Vicenza. Sonorità celtiche nelle ville venete con il concerto di Vincenzo Zitello, primo divulgatore di arpa celtica in Italia.

Vicenza. Sonorità celtiche nelle ville venete con il concerto di Vincenzo Zitello, primo divulgatore di arpa celtica in Italia.
Arpe Celtiche

VICENZA.L’arpa tocca gli aspetti umani più profondi e va oltre la ‘cultura’, riesce a lavorare sulla memoria collettiva e a parlare a tutti. È uno strumento libero, con un repertorio autoctono, tribale e in un certo senso sacrificale’.

Con queste parole Vincenzo Zitello, arpista, compositore e polistrumentista italiano, descrive lo strumento musicale che ha contribuito a diffondere in tutto il mondo. Mercoledì 22 luglio,alle 19, al Castello di Montebello Vicentino risuoneranno le note di Zitello, in unaconferenza-concerto dove ogni brano è accompagnato dal racconto di ciò che si sta per ascoltare. Gli spettatori sono invitati a partecipare a quello che, come Zitello ama definire, sarà ‘un pasto di due ore ricco e variegato, ma con il giusto numero di piatti, per saziare l’ascoltatore senza affaticarlo’.

La musica di Vincenzo Zitello segue un preciso orientamento di ricerca che mira ad esaltare le insospettabili potenzialità che dimorano tra le corde delle sue arpe. In concerto ne utilizza due che vengono suonate in alternanza: l’arpa celtica e l’arpa bardica, che hanno caratteristiche espressive e sonore differenti. Il concerto, attraverso un percorso dotato di rigorosa autonomia e di matura sintesi espressiva, si dipana coinvolgente, in un crescendo fatto di lirismi, evocazioni, allusioni, ritmi, variazioni e virtuosismi. E l’idea del connubio tra le due arpe, afferma Zitello, ‘mi è venuta in mente in Sardegna, patria delle Launeddas, strumento a fiato di origini antichissime in grado di produrre polifonia’, in una ricchezza e varietà di suoni che caratterizzano la sua proposta musicale. Le sue composizioni, di carattere prevalentemente strumentale, sono state col tempo influenzate da un articolato percorso artistico fatto di diversi linguaggi e stili musicali, fino ad ottenere un risultato espressivo originale e personale.

Vincenzo Zitello, primo divulgatore e musicista a suonare l’arpa celtica in Italia, è conosciuto a livello internazionale e ogni anno porta la sua musica in giro per il mondo. Al suo attivo vanta decine di collaborazioni con artisti italiani e stranieri del calibro di Ivano Fossati, Tosca, Pooh, Quartetto Borciani, Lou Dalfin. Attraverso questi sodalizi, Zitello riesce a far emergere la naturale caratteristica dell’arpa, uno strumento immutato da 4000 anni – al confine fra il colto e il popolare - che esalta la sua identità più profonda quando incontra suoni e note anche molto diverse tra loro. ‘L’arpa – afferma il musicista – può sembrare snob, intellettualoide e lontana dal grande pubblico. Ma quando inizia a suonare convince, è gradevole e attrae tutti’.

Avevo delle idee molto precise sulla musica – dice Zitello a chi gli chiede come abbia maturato l’interesse verso questo strumento - e l’arpa aveva sempre toccato la mia immaginazione, ma era difficile provarla e poi corrispondeva davvero alle mie aspettative? Era tutto nella mia immaginazione? Ma la voglia di suonarla era troppo forte, dopo un lungo viaggio in treno per l’Europa capii che quel suono che mi circolava in testa non era né una chitarra né un pianoforte, ma un’arpa’.

L’arpista conquisterà con la sua musica strumentale il Castello di Montebello, chiamato anche Castello dei Maltraverso, calandosi nel territorio in un modo che solo l’arpa sa fare.
Importantissimo luogo strategico durante le lotte tra le signorie medioevali, la struttura sorge in un’area del Veneto caratterizzata per la straordinaria concentrazione di castelli. Probabilmente una fortificazione esisteva già in epoca romana, ma notizie più sicure parlano della presenza del Castello di Montebello verso il IX-X secolo. Dal XIII signorie padovani, veronesi e milanesi si sono alternate nella sua custiodia, e numerosi sono stati i saccheggiamenti. Opera di Cangrande della Scala sono il restauro e il rinforzo del castello nel XIV secolo, ultimo lavoro compiuto su di esso. Da allora, è passato di proprietà via via a diversi signori locali.

L’ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito fino a esaurimento posti.

Per informazioni: FONDAZIONE AIDA
Tel. +39 045 8001471 | www.fondazioneaida.it | fondazione@f-aida.it

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