Bassa Romagna. Nuovo incontro sul futuro del reparto pediatria. Davide Renalli ha incontro il direttore del distretto lughese Ausl Romagna, Marisa Bianchin.

Bassa Romagna. Nuovo incontro sul futuro del reparto pediatria. Davide Renalli ha incontro il direttore del distretto lughese Ausl Romagna, Marisa Bianchin.
"Pediatria a misura di bambino". Immagine di repertorio.

BASSA ROMAGNA. Continua il dialogo sul nuovo progetto di riorganizzazione dell’attività della Pediatria. Venerdì 7 agosto, il vice presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, Davide Ranalli, ha incontrato il direttore del distretto lughese dell’Ausl della Romagna, Marisa Bianchin. Il progetto, proposto dall’Ausl per i distretti di Lugo e Faenza, sarà operativo nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il primo ottobre.

Le nuove modalità operative illustrate da Marisa Bianchin prevedono la possibilità per i bambini che dopo l’accesso al pronto soccorso necessitano di terapie o di sorveglianza sanitaria, di essere presi in carico secondo un modello di osservazione breve fino a un massimo di 36 ore e che prevede la presenza continuativa di personale infermieristico in possesso di competenze specifiche in ambito pediatrico e l’assistenza medica da parte del pediatra; quest’ultimo è presente in struttura dalle 8 alle 20 e interviene in regime di  pronta disponibilità, in orario notturno. 

Eventuali situazioni di emergenza/urgenza che potrebbero verificarsi in orario notturno, saranno garantite attraverso la presenza h24 di un medico rianimatore secondo le modalità previste nelle esistenti procedure dell’emergenza intraospedaliera.

Per eventuali ricoveri ordinari per patologie chirurgiche programmate dei piccoli pazienti verranno individuate specifiche aree protette all’interno delle aree chirurgiche ospedaliere. A tale proposito è previsto un piano specifico di formazione del personale mirato a questa specifica assistenza.

Ausl Romagna ha inoltre assicurato che, in questa fase transitoria, presterà particolare attenzione al fine di programmare i trasferimenti dei pazienti pediatrici, presso altre strutture ospedaliere, solo nei casi di alta complessità.

 

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