Romagna. Acqua. Le ultime piogge hanno modificato la situazione di deficit pluviometrico e carenze idrica dell’estate 2015.

Romagna. Acqua. Le ultime piogge hanno modificato la situazione di deficit pluviometrico e carenze idrica dell’estate 2015.
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ROMAGNA. Le piogge dei giorni scorsi non hanno sostanzialmente modificato la situazione di deficit pluviometrico e carenza idrica che caratterizza l’estate 2015.

Sono così saliti nel frattempo a 28 milioni i metri cubi di acqua che il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale ha distribuito attraverso la propria rete idrica alle aziende agricole del comprensorio di competenza, circa 200.000 ettari tra il Sillaro a ovest, il Lamone a est, il Reno a nord e lo spartiacque del bacino idrografico a sud, in cinque province (Ravenna, Bologna, Forlì-Cesena, Ferrara, Firenze) e 35 comuni.

Il dato relativo all’attività irrigua risulta in forte crescita rispetto allo scorso anno. 

Se nel distretto di pianura, per le finalità irrigue, viene utilizzata principalmente la risorsa idrica resa disponibile dal Canale Emiliano Romagnolo (Cer), nella zona collinare molto importante è il ruolo dei 17 invasi che sono stati in anni recenti realizzati nei comuni di Brisighella, Faenza, Imola, Riolo Terme, Casola Valsenio, Borgo Tossignano, Modigliana e Casalfiumanese. Grazie a una capacità complessiva di quasi 2 milioni di metri cubi di acqua e a 210 chilometri di condotte è infatti possibile servire 4.826 ettari di aziende agricole. Gli invasi collinari sono stati realizzati dal Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale grazie ai fondi europei stanziati nell’ambito di due Programmi di Sviluppo Rurale (2000-2006 e 2007-2013) e al contributo significativo degli utenti, per un totale di quasi 19 milioni di euro.

Altre tre opere irrigue – Errano-Sarna nel comune di Faenza, Biancanigo nel comune di Castel Bolognese e Calderina nel comune di Imola – hanno ottenuto i necessari titoli abilitativi e si è in attesa dell’attuazione del nuovo Psr 2014-2020 per poter ricorrere ai cofinanziamenti pubblici necessari alla loro realizzazione.

‘Ancora una volta l’opera irrigua del Consorzio di Bonifica si dimostra fondamentale sia in pianura che in collina – sottolinea il presidente Alberto Asioli – per la sostenibilità del comparto agricolo, così importante per il nostro territorio. Opera che comporta inoltre, non va dimenticato, un significativo vantaggio per l’ambiente, perché in pianura parte dell’acqua immessa nella rete idrica va ad alimentare la falda superficiale mentre in collina gli invasi portano un indubbio beneficio alla flora e alla fauna. Inoltre, utilizzando per l’irrigazione acqua di superficie contrastiamo la subsidenza. Per quanto riguarda nello specifico l’attuale situazione di generale carenza idrica – aggiunge il presidente – confidiamo che il Po continui a mantenere un livello sufficiente, in quanto dalle sue acque dipende l’approvvigionamento del Cer. Nel frattempo il nostro Consorzio ha messo in atto tutti i possibili accorgimenti per trattenere il massimo volume di acqua, chiudendo ad esempio sbarramenti e paratoie’.

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