Rimini. ‘Trittico famigliare’, una mostra per riunire tre generazioni di una stessa famiglia di artisti: Primo Conti, Maria Novella Del Signore e Tommaso Del Signore.

Rimini. ‘Trittico famigliare’, una mostra per riunire tre generazioni di una stessa famiglia di artisti: Primo Conti, Maria Novella Del Signore e Tommaso Del Signore.
Trittico famigliare mostra Rimini

RIMINI.  Rimini FAR Fabbrica Arte Rimini, Galleria d’arte moderna e contemporanea 8 agosto – 6 settembre 2015. 

Trittico famigliare si propone di riunire nell’ambito dello stesso evento espositivo tre generazioni di una stessa famiglia di artisti attraverso un arco di tempo di circa un secolo, 1911 -2015: Primo Conti, Maria Novella Del Signore, figlia del primo, e Tommaso Del Signore, figlio della seconda.

Un percorso che attraversa anni cruciali di trasformazione in costante e crescente accelerazione del mondo in tutti i suoi aspetti, ambientali, civili, sociali, culturali, politici e estetici. L’artista ne e’ stato e ne e’ testimone attivo, e genera, nello stupore delle proprie rispettive scoperte e fascinazioni, una terra nuova e come incontaminata che prescinde e si sottrae consapevolmente ai meccanismi fagocitanti dell’evoluzione e dello sviluppo, nel tentativo di mantenere una sostanza profonda e vitale di verità.

Di Primo Conti, precocissimo cultore del Futurismo, la mostra privilegia le opere che precedono quella sua, allo stesso tempo, giovanile e entusiastica adesione ad uno dei movimenti fondamentali dell’Arte Occidentale del secolo scorso, nonche’ di particolare impatto nella storia dell’arte italiana. Sedotto dalle modalita’ operative della pittura francese i cui esponenti erano stati definiti Fauves, selvaggi, come la sorgiva sensibilita’ di un individuo appena sortito dall’infanzia non poteva venire attratta da una tale affermazione, selvaggia appunto, ma anche liberatoria, e genuina piu’ che ingenua.

Di Maria Novella Del Signore il progetto propone una visione che unisce le sue piu’ antiche ricerche sul colore, la luce, la trasparenza, la piega , con la sua ultima produzione che volge verso una intimità, in senso più spirituale che psichico. Come nel padre era la superficie fantasmagorica della pittura, nella figlia e’ la fantasmagoria dei materiali trattati, dei loro riflessi e dell’ambiente che avvolge e contiene.

Di Tommaso Del Signore, già precocemente quanto il nonno dedicatosi alle ricerca musicale, ancora un ambiente ma di diversa natura rispetto a quello della madre che e’ tutto variegata presenza nell’evidenza di materie e costruzioni:  per lui e’ l’ambiente delle proiezioni, proiezioni che nel suo caso lasciano tracce che rapidamente tendono a dissolversi.

Dall’aperto della scoperta del colore e della pittura, attraverso la presenza fluttuante che si espande in luminescenze materiali e in riflessi, all’interiorizzarsi dell’immagine e alla sua inevitabile dissolvenza.

La mostra nasce da un’idea di Gino Gianuizzi ed è a cura di Pier Luigi Tazzi.

Catalogo edito da Danilo Montanari.

orario: 16-22 chiuso il lunedì, ingresso libero inaugurazione sabato 8 agosto 2015 ore 18,30  info: www.museicomunalirimini.it tel. 0541 704416/704414 in collaborazione con la Fondazione Primo Conti Fiesole

TRITTICO FAMIGLIARE – di Massimo Pulini

L’eredità artistica è un argomento poco e mal frequentato dalla storiografia. Non conosco studi che abbiano tentato di mettere sotto pressione quei luoghi comuni che vedono seguire, a un artista di genio, una prole che ne affievolisce il portato espressivo svilendone la maniera e lo spirito originale. Per lungo tempo mi sono occupato del tema della copia e della replica, incontrando analoghi schemi di pensiero che, per reazione, mi stimolarono i più ricchi spunti e quelle riflessioni aperte che al solito si incontrano nei terreni meno battuti dalla ricerca. Eppure gli esempi che indurrebbero a smentire i preconcetti sull’eredità del pennello, vengono offerti in ogni epoca e in ogni geografia artistica. Non risulta nemmeno necessario andare alla scoperta di fatti minori, di anfratti periferici, per raccogliere casi illuminanti. Da Raffaello ad Artemisia Gentileschi, da Elisabetta Sirani ad Alessandro Magnasco esiste una lunga lista di personalità che hanno marcato una forte indipendenza stilistica dall’arte del genitore e che talvolta l’hanno superata per energia e statura. Di certo, almeno fino alla fine del XVIII secolo, la struttura formativa della bottega spingeva quanto meno a un tramando stilistico che sovente diveniva un solco obbligato, finendo per condizionare, i figli degli artisti di successo, a una continuità di genere e di committenza. Sappiamo invece che nel corso dell’Ottocento, e soprattutto nel secolo scorso, quel principio di staffetta generazionale si è inesorabilmente interrotta. Ancora più interessante allora risulta la possibilità di poter indagare sul campo, una genealogia artistica contemporanea, tanto meglio se scaturita da quello che fu il più precoce e fertile genio del Novecento italiano: Primo Conti. Non era ancora un adolescente quando dipingeva autoritratti che spiazzavano, per modernità e sapienza pittorica, anche i più feroci critici di allora. Non tutto il resto della sua vita ha incontrato la dovuta attenzione, anche se testimonia sempre una singolare felicità inventiva e una instancabile curiosità di stile. La figlia Maria Novella, a partire dal cognome col quale ha scelto di operare (Del Signore), ha cercato e conquistato una distanza stilistica dal proprio genitore, giungendo a guadagnarsi una postazione di tutto rispetto nell’ambito della ricerca artistica europea. Così anche il nipote di Primo Conti, Tommaso Del Signore, ha, a sua volta, saputo trovare una differente indagine espressiva, che lo distingue sia dalla madre che dal nonno. Forse solo nel corso di questa articolata esposizione riminese sarà possibile rilevare quel filo di imbastitura famigliare che lega le tre generazioni di artisti.

Massimo Pulini

 

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