Ravenna. Adottata al variante al Rue, per la maggioranza ‘una ventata di ossigeno di cui c’è bisogno’.

Ravenna. Adottata al variante al Rue, per la maggioranza ‘una ventata di ossigeno di cui c’è bisogno’.
piazza popolo ravenna comune

RAVENNA. Nella seduta di ieri il consiglio comunale ha adottato una variante al Rue (Regolamento urbanistico edilizio). Hanno votato a favore i gruppi Pd, Pri, Sel e Idv. Si sono astenuti Forza Italia, Lista per Ravenna, Lega Nord, Movimento 5 Stelle e Fds. Con l’adozione da parte del consiglio comunale scattano i 60 giorni durante i quali gli interessati possono inviare osservazioni. Successivamente la variante tornerà in consiglio comunale per l’approvazione, eventualmente modificata dalle osservazioni accolte.

L’assessore all’Urbanistica Libero Asioli, che ha presentato la delibera, ha dichiarato che l’auspicio dell’amministrazione comunale è quello di arrivare all’approvazione entro l’anno.

‘Nell’attuale contesto di crisi – ha detto Asioli illustrando la variante – riteniamo, con questo atto e con altre azioni messe in campo negli ultimi due anni, di avere creato le condizioni per una positiva accelerazione dell’economia del nostro territorio, da qui al prossimo anno: una ventata di ossigeno di cui c’è bisogno.

La rivisitazione del Rue che abbiamo compiuto, a partire da una delibera con gli indirizzi approvati dal consiglio comunale e coinvolgendo gli ordini, i collegi e le associazioni interessati, ha previsto l’adeguamento a norme sovraordinate che si sono nel frattempo succedute, una consistente semplificazione del testo normativo e la creazione di meccanismi che, senza alcuna concessione a qualsivoglia forma di deregulation, incentivino i privati alla realizzazione di interventi di ammodernamento e ristrutturazione edilizia, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e al consumo di territorio, elevando la qualità del costruire, nella direzione di una crescita da tutti auspicata’ (allegata scheda con i principali cambiamenti introdotti dalla variante).

Dopo la presentazione della delibera la consigliera Francesca Santarella (Movimento 5 Stelle) ha presentato tre emendamenti. Per i primi due gli uffici competenti hanno espresso parere tecnico favorevole suggerendo una riformulazione dei testi; per il terzo gli uffici competenti hanno espresso parere non favorevole. La consigliera Santarella ha accettato la proposta di riformulare i primi due emendamenti e ha annunciato il ritiro del terzo, comprendendo e condividendo il parere tecnico non favorevole degli uffici. I due emendamenti messi poi ai voti sono stati approvati all’unanimità (in allegato testo con il parere degli uffici, che contiene anche gli emendamenti riformulati).

Il consigliere Paolo Guerra (Lega Nord Romagna) ha presentato una mozione, collegata alla delibera, dal titolo ‘Misure volte a prevenire la diffusione del fenomeno della compulsività dal gioco d’azzardo nel Comune di Ravenna’. Il testo della mozione ha subito modifiche, proposte dal consigliere del Pd Andrea Tarroni e accettate da Guerra, che non ne hanno modificato lo spirito ma hanno eliminato alcune richieste non attuabili a causa dell’esistenza di norme sovraordinate. La mozione, a quel punto sottoscritta sia da Guerra che da Tarroni, è stata poi approvata all’unanimità.

Guerra ha espresso soddisfazione per il fatto che la variante abbia previsto meccanismi tesi a prevenire la diffusione del fenomeno della compulsività da gioco d’azzardo, come da lui chiesto con la mozione: ‘Chiedevo di agire sul Rue una regolamentazione circa l’apertura delle sale gioco, definendole insediamenti ad impatto sociale ed urbanistico e pertanto apribili solo in zone di tipo produttivo. Vengono finalmente escluse le aperture in zone residenziali. E’ stata poi prevista l’impossibilità di ampliare i locali già aperti, lasciando loro solo le manutenzioni ordinarie. E la realizzazione di 1 parcheggio ogni 12 mq di superficie entro 100 metri dall’insediamento’. Guerra ha aggiunto di auspicare che ora il consiglio comunale si doti anche di un regolamento sulle sale gioco, altra richiesta contenuta nella mozione. Sulla variante il consigliere ha annunciato un voto di astensione: ‘Mi sembra che siano state accolte molte delle istanze venute dalle associazioni che sono state coinvolte nel percorso di elaborazione della variante. Credo che per alcuni aspetti si siano effettivamente prodotte delle semplificazioni. Per altri vedremo come si evolverà la situazione’.

Silvia Savorelli (Pd) ha espresso la posizione favorevole del proprio gruppo sottolineando ‘il grande lavoro di revisione degli strumenti urbanistici che abbiamo fatto in questi anni. In particolare il Rue è lo strumento per eccellenza, che regola l’intero spazio urbano. Abbiamo affrontato un bel percorso partecipato, al quale tutti hanno dato un importante contributo, per rendere gli iter burocratici più snelli, per semplificare ma senza concedere deroghe, senza cancellare doveri né calpestare diritti, con una grande attenzione all’innalzamento del livello di qualità degli interventi. In particolare il lavoro del nostro gruppo in commissione ha contribuito a una migliore redistribuzione e rivalutazione delle potenzialità delle aree di riqualificazione urbana.

Gli obiettivi sono quelli di creare le condizioni perché le imprese possano lavorare, il Comune possa acquisire nuove risorse per dare servizi ai cittadini, l’ambiente sia adeguatamente tutelato. Speriamo di poter rivedere in fretta anche il Poc e il Psc, perché l’ambiente e l’economia non aspettano’.

Diego Rubboli (Fds), intervento fornito dal consigliere: ‘Dall’esame delle varianti apportate al RUE vigente e dal procedimento adottato per la discussione consiliare è necessario evidenziare alcune osservazioni critiche, che non mi è stato possibile approfondire in sede di commissione da un lato per alcune mie assenze, dall’altro per il metodo di esposizione adottato, a mezzo di proiezioni e di slides, in parte non esaustivo, in parte affrettato. Entro nel merito :

1) Pare evidente che i funzionari che hanno valutato l’impianto normativo non si sono avveduti che all’interno dell’impianto del RUE è compresa ancora la scheda Co. R. S1 ‘Villaggio del Fanciullo’ Ponte Nuovo. La legge 20/2000 recita, all’art.29: “Il RUE contiene le norme attinenti le attività di costruzione, di trasformazione fisica e funzionale e di conservazione delle opere edilizie, ivi comprese le norme igieniche di interesse edilizio, nonché la disciplina degli elementi architettonici ed urbanistici, degli spazi verdi e degli altri elementi che caratterizzano l’ambiente urbano. Il RUE in conformità alle funzioni del PSC, stabilisce la disciplina generale relativa ai seguenti interventi:

a) Trasformazioni negli ambiti consolidati e nel territorio rurale;

b) Interventi diffusi nel patrimonio edilizio esistente, sia nel centro storico sia negli ambiti da riqualificare;

b bis) le modalità di intervento su edifici e impianti per l’efficienza energetica;

c) Gli interventi negli ambiti specializzati per attività produttive!!

Non è comprensibile pertanto che un ambito come quello Co. R. S1 ‘Villaggio del Fanciullo’, comparto soggetto a programmazione unitaria concertata sia compreso nell’ambito normativo del RUE e non venga invece traghettato, come dovrebbe, nell’impianto normativo proprio del POC.

2) Sono state apportate ‘variazioni’ giustificandole come varianti dovute ad intervenute norme sovraordinate con le quali sono state eliminate le cosiddette zone ‘miste’. Non esistono di fatto leggi, normative, dispositivi che impongano l’eliminazione di dette zone. Con l’eliminazione delle zone ‘miste’ si è di fatto modificato radicalmente l’assetto delle previsioni urbanistiche legate alle aree coinvolte nonché la ratio politica che aveva introdotto dette zone come aree deputate ad una maggiore flessibilità insediativa.

Paradossalmente sono stati mantenuti nella Città consolidata o in via di consolidamento, prevalentemente residenziali, le zone SU2 e le zone SU3 che differiscono semplicemente perché l’una caratterizzata da edifici a 3 piani mentre la seconda è caratterizzata da edifici di 4 piani. Forse una revisione dell’impianto normativo doveva partire da obiettivi precisi e non parziali e/o confusi.

3) Per quanto riguarda le varianti cartografiche sono state concesse variazioni degli usi non giustificabili. Nel caso specifico l’area dove era sita la concessionaria auto “ex Francia” nei pressi del Ponte di accesso verso Classe, compresa in ambito interamente produttivo, è diventata una ‘media struttura’ di vendita ‘commerciale’.

Inoltre l’area di ampliamento della SICIS è stata estrapolata da un più ampio ambito a progettazione unitaria indiretta e classificata come produttivo ad intervento diretto (non più obbligata quindi a realizzare i dovuti Standard pubblici di verde e parcheggi). Ora, a ben vedere, invece di accontentare le richieste di ‘pochi’ era forse auspicabile l’apertura di una variante ‘generale’ che consentisse a chiunque di avanzare richieste per lo sviluppo delle proprie attività o per un diverso utilizzo del territorio. Non si spiega perché ad alcuni siano state concesse alcune variazioni e alla generalità sia stata negata ogni possibilità di cambiamento.

5) Agli enti pubblici fra i quali Provincia e Comune, sembra che non si siano negata ogni possibilità di variazione, probabilmente per ‘far cassa’. Cioè si sono riservata la possibilità di variare gli usi di vari fabbricati destinati a servizi ‘pubblici’ che potranno essere alienati e destinati ad usi non più pubblici ma di carattere privato.

Invece di alienare immobili sarebbe auspicabile che le pubbliche amministrazioni si riorganizzassero ai fini di un reale alleggerimento della ‘burocrazia’ che possa favorire una ripresa economica del territorio’.

Roberto Ravaioli (Pri) ha dichiarato il voto favorevole del proprio gruppo evidenziando come sia ‘innegabile il fatto che si sia proceduto ad un’opera di semplificazione” ed apprezzando in particolare “i meccanismi che premiano coloro che adeguano i propri immobili alle normative antisismiche e vi realizzano interventi finalizzati al risparmio energetico’.

Alberto Ancarani (Forza Italia) ha dichiarato un voto di astensione motivandolo col fatto che ‘il problema della burocrazia non viene risolto abbastanza adeguatamente. Questa città ha bisogno di un aggiornamento del Rue, ma a nostro avviso in questa variante ci sono luci e ombre; ci sono miglioramenti, ma sicuramente si poteva arrivare ad ulteriori semplificazioni alle quali non si è arrivati. Inoltre fa quanto meno sorridere che coloro che sono al governo di questa città e propongono questa variante sottolineino di aver migliorato il Rue, come se fossero stati altri, e non loro stessi, ad elaborarlo’.

Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna), intervento fornito dal consigliere. ha annunciato un voto di astensione definito come ‘sospensione cautelare del giudizio. Apprezzo l’impegno profuso dagli uffici nella realizzazione di un lavoro che può rappresentare una base di confronto con la città. Chi governa Ravenna magnifica gli obiettivi di semplificazione e snellimento di questo regolamento urbanistico ed edilizio evidentemente tra i più farraginosi e complicati, spesso astrusi. Ma ricordo che stato voluto e fatto – sempre contestato per tale ragione da Lista per Ravenna – da loro stessi. Non sono nemmeno sicuro che tutte le scelte compiute siano stata fatte con equilibrio, non “ad personam”, e vadano nel senso di semplificare piuttosto che in quello di complicare. Ritengo che sarebbe stato meglio fare una variante generale piuttosto che una specifica, in modo che tutti potessero concorrere liberamente a presentare le loro proposte sull’intero regolamento. Comunque, ora si apre una fase molto importante, quella in cui i cittadini possono presentare osservazioni, a cui occorre dare obbligatoriamente una risposta motivata. È un’opportunità su cui Lista per Ravenna si impegnerà a fondo, per verificare se davvero questa variante corrisponde agli obiettivi enunciati e alle esigenze avvertite dai cittadini che questo regolamento vorrebbero applicare come dovere e non subire come costrizione’.

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