Non solo sport. Immigrazione, un problema per l’Europa. Il nuoto dorato. E il ritorno di mastro Rossi.

Non solo sport. Immigrazione, un problema per l’Europa. Il nuoto dorato. E il ritorno di mastro Rossi.
Non solo sport. Immigrazione, un problema per l'Europa. Il nuoto dorato. E il ritorno di mastro Rossi.

LA CRONACA DAL DIVANO ESTATE.  Dopo l’indagine sulla Fifa di Blatter, ecco quella sul doping olimpico. Non ci fossero, ad ogni morte di papa, inchieste internazionali ( più o meno) super partes, che continueremmo a credere, noi, ingenuoni, del nostro sport? E’ bastata infatti una occhiata furtiva della Cia per svelare tutto il ( miliardario) maneggio che agita il calcio mondiale; andassero a fondo in tutto l’Altrove, come fanno talvolta con ciclismo e atletica, chissà quanti trauma dovremmo sorbirci. Paradossalmente, qui, al tempo nostro, è meglio andare avanti come capitava ai grulli di medievale memoria: sì, perchè  dove occhio non vede, cuore non duole.
Intanto, sul doloroso tema immigrazione, la bella Europa ( finora ) addormentata s’è desta.
Francia e Inghilterra infatti hanno scritto una letterina congiunta indirizzata ad Europa per ‘ una strategia comune a lungo termine’ sulla immigrazione. Cameron, più o meno la stessa cosa d’un Glastone o d’un Disraeli, o se volete d’un  Churchill o d’una Thacther, ha pensato bene di chiamare a rapporto quel mandrilluccio di Hollande per convergere ‘ con parole non troppo dissimili da quelle usate a suo tempo dall’Italia‘ su una (ormai) annosa questione.
Quella dell’immigrazione verso il Vecchio Continente, soprattutto da Medio Oriente e Nord Africa, e che spedisce ogni giorno in fondo al mare  decine o centinaia  di poveri diavoli in fuga dalla misera e dalla guerra.L’Italietta del Renzi  ha più volte alzato la voce. Sul tema. Ma loro, lassù, manco lo fischiavano. Adesso però che anche alle loro frontiere comincia a premere questo tzunami sociale di portata epocale, ecco che gli eletti d’Europa cominciano a stropicciarsi gli occhi.
” Ma come – gridano –  non era questo un problema di quei fannulloni che gigioneggiano da secoli nelle trasparenti e calde acque  della maga Circe e di Ulisse?”. E giù ad imprecare. Contro questo e contro quello. Forchè contro se stessi, ovviamente. Adesso, però, che la commediola è arrivata all’epilogo bisogna cominciare a pensare agli applausi finali. Che si fa? Che facciamo, mister Cameron e monsieur Holland?

Chiediamo ancora solo e soltanto lumi a frau Merkel? Che, dall’immigrazione, è oramai sommersa?  In Germania, infatti, nel 2014, il numero di persone appartenenti a famiglie migranti era pari a 16,4 milioni, praticamente il 20,3% della popolazione. Lo venisse a sapere il vecchio Adolf uscirebbe dalla tomba.
Forse, diciamo forse, non sarebbe ora  il caso di dare una regolata a questa Europa  senza capo nè coda, per cercare o tutti insieme o affidandoci ( sempre che siano disponibili )  ad un Cavour o ad un Bismark o ad una Thacther o ad un De Gaulle qualche lungimirante soluzione condivisa? Sull’immigrazione, è ovvio, ma non soltanto.

ANTEPRIME D’ESTATE. Le squadre sono in fieri. Così la Roma ( che attende Dzeco, Adriano e Digne), il Napoli ( che deve rintuzzare i capricci del Pipita), l’Inter ( che prende gol a volontà, senza sapere più a che santo rivolgersi), il Milan ( sbertucciato dal Bayern) e così via. Per fino la nostra Signora, che deve guardarsi attorno dopo il default di Khedira ( out per due mesetti) e qualche carenza tuttora da colmare. Infatti sta tentando il giovane Draxler, 21 anni, ma anche Witzel, Gotze e Guarin. E non soltanto, Donsah ad esempio potrebbe farsi negli ultimi giorni di questo interminabile mercato estivo.
Che il Milan si sia beccato tre schiaffetti dal Bayern non è del tutto male. Se Zapata avesse aspettato qualche minuto in più a sforacchiare Diego Lopez, forse, sarebbero sorti pericolosi equivoci. Dannose illusioni. D’accordo infatti con la mano prodigiosa del Sinisa, soprattutto rispetto alle precedenti, ma pensare ad un Milan rigenerato, da Champions, sarebbe stata pura illusione. Da classico miraggio estivo. Il Diavolo  deve recuperare quanto ha perso in questi ultimi due o tre anni sciagurati. Il tuffo nella povertà a cui è stato costretto non si sa da chi non è facile da dimenticarsi. E tornare ora tra i ricchi richiederà molto tempo, e non solo i dollari del broker indo-cinese.
Comunque che il Diavolo abbia un feeling particolare con il grande calcio lo si è visto dall’accoglienza che gli è stata riservata dal pubblico bavarese. Accoglienza d’alto rango. Per una società che nell’ultimo quarto di secolo ha vinto come nessun altra. Noi, spesso, dimentichiamo i nostri tesori; non così, per fortuna, gli altri.
Come Luis Enrique, che la Roma porta dentro; o addirittura l’ indimenticato  Cholo, che ‘ vorrebbe tornare in Italia ad allenare‘. Evidentemente, questi nuovi signori della pelota, devono avere avvertito i sentori d’una rinascita. Che c’è. Ma che per essere certificata, però, abbisogna della realizzazione di nuovi e moderni stadi. Operazione in corso, pur tra tanti assurdi ostacoli, pur tra pletore di rompiballe pronte a rompere le uova nel paniere.

BABY REVOLUTION. Qualche mese fa c’era chi si preoccupava per la Nazionale orfana  di giovani  in cui pescare gli azzurri del futuro. Ancora una volta eravamo in presenza di gente che s’intende di tante cose fuorchè di storia, quella che un tempo dicevan ‘ magistra vitae, e che all’occorrenza fornisce le risposte indispensabili.
Il nostro sarà pure un movimento calcistico con tanti sciagurati, ladruncoli, imbelli etc etc ma con la capacità di saper risorgere, soprattutto quando gli altri lo danno per cadavere. E’ una storia strana, unica, da non credere, ma è così.

La ‘rosea‘ s’è voluta soffermare sulla situazione giovani. Che solo qualche mese fa sembravano spariti, e che viceversa sgambettano, eccome. La ‘rosea’ ha stilato perfino una formazione, questa: Sportiello ( 23 anni, Atalanta), Izzo ( 23 anni, Genoa), Rugani ( 21 anni, Juve), Romagnoli ( 20 anni, Roma), Benassi( 20 anni, Toro), Crisetig ( 22 anni, Bologna), Cataldi( 20 anni, Lazio), Sturaro( 22, Juve), Berardi( 21 anni, Sassuolo), Beloti (21 anni, Palermo), Bernardeschi (21 anni, Viola).
Bernardeschi, addirittura, neanche qualche ora fa, s’ permesso il lusso di sforacchiare per due volte la porta dei campioni d’Europa del Barca. Mentre Rugani e Romagnoli, sono attesi al varco per dar solidità difensiva a mamma Juve e a babbo Milan. Entrambi assai preoccupati.
Non pensare, per tutti loro, un avvenire azzurro sarebbe puro autolesionismo. Che poi, questo futuro, potrà lasciare o meno  un segno negli almanacchi del calcio si vedrà. Le premesse, però, quelle suggerite dalla ‘ historia, magistra vitae’, ci sono tutte.

Les  Ballons d’or

1956 Matthews, 1957 Di Stefano^, 1958 Kopa, 1959 Di Stefano^, 1960 Suarez^, 1961 Sivori*, 1962 Masopust, 1963 Yashin, 1964 Law, 1965 Eusebio,1966 B. Charlton, 1967 Albert, 1968 Best, 1969 RIVERA*, 1970 Muller, 1971 Cruijff, 1972 Beckenbauer, 1973 Cruijff, 1974 Cruijff, 1975 Blokhin, 1976 Beckenbauer, 1977 Simonsen, 1978 Keegan, 1979 Keegan, 1980 Rummenigge, 1981 Rummenigge, 1982 ROSSI*, 1983 Platini*, 1984 Platini*, 1985 Platini*, 1986 Belanov, 1987 Gullit*, 1988 Van Basten*, 1989 Van Basten*, 1990 Matthaus, 1991 Papin, 1992 Van Basten*, 1993 BAGGIO*, 1994 Stoichkov, 1995 Weah*, 1996 Sammer, 1997 Ronaldo, 1998 Zidane*, 1999 Rivaldo, 2000 Figo^, 2001 Owen, 2002 Ronaldo*, 2003 Nedved*, 2004 Shevchenko*, 2005 Ronaldinho^,2006 CANNAVARO*,2007 Kakà*,2008 C. Ronaldo^,2009 Messi^, 2010 Messi^, 2011 Messi^, 2012 Messi^, 2013 C. Ronaldo^, 2014 Ronaldo^.

IL NUOTO DORATO. Nell’attesa di Fede e Greg ci godiamo un medagliere ai mondiali di Russia con position tra il quinto e il sesto posto. Mica male. Frutto,  in particolare ,   del nuoto di fondo e delle imprese di Tania Cagnotto, la nostra signora dei tuffi. Ce l’hanno fatta ad approdare alle semifinali anche il Setterosa ( che ha fatto fuori la Grecia) e il Settebello ( che ha eliminato 9-8 i campioni del Mondo ungheresi). Ora i nostri dovranno vedersela, rispettivamente, con Olanda e Serbia. In ogni caso dovrebbero avere sistemato il problema del pass olimpico.
E mentre si attendono i fenomeni Nba per gli Europei di basket di settembre, ci si guarda attorno. Gli azzurri della pallavolo, superato lo tzunami Berruto, dovrebbero essersi convinti che quel che conta, ora,  è ‘ … mostrale, sempre che ci siano’; con un Tamberi, 23 anni, sempre più sù nel salto in alto. Anche l’atletica si sveglia.
Lampi di sereno, insomma, in un movimento sportivo generale che non sembra mai spento. Mai domo. Nonostante gli scarsi e obsoleti impianti. Nonostante i rompiballe prodotti in quantità industriale. E nell’attesa, direbbe Malagò, che ce la assegnino questa Olimpiade 2014, per far vedere a tutti di che pasta può essere fatto il negletto e bistrattato paese della bellezza’.

TORNA VALENTINO. Marquez, il discepolo, potrà essere anche un fenomeno, ma se non si misura col maestro sarà sempre di difficile valutazione. Gli inglesi, quelli d’un tempo, si facevano grandi quando battevano un avversario. Qualsiasi avversario. Se poi questi era di quelli epocali, come la grande Ungheria ad esempio, ecco che Wembley si trasformava in un moderno, universale,  tempio del calcio.
Valentino, il maestro, può essere dunque il vero metro di valutazione del fenomeno spagnolo. Che sembra essersi ripreso da un inizio stagione difficile. Del resto la pretesa di volere prendere a sportellate uno come Valentino era davvero eccessiva. Marquez, dal maestro di Tavullia, ha solo da apprendere. Null’altro, con umiltà e pazienza. Poi, quando il maestro, magari dopo il Decimo titolo, lascerà la pista per entrare nell’Olimpo, potrà tornare a riprendersi in mano il regno. Popolato al momento da pochi campioni, tipo Lorenzo, e soprattutto da ottimi piloti. Nell’attesa dei nuovi. Ovviamente. Che ci sono. Qua e là.  Spagnoli e non.  Con i soliti, immancabili, azzurri.

 

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