Ravenna. Adottato il Poc dell’arenile. I punti centrali sono sviluppo sostenibile, riqualificazione ambientale, rinaturalizzazione e incremento delle spiagge.

Ravenna. Adottato il Poc dell’arenile. I punti centrali sono sviluppo sostenibile, riqualificazione ambientale, rinaturalizzazione e incremento delle spiagge.
Ravenna, spiagge (foto di repertorio)

RAVENNA. Favorevoli: Pd e Sel. Contrari: Movimento 5 Stelle e Fds. Astenuti: Lista per Ravenna, Lega Nord, Ncd e Forza Italia.  Nella seduta del 16 luglio il consiglio comunale ha adottato il Poc dell’arenile 2015.

Favorevoli: Pd e Sel. Contrari: Movimento 5 Stelle e Fds. Astenuti: Lista per Ravenna, Lega Nord, Ncd e Forza Italia.

La delibera è stata presentata da Libero Asioli, assessore all’Urbanistica.

Sviluppo sostenibile; riqualificazione ambientale; progetti di rinaturalizzazione dell’arenile; salvaguardia e incremento delle spiagge libere; salvaguardia delle colonie marine e degli apparati dunosi; massima apertura delle visuali verso il mare.

Sono le parole d’ordine che hanno guidato la redazione del primo Piano operativo comunale (Poc) dell’arenile del Comune di Ravenna, approvato dal consiglio comunale il 31 dicembre 2009, contenute nella legge regionale 9 del 2002 con la quale la Regione Emilia Romagna ha disciplinato in modo puntuale i contenuti e le modalità di approvazione dei Piani dell’arenile da parte dei Comuni.

Decorsi i termini di validità quinquennale del primo Poc dell’Arenile ne è stato redatto un secondo, che ha confermato le scelte di fondo del primo.

Dopo l’adozione da parte del consiglio comunale scatteranno i 60 giorni durante i quali gli interessati potranno inviare osservazioni nel merito. Successivamente il Poc tornerà in consiglio comunale per l’approvazione, eventualmente modificato dalle osservazioni accolte.

Con il nuovo Poc si è provveduto ad adeguare lo strumento alle normative sovraordinate; a rettificare alcuni errori materiali; a rielaborare l’articolazione del testo e a semplificare le procedure e le norme, rendendole più chiare, comprensibili e leggibili; a introdurre alcune innovazioni che rispondono all’esigenza di migliorare l’offerta turistica mantenendo un’attenzione costante alla tutela e salvaguardia del paesaggio, puntando in modo più incisivo sulla sostenibilità ambientale e sull’elevata qualità degli interventi, delle sistemazioni dell’arenile e degli spazi urbani immediatamente contigui, con l’obiettivo di conseguire uno sviluppo sostenibile e durevole che sappia sempre più coniugare in modo equilibrato le esigenze di innovazione, qualificazione e diversificazione dell’offerta turistica dei nostri lidi con la tutela e valorizzazione di zone di pregio ambientale e naturalistico.

In conformità a quanto previsto dalla legge regionale 9 del 2002 e dalla relativa direttiva applicativa, non sono state introdotte nuove aree edificatorie né nuove aree edificabili rispetto a quanto previsto dal previgente Poc.

Nel percorso che ha portato alla redazione del Poc dell’arenile 2015, disegnato su supporto informatizzato e georeferenziato, sono stati valutati e in diversi casi accolti le proposte e i contributi pervenuti dagli operatori dell’arenile, dagli stakehonders coinvolti nel percorso di ampia partecipazione di Agenda 21 locale e degli Enti competenti.

PRINCIPALI INNOVAZIONI

a) Semplificazione dell’attuazione

Sono state riviste e semplificate le modalità di attuazione del piano: il Poc dell’arenile 2015 si attua per intervento diretto, ad eccezione degli interventi di cui di seguito, precedentemente assoggettati a Piano di Recupero (Pdr).

Sono stati demandati ad attuazione diretta condizionata, mediante Pu (Progetto unitario), i seguenti interventi:

- interventi edilizi che coinvolgono due o più strutture e relative aree di pertinenza e concessione;

- interventi di ricostruzione con CARATTERISTICA PILOTA anche nel caso coinvolgano più stabilimenti balneari;

- interventi di delocalizzazione di stabilimenti balneari;

- eventuali nuove localizzazioni di aree ad uso kitesurf o polivalenti in zone non previste dal Poc dell’arenile.

Rimangono soggetti ad attuazione indiretta previo Pdr e/o concorsi di idee/progettazione gli interventi di riqualificazione delle aree marginali o degradate e/o retrostanti e previo Pdr la progettazione del parco botanico sulla duna Nord di Lido Adriano.

Fino all’approvazione dei Pdr possono essere comunque attuati interventi di riqualificazione degli usi esistenti (viabilità, aree verdi, ecc.) mediante intervento diretto.

b) Possibilità di delocalizzazione di stabilimenti attualmente siti in zone compromesse da fenomeni di erosione

Sono state individuate in cartografia le aree vocate a possibile delocalizzazione di stabilimenti balneari situati in spiagge compromesse dai fenomeni di erosione marina e/o in tratti di arenile a spiccata vocazione naturalistica.

Su tali aree, previa procedura di evidenza pubblica, potranno essere trasferite le concessioni demaniali e le potenzialità degli stabilimenti balneari da delocalizzare, che possono essere ivi ricostruite applicando i parametri dimensionali previsti nella Tabella delle superfici coperte. In tali aree il Poc dell’arenile prescrive l’obbligo di realizzare i nuovi stabilimenti balneari su palafitte integrati con il corpo dunoso con elementi di naturalità compromessi se presente. Tale integrazione deve essere, sotto l’aspetto paesaggistico e vegetazionale, compatibile con l’assetto tipico dunoso favorendone contestualmente la riqualificazione e valorizzazione.

In ogni caso l’area lasciata libera dallo stabilimento delocalizzato deve essere contestualmente oggetto di intervento di ripristino ambientale – naturalistico, comprendente interventi volti alla ricostruzione del corpo dunoso degradato ed alterato da interventi trasformativi e/o alla sua integrazione, da prevedersi nell’ambito del progetto unitario complessivo.

c) Nuove forme di protezione delle strutture dalle mareggiate

Al fine di fornire agli operatori dell’arenile maggiori possibilità di protezione del costruito dai fenomeni di mareggiata è stata aggiunta, tra gli interventi ammissibili nelle zone di erosione la realizzazione a filo fondazione di gabbionate, con altezza max m 1.50 e base max m 2.00, poste ad una profondità di almeno m 0.50 dal piano di calpestio esistente. Onde evitare che la barriera di protezione favorisca il deflusso delle mareggiate sulle aree retrostanti lo stabilimento balneare, le eventuali chiusure laterali dovranno essere rivolte verso la battigia. In alternativa al metodo delle gabbionate e a titolo sperimentale della durata di tre anni, per le strutture precarie fisse situate a una distanza inferiore o uguale a ml.30 dalla linea di battigia, è consentita l’installazione di palancole. Tali protezioni devono essere: collocate entro il limite di allineamento delle Superfici precarie fisse (Spf), a una profondità max di ml.3.00, preferibilmente entro terra o se fuori terra per un max di ml.0.40 e comunque schermate con movimenti di sabbia. Al termine del periodo sperimentale, fissato in anni tre, saranno valutati gli effetti che tali opere hanno prodotto, qualora tale verifica dimostrasse effetti non compatibili con il contesto le stesse dovranno essere rimosse a spese del richiedente. Il Comune è comunque manlevato da ogni responsabilità per eventuali danni verso terzi.

d) Nuove possibilità per le aree di rimessaggio natanti

Per i rimessaggi natanti, autorizzati prima dell’adozione del Poc arenile 2009 e che si trovano in zona di erosione, previa presentazione di progetto unitario, è data la possibilità di subire trasformazioni funzionali e di destinazione d’uso mediante accorpamento agli stabilimenti balneari contigui, nel rispetto degli allineamenti esistenti. In tal caso lo stabilimento balneare derivante da tale accorpamento dovrà rispettare le somme delle Superfici coperte fisse (Scf) date dalla Tabella delle superfici coperte e delle aree in concessione o private delle strutture esistenti.

e) Nuove azioni di sostenibilità

Nell’ottica di diffondere anche nell’arenile, territorio ad alta vulnerabilità ambientale, una cultura della sostenibilità, il Poc prevede nuove azioni di risparmio energetico e delle risorse naturali. Il Poc dell’arenile incentiva l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e richiede prestazioni energetiche maggiori di quelle previste dalla normativa vigente . Prevede inoltre azioni volte al risparmio idrico, tramite il recupero e il riutilizzo compatibile delle acque piovane e delle acque grigie e l’utilizzo di riduttori di flusso nelle docce. In materia di raccolta rifiuti il Poc dell’arenile prevede schede di riferimento per l’installazione di contenitori della raccolta differenziata nelle spiagge attrezzate e per l’isola ecologica di cui ogni stabilimento balneare deve obbligatoriamente dotarsi ai sensi della specifica normativa in merito. Le isole ecologiche vanno realizzate di misure adeguate a consentire una corretta raccolta differenziata e collocate, ove possibile, nelle immediate vicinanze dell’accesso carrabile e sul confine ovest, preferibilmente uguali in sinistra ed in destra di un medesimo stradello.

In tutti i casi di intervento di demolizione e ricostruzione dello stabilimento balneare, devono essere impiegati sistemi di fondazione su pali preferibilmente in legno strutturale o con sistemi modulari prefabbricati posati a secco.

f) Nuove modalità di riqualificazione per i Capanni balneari

La logica operativa del nuovo Poc dell’arenile punta al recupero della spiaggia quale habitat naturale, cioè al ripristino del delicato equilibrio tra mare, cordoni dunosi e vegetazione mediterranea soggetti all’intensa frequentazione estiva e alla sua tutela, nonché al ripristino di sistemi naturali di difesa delle coste, quali sono le dune, per aumentarne la naturale resilienza. Tale opera di recupero non può prescindere dalla riqualificazione delle costruzioni e dei manufatti incongrui rispetto al paesaggio e all’ambiente litoraneo e dalla delocalizzazione di quelli posti sulle dune. Viene pertanto richiesta anche ai capanni balneari la completa conversione dei manufatti esistenti con materiali incompatibili con il contesto, in manufatti realizzati con tecniche costruttive “virtuose” rispetto all’ambiente. Per quelli situati sui corpi dunosi si prevede la delocalizzazione, in aree idonee individuate in cartografia, mentre per quelli situati in aree diverse e quindi compatibili ma realizzati con materiali incongrui se ne prescrive la riqualificazione.

g) Nuove tipologie di ombreggi delle coperture piane

Il Poc dell’arenile concede la possibilità di utilizzare per elioterapia, somministrazione di alimenti e bevande, benessere ed altri usi le coperture praticabili degli stabilimenti balneari. L’ombreggio in questi casi è consentito esclusivamente con elementi leggeri quali ombrelloni e vele e con protezioni dal vento, verticali e trasparenti, di altezza massima di m 1,50 dal piano di calpestio.

h) Esemplificazioni delle pavimentazioni permeabili

Sono state inserite ulteriori possibili modalità di realizzazione delle pavimentazioni per rispondere ai requisiti di permeabilità previsti dal Poc dell’arenile. Le pavimentazioni vengono considerate permeabili in caso:

di utilizzo di materiali permeabili (impasti per pavimentazioni drenanti)

posa a secco con realizzazione di fughe di adeguati spessori

posa a secco con doghe in legno

i) Nuova possibilità di installare un chiosco stagionale più verso mare per la somministrazione di alimenti e bevande in caso di spiagge molto profonde

Gli operatori di stabilimenti balneari con spiagge molto profonde (con distanza dall’Allineamento delle strutture precarie fisse alla linea di battigia superiore a 200 m), al fine di favorire l’offerta di un servizio più adeguato alla clientela, possono installare un chiosco stagionale per la somministrazione di alimenti e bevande, esclusivamente confezionati, più vicino al mare. Il Poc dell’arenile prescrive che la struttura di tali chioschi, semplicemente appoggiata sulla sabbia e priva di pavimento, quindi dotata di ancoraggi che non prevedano fondazioni, potrà avere superficie massima di 6 mq, altezza massima di 2,50 m con sola fornitura di energia elettrica e potrà essere collocata entro il limite ovest dell’Arenile in concessione destinato all’ombreggio organizzato.

l) Introduzione schede di riferimento per le buone pratiche (ABACHI)

Le norme del Poc sono state arricchite con schede di riferimento e criteri di indirizzo per la progettazione e localizzazione delle nuove strutture, arredi e impianti previsti nell’arenile. Le schede illustrano e forniscono esempi virtuosi di:

- localizzazione di impianti da fonti energetiche rinnovabili

- ombreggi su lastrici solari

- pavimentazioni drenanti

- protezioni delle strutture dalle mareggiate

- chioschi stagionali verso il mare

- strutture su palafitta

- passerelle

- strutture per la raccolta differenziata dei rifiuti

m) Previsione di un parco botanico sulla duna Nord di Lido Adriano.

Rientra nell’ambito dell’obiettivo di ripristinare la naturalità, di recuperare habitat degradati, di avviare forme di tutela attiva dei tratti di costa più ricchi di biodiversità e integrità paesaggistica e di riconfigurare aree costiere degradate, la riqualificazione della duna Nord di Lido Adriano tramite la sua configurazione a parco botanico e per il tempo libero.

Il tema è quello di contenere gli effetti devastanti che un utilizzo e accessi non regolamentati possono avere su sistemi ecologici fragili, come le dune e la relativa vegetazione arbustiva.

Il recupero di questo spazio naturalistico dovrà essere incentrato sulla sua valorizzazione come spazio aperto e a forte vocazione pubblica: spazio sicuro; spazio verde e rinaturalizzato; spazio di sosta e passeggio per godere della vista sul paesaggio e della sua vegetazione tipica.

Alla delibera sono stati presentati emendamenti: cinque da parte del consigliere Paolo Guerra (Lega Nord), uno da parte della consigliera Silvia Savorelli del Pd (l’emendamento Savorelli e uno degli emendamenti di Guerra sono stati fusi in un emendamento unico, con una ulteriore modifica su richiesta della consigliera Ilaria Morigi di Sel), uno in corso di seduta da parte del consigliere Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna). L’emendamento Guerra/Savorelli è stato approvato, così come il secondo emendamento proposto da Guerra. Gli altri sono stati ritirati o respinti.

Inoltre Paolo Guerra ha anche presentato un ordine del giorno collegato alla delibera, respinto (vedi allegati per testi e votazioni di emendamenti e ordine del giorno).

Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna), intervento fornito dal consigliere Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) ha annunciato un voto di astensione ritenendo che sul piano tecnico sia stato fatto un buon lavoro ma riservandosi “di vedere come i cittadini lo giudicheranno, condividendolo o chiedendone una revisione sostanziale, attraverso le osservazioni che possono essere presentate entro 60 giorni, dopo l’esame delle quali si avrà la definitiva approvazione del Piano.

Inoltre, il nostro giudizio tiene conto del contesto nel quale questo piano si inserisce, dei problemi sui quali ci battiamo da sempre e che sostanzialmente vedono il nostro arenile in condizioni non compatibili con degli standard ambientali e una qualità dell’offerta turistica benché minimamente accettabili. Prima di discutere su cosa si può fare sul litorale, occorre proteggerlo dalla subsidenza, dall’erosione, dalla cementificazione (anche sulla spiaggia, per non dire a ridosso) e dal degrado: ciò di cui l’attuale governo del Comune si è preoccupato poco o niente; bisogna rendere decenti, illuminati, sicuri e bene arredati gli stradelli di accesso e risanare la pineta, che dovrebbe valorizzare la spiaggia e invece la mortifica; bisogna tutelare le spiagge libere, non ridurle né occuparle con iniziative estranee, non abbandonarle a se stesse”.

Diego Rubboli (Fds), intervento fornito dal consigliere: ‘Dall’esame del quadro normativo presentato è necessario puntualizzare alcune considerazioni di carattere generale piuttosto che entrare nel dettaglio delle norme .

1)Dalla lettura della normativa e dell’intero insieme degli elaborati presentati, confrontandoli con il quadro normativo precedente, si evince che l’obiettivo della ‘riorganizzazione / razionalizzazione dei contenuti’ pare più un proclama “politico” che non una realtà percepibile. Il testo normativo è ancora farraginoso e lascia spazio a innumerevoli interpretazioni, quindi la semplificazione di fatto non è percepibile nei contenuti delle norme.

2) Il progetto è privo di lungimiranza perchè non tiene conto in alcun modo del fenomeno della subsidenza che caratterizza vaste zone del nostro litorale. Alcune zone si abbassano anche di 1-2 cm all’anno, quindi si può immaginare che fra alcuni decenni l’abbassamento sarà tale da comportare comunque una delocalizzazione anche di quei bagni che per ora resistono alla forza delle mareggiate ed alla ingressione marina e non varrà più la difesa delle fondamenta degne di un bunker che rimarranno solo un’offesa ed un deturpamento ambientale.

3)Sul litorale si è sempre consentita l’edificazione di manufatti ‘in precario’ proprio perché l’obiettivo principale è quello di ‘salvaguardare’ e “tutelare” l’habitat litoraneo.

I fabbricati devono avere carattere ‘precario’, ossia fondazioni non invasive ed i fabbricati stessi avere ‘facile amovibilità” e/o “smontabilità’.

Consentire la realizzazione di opere di fondazione così impattanti ed invasive, che non saranno più rimosse da alcuno, non sembra in linea con i principi di salvaguardia ambientale. Si tutelano i manufatti a discapito dell’habitat che invece dovrebbero essere rinaturalizzato, ovvero si dovrebbe consentire ed ‘aiutare’ la formazione di un cordone dunoso continuo, questo sì, a protezione dei bagni e degli abitati.

4) La delocalizzazione dovrebbe interessare progressivamente anche i tessuti edilizi dei centri del litorale, ad esempio perché autorizzare nuovi insediamenti a Lido di Dante (art.18) nelle zone retro pinetali e non in zone più distanti dal litorale, nello spazio rurale più retrostante? La ‘salvaguardia dell’ambiente’ deve essere il principio ordinatore della norma, ad es. non sono accettabili le delocalizzazioni dei bagni in zone che poi potrebbero essere interessate dagli stessi problemi di oggi. Sarebbe uno spostamento del problema per essere causa di nuovi problemi nell’immediato futuro.

Anticipo il voto contrario a questa delibera ed anche a tutti gli emendamenti ed odg proposti perchè relativi a questioni particolari che non spostano il giudizio sulla mancanza di una impostazione generale ed di una strategia priva di obiettivi finali ed intermedi che siano condivisibili. In particolare non condivido l’idea di destinare, ancorchè per periodi limitati, le zone di spiaggia libera a manifestazioni pubblico/private che limiterebbero troppo la fruizioni di queste porzioni di litorale che sono oltremodo ridotte’.

Paolo Guerra (Lega Nord Romagna) ha motivato il proprio voto di astensione dicendo che secondo lui occorre distinguere i ragionamenti sui problemi ambientali, “sui quali condivido molte delle critiche fatte da alcuni colleghi”, da quello che è il Poc dell’arenile: “Nel quadro delle disastrate condizioni della costa ravennate io ritengo che si sia cercato di fare qualcosa di ragionevole. Le altre discussioni sono relative ad altri contesti”.

Silvia Savorelli (Pd) ha espresso la posizione favorevole del proprio gruppo dicendosi ‘molto soddisfatta’ e sottolineando che ‘questo Poc contiene due belle novità: è stato redatto con modalità partecipative e diventa un allegato del Rue, il che consente l’attuazione della maggior parte degli interventi come interventi diretti, alleggerendo la burocrazia e abbreviando i tempi. Abbiamo condiviso obiettivi che hanno cercato di coniugare la tutela ambientale da una parte e le esigenze dell’economia dall’altra, cosa non facile ma possibile in un luogo, come l’arenile, che è allo stesso tempo di aggregazione sociale, cura, turismo, sport, dove la terra incontra il mare”. Per il gruppo Pd è intervenuta anche Mariella Mantovani.

Nereo Foschini (Ncd) ha dichiarato voto di astensione definendo il Poc dell’arenile 2015 ‘un prodotto accettabile ma che ha ancora dei limiti. Rappresenta un passo avanti per la soluzione dei problemi dell’arenile ravennate ma non sufficiente, perché deve rimediare a guasti ai quali si sarebbe potuta dare soluzione prima e che permangono’.

Lorenzo Gatti (Movimento 5 Stelle) ha dichiarato voto contrario, precisando di riprendere le considerazioni sulla delibera fatte dalla consigliera Francesca Santarella, che ha partecipato alle commissioni, dicendo che tali considerazioni in parte ricalcano quelle del consigliere Rubboli, aggiungendone una sulle dune e i relitti dunali, di cui al Movimento 5 Stelle sta particolarmente a cuore la salvaguardia, e una sulla delocalizzazione degli stabilimenti balneari, ‘che rischiano di finire in zone ugualmente esposte al rischio di erosione’.

Ilaria Morigi (Sel), intervento fornito oggi dalla consigliera: ‘Seppur il giudizio sul POC Arenile debba considerarsi positivo,  tale pertanto  da determinare voto favorevole alla delibera, il gruppo SEL sottolinea  che la novità più pesante (e negativa) sia l’ introduzione di nuovi sistemi per la protezione da mareggiate, da realizzarsi con “gabbionate” (parallelepipedi di rete riempiti con sassi, come quelli che sostengono le scarpate in montagna!) o palancole (come nel porto). Questo è un vero scempio. Visti i fenomeni erosivi, si fa la scelta di rendere completamente artificiale la spiaggia, anziché provare a cambiare modello con strutture effettivamente temporanee’.

 

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