Imola. Alla chiesa di San Domenico ‘Offerta musicale’ di Bach interpretata da grandi artisti. Con Bahrami e Mercelli gli archi del ‘Trio de I solisti aquilani’.

Imola. Alla chiesa di San Domenico ‘Offerta musicale’ di Bach interpretata da grandi artisti. Con Bahrami e Mercelli gli archi del ‘Trio de I solisti aquilani’.
La Musica…un Ponte tra i Popoli. Immagine di repertorio.

IMOLA. ‘BACH TO ITALY: OFFERTA MUSICALE’, LE LECCORNIE DI ERF – Itinerari di Musica, Scoperte e Degustazioni. 

Un lunedì 3 agosto a Imola (Chiesa di San Domenico) da non perdere. In cartellone, una delle pagine più ‘intriganti’ – l’Offerta Musicale BWV 1079 – di Bach, universalmente considerata uno dei vertici più alti mai raggiunti non solo dal grande artista tedesco, ma dell’intera storia della musica. A interpretarla, sarà ancora una volta il pianista Ramin Bahrami, accompagnato dal flauto di Massimo Mercelli e dagli archi del Trio de I Solisti Aquilani.

Con ‘Offerta musicale’ – BWV 1079 – ci si riferisce a una raccolta composta nel 1747 con alle spalle una storia particolarmente intrigante. Una storia che merita di essere raccontata per poter godere appieno della grandezza di un’opera unica.

Federico II di Prussia, grande appassionato di musica, dopo diversi tentativi riuscì finalmente a incontrare l’ormai anziano Johann Sebastian Bach. La sera del 7 maggio 1747 il Maestro raggiunse a Potsdam la residenza del sovrano che, senza neanche dargli il tempo di cambiarsi l’abito da viaggio, lo accolse entusiasticamente accompagnandolo in tutte le stanze del palazzo reale per fargli provare i numerosi clavicembali e fortepiani in suo possesso. Bach suonò su tutti gli strumenti e, dopo aver improvvisato a lungo, chiese al re di proporgli il tema per una fuga da realizzare al momento. Ottenuto da Federico II un tema molto complesso, improvvisò all’istante una fuga a tre voci.

Il sovrano, per vedere fino a che punto potesse spingersi la bravura di Bach, gli disse allora di eseguire, su quello stesso tema, una fuga a sei voci. Tuttavia, data la sua lunghezza e i suoi numerosi cromatismi, il tema del re non si prestava a essere la base per una simile composizione. Bach allora promise a Federico di comporre in seguito la fuga a sei voci, e che gliene avrebbe fatto dono. Impegno che – tornato a Lipsia – mantenne, regalando al mondo un capolavoro ineguagliabile.

A dare saggio di una simile bellezza saranno stasera, oltre allo strepitoso Trio dei Solisti Aquilani, un pianista che non ha bisogno di presentazioni come Ramin Bahrami, e un flautista del calibro di Massimo Mercelli, la cui opera di divulgatore musicale, accanto a quella di virtuoso dello strumento, è stata più volte riconosciuta e premiata dalla Commissione Europea.

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