziosi piatti ed eliminare gli sprechi dalla nostra cucina (che equivale anche ad un risparmio di denaro).

Mercoledì 22 luglio:

Alla mattina, dalle 10 alle 12, Coop Estense si rivolge ai ragazzi dei Centri Estivi dai 6 ai 12 anni con un’iniziativa per educare al consumo consapevole: “Caccia al tesoro: sulla via dell’oro di Modena” è un gioco-laboratorio per scoprire la filiera produttiva dell’Aceto Balsamico.

Per lungo tempo quella dell’Architetto è stata considerata una professione prettamente maschile: fino a cinquanta anni fa alle donne era precluso seguire, gestire e controllare le complesse e difficili fasi di un qualsiasi processo progettuale e il controllo del cantiere. Oggi le cose sono cambiate? Sembrerebbe di si: se ne parla alle 18.00 con Sandra Losi e Susanna Tradati dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Modena nel corso dell’incontro “Le donne architetto per e oltre Expo’, a cura del C.P.O., la Commissione per le Pari Opportunità.

Si prosegue alle 19.00 con l’aperitivo di Confagricoltura e con la presentazione di una delle aziende agricole del territorio. Questi ‘Farmers’ happy hour’ sono opportunità di conoscere le imprese di casa nostra chiacchierando e mangiando.

Le ‘api di città’ sono un fenomeno che appassiona londinesi e newyorkesi, ma non solo. Vedere un alveare su un tetto, su un balcone o in un cortile non è più una cosa così strana: sui grattacieli di New York e sul tetto dell’Operà di Parigi è una cosa comune. Anzi, nella capitale francese sono circa 300 le arnie urbane, che producono 50 chili di miele l’anno, mentre a New York , negli ultimi 5 anni l’apicoltura urbana è esplosa. Alle 20.00 Elisa Abati e Claudia Zanfi dell’Ordine degli Ingeneri propongono una discussione su ‘Gli alveari urbani: design e apicultrici’. Dopo New York, Parigi, Londra, Tokyo, Torino e Milano l’apicoltura urbana potrebbe arrivare anche a Modena?

Alle 21.30 è la volta di Sergio Cammariere, che si esibisce nella dimensione che più gli appartiene, il contatto live con il pubblico. I brani del nuovo album ‘Mano nella mano’, le sue canzoni più amate, gli spazi dedicati all’improvvisazione e i momenti più intimi di solo piano, rinnovano sul palco quell’alchimia che Cammariere sa creare con i suoi musicisti anche attraverso un solo sguardo. Nel concerto è accompagnato dall’amico di sempre, l’eclettico Fabrizio Bosso alla tromba e flicorno e dalla sua storica  band, composta da musicisti di alto profilo, come Luca Bulgarelli (contrabbasso), Amedeo Ariano (batteria) e Bruno Marcozzi (percussioni). (I biglietti del concerto sono in prevendita sul sito www.ticketone.it e nei punti di rivendita locali di ticketone; sarà possibile comprarli anche in biglietteria la sera stessa del concerto).

Giovedì 23 luglio:

A Modena esistono luoghi che storicamente venivano utilizzati per la trasformazione e commercializzazione del cibo. Quali sono? Cosa sono diventati? Nell’incontro ‘I luoghi del cibo’, alle 18.00 nel Tinello Letterario Giovanni Cerfogli dell’Ordine degli Architetti ripercorre la storia di questi spazi.

Il vino rallegra il cuore dell’uomo‘ dicevano i latini, e dietro ad ogni calice o bottiglia si cela una storia antica tramandata di generazione in generazione grazie all’impegno di enologi, agronomi e contadini che ogni giorno lavorano con la massima serietà e devozione. In ogni bicchiere di vino della cantina Terraquilia non si trovano solo aromi e profumi particolari, ma un intero mondo fatto di tradizione e ricerca della qualità, espressione di un territorio e di una cultura straordinari. Alle 19.00 per la rassegna “I mestieri del cibo” è Romano Mattioli a raccontare la storia di questa azienda vinicola: lo stesso nome Terraquilia vuole essere un omaggio alle nostre origini: Terra Aquilia era l’antico nome di Guiglia, un paese incastonato in un ambiente unico in cui spicca il parco regionale dei Sassi di Roccamalatina, insieme alla presenza di splendide borgate rurali e di monumenti come il Conventino, l’oratorio Montecuccoli e la pieve romanica di Trebbio.

Alle 21.30 è l’ora del grande schermo, con la proiezione di “El impenetrable”, il documentario di Daniele Incalcaterra e Fausta Quattrini, in prima visione. 5.000 ettari nel Chaco – che i conquistatori spagnoli definirono “El impenetrable”, e che è la seconda foresta per estensione dopo l’Amazzonia – sono parte di quel che i fratelli Daniele e Amerigo Incalcaterra ereditano alla morte del padre (funzionario d’ambasciata in Paraguay). Daniele decide di fare un gesto idealistico, umano: restituire il terreno sottratto agli indigeni Guaranì dalla dittatura di Alfredo Stroesser, in segno di personale risarcimento politico. Il gesto fatica a compiersi: di fronte a Daniele s’ergono le ottusità della burocrazia, le mappe d’ipocrisie storiche, gli ostracismi di latifondisti bellicosi e l’eco mefitica di interessi economici multinazionali. Così, in presa diretta, un diario di viaggio muta in un paradossale western al contrario, stremato in situazioni da teatro dell’assurdo, perso in loop che è impossibile non dire kafkiani, e un cinema in prima persona irradia il suo sguardo oltre l’io, il qui e l’ora, divenendo in grado di raccontare un paese, lacerti di Storia, ingiustizie passate e presenti, prospettive future.

Venerdì 24 luglio

Alle 19.00 per i “Mestieri del cibo” Erika Barbieri presenta la ‘sua’ Acetaia del Cristo, con una tradizione balsamica dal 1849. Già da tre generazioni l’azienda si adopera per trasmettere l’eredità culturale e il fascino dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena in passato riservato agli usi familiari e gelosamente custodito in soffitta dai nostri avi. Oggi l’Acetaia del Cristo è la più importante realtà mondiale nell’ambito dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena con le sue 2.000 botti esclusivamente votate alla produzione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP.

Attraverso i Beatles si può raccontare il mondo. No, non è un’ironica presa in giro ma la divertente e affascinante scommessa del giornalista Federico Rampini che prova – alle 21.30 sul main stage con Roberta Giallo e Valentino Corvino – a raccontare l’economia usando come spunto la musica dei Fab 4, nel corso dello spettacolo “L’economia spiegata con i Beatles”. Del resto Rampini ha un autorevolissimo predecessore: “Il mio modello di business? Sono i Beatles”, amava dire Steve Jobs, il fondatore della Apple, che di economia e di affari certamente se ne intendeva. Jobs prendeva ad esempio la forma della band, straordinario moltiplicatore dei talenti individuali. Ma Rampini va oltre, prova a vedere il modello dei Quattro di Liverpool come quello di una start-up di successo, in grado di proiettare quattro ragazzi cresciuti nella Liverpool del primo dopoguerra, in una penuria da Terzo mondo, verso la stratosfera della ricchezza. La lezione di Rampini è un perfetto manuale di storia del rock, con il quale prova a spiegare come Taxman, scritta da George Harrison, prefigurasse le rivolte fiscali, o come Get Back, firmata da McCartney, nascesse come una satira dei primi movimenti xenofobi e anti-immigrati. Ma si può essere anche più immaginifici e meno letterali, e vedere in When I’m 64 le anticipazioni della crisi del Welfare State, o in canzoni come Eleanor Rigby e Lady Madonna l’evocazione della nuova povertà che è in mezzo a noi, raccontate in un momento di straordinario boom economico planetario. Rampini prova a mettere insieme il clamoroso cambiamento culturale imposto al mondo dai Beatles con le conseguenze odierne di quel cambiamento, accosta giustamente l’orientalismo trasformato in esperienza generazionale del viaggio fatto dai Quattro in India nel 1968 con la globalizzazione odierna, oppure riporta all’attenzione il nostro costante rapporto sentimentale con il passato, interpretato in questo caso da Yesterday, con le ansie che oggi abbiamo verso il futuro.

Sabato 25 luglio

La giornata di sabato comincia all’insegna degli appuntamenti per i più piccoli. Alle 10 si parte con ‘Il bruco goloso a caccia di leccrnie’, una lettura animata sull’alimentazione sana per bambini dai 3 ai 5 anni e i loro genitori, a cura di Coop Estense. Alle 11.30 viene proposto un laboratorio per coinvolgere i bambini più grandi, dai 6 ai 12 anni, ‘Avventura a tutto latte’: un’animazione per scoprire la filiera del Parmigiano Reggiano. Anche nel pomeriggio il gusto regna sovrano: nel Prato dei Sapori, all’esterno della Palazzina, a partire dalle 17 Conad col progetto Mangiando S’impara vuole diffondere i valori di una sana e corretta alimentazione, proponendo attività di animazione ed educazione alimentare nelle storie, nei laboratori e nei giochi della signora Margherita.

Alle 21.30 Dario Vergassola propone un riuscito ed esilarante monologo, ‘La ballata delle acciughe’, tratto dal suo primo romanzo: il viaggio, la sua amata La Spezia, il bar di provincia, la satira e, anche la cucina, sono i temi del racconto sospeso tra presente e passato, tra realtà e fantasia, tra ironia ed un pizzico di malinconia. Con la sua verve trascinante, spontanea e coinvolgente ci racconta l’avventura di Gino, impiegato statale con moglie e figli, che dalla sua Spezia si reca in viaggio in America. Le sue rocambolesche avventure vengono seguite e commentate in diretta dai suoi amici del Bar Pavone (i cui frequentatori non hanno nulla a che invidiare al bar di Guerre Stellari o Star Trek), strani, immersi in una addormentata e tranquilla località di provincia ma anche estremamente spontanei ed in grado di imbastire una impertinente e graffiante satira politica e di costume.

Domenica 26 luglio: 

Dalla mattina si può accedere all’appuntamento settimanale della “Mostra Mercato dei prodotti della terra” e ai laboratori per i più piccoli di “Cuochi per un giorno”, organizzati dalla Bottega di Merlino a partire dalle 10.30 nell’aula magna della Palazzina: in questo caso è necessaria la prenotazione (059.212221) e un contributo di 8 € a partecipante. Alle 15.00 un altro appuntamento per i bambini: “La crescentina” è un laboratorio gratuito a cura della Fattoria Le Caselline di Pavullo in collaborazione con l’Associazione Fattorie Didattiche della Provincia di Modena.

Alle 18.30 Slow Food presenta “I prodotti e i produttori di Terra Madre”: Slow Food è una grande associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali. Ogni giorno Slow Food lavora in 150 Paesi per promuovere un’alimentazione buona, pulita e giusta per tutti. Terra Madre, poi, riunisce tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare e vogliono difendere l’agricoltura, la pesca e l’allevamento sostenibili, per preservare il gusto e la biodiversità del cibo.

Alle 21.30 le grandi opere del passato rivivono nel racconto appassionante di Valerio Massimo Manfredi, “Meraviglie del mondo antico”. In questo spettacolo, tratto dal suo ultimo libro, il famoso scrittore e archeologo conduce alla scoperta delle più grandi opere artistiche e architettoniche della storia: le sette meraviglie che gli antichi hanno indicato come le opere più meritevoli e stupefacenti mai realizzate dall’uomo. I Giardini pensili di Babilonia, la Grande Piramide di Giza, lo Zeus di Fidia a Olimpia, il Colosso di Rodi, il Mausoleo di Alicarnasso, l’Artemision di Efeso, il Faro di Alessandria vengono riportati in vita nel modo più grandioso da Manfredi, che ci affascina con il racconto dei miti e delle storie che accompagnano questi monumenti. Sono le opere più impressionanti del mondo antico, l’orgoglio di tutte le grandi civiltà. Ma questi irripetibili capolavori sono andati persi (eccetto la Piramide di Cheope), distrutti nel corso dei secoli, a causa di calamità naturali o della pazzia degli eserciti invasori. Come poter vivere l’emozione di quei luoghi? Ci viene in aiuto l’autore con un affresco vivido e prezioso di quelle opere monumentali. Una narrazione potente e magnetica che offre la possibilità di visitare con gli occhi della mente quelle meraviglie che gli antichi decisero di rinchiudere in un elenco redatto intorno al 300 a.C., lista nata dalla consapevolezza di un mondo ideale, che esisteva per la prima volta, che non sarebbe esistito mai più. Queste opere, vera e propria sfida all’impossibile, coprono un arco cronologico di oltre venticinque secoli. Oltre al canone classico Manfredi aggiunge la favolosa ipotesi di un’ottava meraviglia. Ci regala infatti il racconto di come sia sorto e cosa abbia rappresentato il mausoleo di Commagene, la tomba santuario del re Antioco, che utilizza come base una montagna intera, aspra e solitaria: il Nemrut Dagi, posto nell’Anatolia orientale. Una storia romanzata avvincente e colma di magia che magnetizza il lettore.

Infoline: tel. 059.2033165 e  HYPERLINK “http://www.piaceremodena.it/giardinidelgusto” www.piaceremodena.it/giardinidelgusto

 

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