Rimini. San Patrignano. ‘Per dire no allo sballo’: San Patrignano mette la prevenzione al centro. Andrea Tarquini ha raccontato il suo percorso in comunità.

Rimini. San Patrignano. ‘Per dire no allo sballo’: San Patrignano mette la prevenzione al centro. Andrea Tarquini ha raccontato il suo percorso in comunità.
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RIMINI. SAN PATRIGNANO. Piazzale Ceccarini gremito di pubblico ‘Per dire no allo sballo’. Ieri sera a Riccione l’appuntamento promosso dall’Arma dei Carabinieri in collaborazione con la Comunità San Patrignano, con l’amministrazione comunale e con il Sert di Rimini ha visto la partecipazione di centinaia di persone tra famiglie, giovani e rappresentanti delle istituzioni. Presenti, fra gli altri, anche il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi e il procuratore capo Paolo Giovagnoli.

Dopo l’introduzione del capitano Antonio De Lise, comandante della compagnia Carabinieri di Riccione, che ha illustrato le caratteristiche degli stupefacenti più diffusi, i danni che provocano e le sanzioni legate all’uso e spaccio di sostanze, è intervenuto Antonio Boschini, responsabile terapeutico della Comunità San Patrignano. ‘Parlare di ecstasy ‘cattiva’ non ha senso: non esiste una ecstasy ‘buona’ – ha chiarito riferendosi ai recenti fatti di cronaca e alla tragica morte della sedicenne messinese -. Ancora molti giovani non conoscono i rischi del consumo di droghe e non sono consapevoli dei danni che provocano, comprese patologie neurologiche, psichiatriche, stati di ansia. Oggi, inoltre, è cambiato il motivo dell’approccio alle sostanze, a cui i ragazzi si avvicinano in maniera inconsapevole. Le collegano allo sballo, al divertimento fine a se stesso. Le usano per vincere le inibizioni, le timidezze. Un bisogno che nasce dall’incapacità di stare con gli altri, di comunicare’.

Andrea Tarquini, un ragazzo a fine percorso in comunità, ha raccontato la sua esperienza e il progetto di prevenzione WeFree di San Patrignano. Ogni anno WeFree coinvolge 50mila ragazzi con incontri e dibattiti nelle scuole, spettacoli teatrali e workshop per informare sui rischi associati all’uso di droga e per parlare di disagio giovanile. Tutte le attività sono costruite intorno alla testimonianza dirette di ragazzi, come Andrea, che hanno vissuto il problema sulla propria pelle e ne sono usciti. Sono circa 2000 le scuole coinvolte e  8mila gli studenti che visitano ogni anno la Comunità. Ed è arrivato all’ottava edizione ‘WeFree days’, tre giorni di confronto e scambio tra 2500 studenti, rappresentanti delle istituzioni, della cultura e di associazioni internazionali attive nel contrasto di emarginazione e stili di vita a rischio, che si terrà quest’anno dall’8 al 10 ottobre.

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