Non solo calcio. Il Milan del futuro. L’Inter che cerca di far quadrare i conti. La Juve che guarda dall’alto.

Non solo calcio. Il Milan del futuro. L’Inter che cerca di far quadrare i conti. La Juve che guarda dall’alto.
Berlusca e mr Bee download (3)

LA CRONACA DAL DIVANO. Nel nuoto e nei tuffi mondiali stiamo facendo la nostra figura. Tania brilla come non mai. In attesa della Fede. Bene anche il Setterosa e il Settebello, che si è rifatto con la Russia ( 6-9) dell’umiliazione patita dalla Grecia. Continua invece a fare casini il volley maschile azzurro: Berruto lascia, al suo posto il nulla. Non così, per nostra fortuna, si comporta il volley femminile azzurro, vero affascinante crogiolo di razze che certifica l’Italia del presente. Tutto questo nell’attesa dello squadrone di basket agli Europei, che tanti big insieme non ha forse mai visto. Speriamo solo che facciano squadra e non pollaio. Il solito pollaio.

Intanto è sbarcato a Milano mister Bee. Dovrebbe limare gli ultimi dettagli e firmare per il 48% del vecchio Milan. Berlusca, evidentemente, con lungimiranza, obtorto collo, sta pensando al futuro. Oggi,infatti, con gli sceicchi in combutta con gli oligarchi d’Oriente, poco o nulla resta da fare per riportare il Diavolo fuori dall’inferno. Diciamo anche che occorre far presto. La strada da seguire la si conosce. Da tempo. Lo stadio del Portello non può restare sulla carta. Occorre farlo, costi quel che costi. Se si vuole, è ovvio,  abbandonare   o meno  il limbo delle squadre ‘ senza infamia e senza lodo’.
Del resto chi ‘ non risica non rosica‘, l’investimento è una strada sine qua non. Da percorrere fino in fondo. La Vecchia Signora, che l’ha fatto, per tempo, con esemplare lungimiranza,  è avviata ora ad entrare nelle top five del calcio mondiale. Un’altra annata come l’ultima, e i bianconeri sforeranno il muro dei 400 mln d’introiti. Come dire, che se vorranno potranno tenersi Podga e i migliori. In fondo l’esercizio di partorire campioni per poi cederli al primo offerente non è indice di solidità. Di grandezza. Così non fanno infatti i  due Panda spagnoli ; così non fanno le squadre degli spendaccioni, ultimi arrivati dal deserto o dalla steppa.

Amichevoli. L’Inter del Mancio da Jesi non ne azzecca una. Ma il capitano di ventura marchigiano non scompone. Con Jo Jo in arrivo infatti fa bene così. Va un po’ meglio per    il Milan che s’è rifatto il davanti restando un po moscio dietro.
Il Milan, oltre che mister Bee, è nell’attesa di un centrale e di  Ibra, che del Milan ( nonostante la serie di smentite e contro smentite) nutre  una autentica passione. Del resto come potrebbe essere altrimenti, davanti ad  una squadra che nell’ultimo quarto di secolo ha portato a casa 5 Champions, tanti palloni d’oro ( tre solo con Van Basten) , e una innumerevole serie di successi nazionali e internazionali?
La Juve, invece, a parte qualche bizza dell’imberbe Morata, procede con il suo solito passo da conquistatore. Sarà difficile toglierle lo scudetto; sarà ancor più difficile ostruirgli il passo verso un’altra finale Champions, questa volta fissata in casa nostra. All’interno di  quel Meazza che di Champions ne ha viste alzare una infinità. Come nessun altro stadio al Mondo. Bernabeu , forse, solo forse, a parte.
Interessanti sono anche le mosse delle altre. Soprattutto quelle del Napoli ( che ha blindato il Pipita) , della Lazio ( nonostante la serie nera di precampionato) e della Roma ( con un mercato a mezzo, visto che non sa ancora se terrà l’egiziano e se aggancerà Dzeko). Entro queste, presumibilmente, si scatenerà l’inferno scudetto. Con un corollario di squadre di ‘secondo livello‘ davvero stimolante.
Sky Italia, che al Campionato italiano sborsa circa un miliardo, farà bene pensare a rimpinguare l’offerta dato che ( nonostante l’assenza di quei nuovi stadi che avanzano a rilento)  non avrà nulla da invidiare agli altri. Alla danarosa Premier, ad esempio, che se continuerà a latitare nel ranking Uefa ci offrirà l’occasione di riprenderci tra due anni (almeno) il terzo  posto, con tre (+1) squadre Champions. 

I TEDESCHI CHE CI PIACCIONO. Non tutti i todeschi e i todescofoni sono crucchi. Come frau Merkel e i suoi immarcescibili collaboratori. E neppure come il Lauda e i suoi numerosi fans austroungarici. Ci sono todeschi che sono semplicemente tedeschi, così come ci sono italioti che son altra cosa rispetto agli  italiani.
Si tratta qui di non lasciarsi andare ai luoghi comuni. E cercare. Selezionare. Trovare. Ad esempio tedeschi come il grande Schumi e il sorridente quattro volte campione del Mondo Sebastian Vettel, ci onorano  tanto  quanto  Toto Wolff, il signorile team principal della Mercedes che vedremmo tanto bene alla Ferrari.
Per loro, guardar al di sotto delle Alpi, non significa sprofondare in un girone infernale. Per loro, che guardano il mondo non con i conti in mano  ma con un sorriso, scendere nel Belpaese significa andar a scoprire un mondo che non manca di meraviglie. Come quella ‘rossa’ nata in un’umile officina emiliana per andare a stregare il pianeta.

Ci piacciono, questi ‘fratelli’ d’Alemania,  perchè  è con costoro che si può trovare il modo d’integrar energie e creatività. Quelle che servono, e serviranno ancor più in futuro, per consentire alla Vecchia Europa  di mantenere un ruolo da  protagonista nel Mondo che cambia. Sì, certo, nel Mondo che cambia…

Classifica piloti F1. Intanto, scorrendo la classifica piloti, scopriamo che Hamilton dista da Vettel 41 punti. Poco più d’un Gp, con i nove ancora disponibili. Certo l’impresa sarebbe da leggenda, o meglio, di quelle impossibili. M si sa che la sorte cambia spesso direzione.
Basta un po’ di sfiga per vedere il risolino di Lauda trasformarsi in maschera di cera. Con il Mondo lacerato da boati. Alla faccia dei suoi mille maneggi perpetrati per stilare un regolamento ed imporre un motore ( con annessa power unit)  che, come ha spiegato molto chiaramente Bernie, poco o nulla ha a che fare con la F1.

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