Non solo sport. Goat, ‘ Il più grande di tutti’, non ce l’ha (ancora) fatta. Vale, dietro Jorge e Marc.

Non solo sport. Goat, ‘ Il più grande di tutti’, non ce l’ha (ancora) fatta. Vale, dietro Jorge e Marc.
Gulliver e i lillipuziani download (3)

LA CRONACA DAL DIVANO ESTATE. Leggere i risultati del Pil – secondo trimestre 2015, c’è da star agitati. Come sempre, del resto, in questi ultimi anni. L’Europa ad immagine tedesca non decolla. Berlino frena la produzione industriale ( -1,4%, da maggio a giugno); mentre le sue previsioni di crescita si attestano su uno striminzito +0,2%. Non va meglio per la Francia del mandrilluccio Hollande ( +0,1%, contro il  +0,6% del gennaio-marzo), mentre a sorpresa risorgono la Grecia ( +0,8%)  e la Spagna ( +1,00%).
L’Italia? Beh, ci aspetta un+ o,2% ( che prospetta un +0,7% a fine anno). Più o meno in linea con gli altri, vedi l’altezzosa Olanda ( +02/+o,3%) e gli algidi   scandinavi. Dovrebbe però andare meglio nel 2016, con un preventivato +1,5% ( ridotto però a +1,2 dal Fondo monetario). Se, qui, a crescere, sono Grecia e Spagna, date l’una per morente e l’altra per moribonda fino a poche ore o a qualche mese  fa, beh, ci vien da chiedere chi siano quei geniacci che tengono in mano le fila dell’economia del Vecchio Continente. Speremm.

Lo yuan intanto si assesta, mentre i mercati mondiali danno segni di ripresa. La (tri)svalutazione cinese porta i primi frutti.  Anche se c’è chi dice che la ‘ mossa di Pechino sia stata troppo impulsiva, e comunque fatta ad hoc per bruciare le tappe nel controllo interno  dell’impero’. Xi Jinping, 60 anni, presidente ‘ al centro di tutto’ della Repubblica popolare cinese, infatti, è forse più preoccupato che altro di tenere in pugno  una nazione immensa.  Con tante realtà,  sociali e non, misconosciute in Occidente. E dove, ogni burocrate, piccolo o grande che sia, si dice che ami riferirsi al proverbio ‘ La montagna è alta e l’imperatore lontano‘.
Jan Bremmer, fondatore di Eurasia, centro di ricerca sui rischi geopolitici, ha una sua spiegazione: ” Anche Usa ed Europa hanno svalutato in situazioni analoghe. Anche se il loro vero obiettivo è scalzare l’egemonia del superdollaro”.  Fatto è che anche l’Europa sta in apprensione. Aveva appena cominciato a sentire i benefici dell’apprezzamento del dollaro sull’euro e già c’è da temere qualche contraccolpo dovuto al calo dell’expo verso la Cina.
Ma Jan Bremmer la vede diversamente: ” La Ue ha ben altro di cui preoccuparsi. Oberata da tanti problemi: la sua debolezza politica, il caso Grecia, la gestione delle ondate migratorie, l’incapacità della Germania di esercitare una vera leadership nell’interesse comune, le tendenze centrifughe dei governi. La Ue non è affatto un modello sostenibile nella sua attuale forma politico-economica. Deve quindi pensare a ben altro più che alla  Cina . Riguardo ai contraccolpi causati dalla svalutazione dello yuan, qui , ad essere più preoccupati sono Brasile, Australia e Indonesia. Il rallentamento del gigante asiatico infatti proietta ombre più su di loro  che sulla Europa”.

ZIBALDONE.  Ferragosto è passato, non così agosto. Che resta comunque, fino alla fine, un mese da sotto l’ombrellone. I media, anche quelli nuovi, o social, si sbizzarriscono nel tirar fuori dal cilindro gli argomenti più impensabili.  Che fan clamore. Anche perchè qualche ciacola in più, soprattutto all’ombra con visione mare, scarica un poco le tensioni sul presente. Il dibattito può saltellare da un tema all’altro. L’approfondimento può essere rimandato.
Tony Blair, ex premier labour inglese,  dice ” Oggi il partito laburista inglese si trova in un pericolo mortale, forse come mai è accaduto negli oltre cento anni della sua esistenza. Occorre fermare la potente ascesa di Jeremy Corbyn, 66 anni, il candidato più forte ( e più a sinistra) nella corsa alla guida del partito”.
Nell’Anno Santo al via l’8 dicembre per arrivare alla Porta Santa occorrerà superare due varchi: il primo virtuale, nel quale ogni fedele darà ( via web) generalità, data e ora del pellegrinaggio; e il secondo ‘fisico‘, una volta ottenuto però quello virtuale. Non si tratta solo di problemi sicurezza ( per il primo Giubileo al  tempo dell’Isis) ma anche, come vuole papa Francesco, di un atto meditato e cercato, certo non meccanico.

Sono stati in molti gli esercizi tenuti aperti anche nel ponte di Ferragosto. Segnali d’una Italia cambiata. E non solo economicamente. ” Giravo con la Citroen 2 cavalli a distribuire inviti” rivela Luca Zaia, governatore del Veneto. Un impegno svolto per 12 anni di fila. Pro discoteche venete. Discoteche dove la droga ‘ girava già’ , anche allora. E dove, aggiungiamo noi, se il problema è rimasto, che si fanno a fare tante ciacole per non tirare furori un ragno dal buco ? Povere tre Venezie, povera Italia!

Attenzione, è tornato il cattivissimo Mou ( al secolo Josè Maurinho). Ha fatto licenziare la dottoressa del Chelsea, Eva Carneiro, dopo aver maltrattato più d’un suo sottoposto o avversario: Balotelli, Benitez, Casillas e Ranieri, solo per restare ai più noti. Il problema forse è che Special one si è seduto nuovamente sul cono di un vulcano. a volte non ne può fare a meno. Soprattutto quando il suo Chelsea comincia a battere in testa ( il City, domenica, gli ha infilato tre ballon in fondo alla rete).
Lui diceva ( e dice) che la Premier è casa sua. Chissà se lo dirà anche dopo un altro licenziamento. Sì, perchè l’oligarca russo che lo strapaga non ha poi tanta pazienza. O meglio, la

pazienza di un Moratti, signore con la tasca e signore con l’animo. Tutt’altra cosa, rispetto all’oligarca sbucato d’incanto da una notte fonda  della steppa.

IL MIGLIORE DI SEMPRE. La rosea ha eletto Rivera il migliore tra i nostri di sempre. Nulla da eccepire, anche se gente come Meazza, Valentino Mazzola, Baresi, Maldini, Baggio e qualche altro non sono certo figurine di contorno. Il Gianni, ancora oggi, quando è davanti al potente invece che genuflettersi leva alta la fronte.
E’ fatto così.  E’ sempre stato così. Davanti ai potenti e ai prepotenti. Davanti alle grandi firme, che amavano dileggiarlo ma solo perchè non li sbaciucchiava. Speriamo ne nascano altri cento, mille, migliaia di migliaia di  Rivera. Speriamo, sì, perchè purtroppo così non è e non sarà mai. In un paese che  non ama quelli che,  pur dotati d’immenso talento, lo bruciano per tenere alta la fronte.

DZEKO IL CENTRATTACCO. E vuoi vedere che, stavolta, la rivoluzione arriva da Roma?  Rivoluzione, certo, tattica e tecnica, dopo l’infinita epoca del tiqui taca, adatta più a dei lillipuziani che a dei giganti, visto che deve tramare fino allo sfinimento dell’avversario piuttosto  che affrontarlo e schiantarlo con un colpo d’ariete. I gusti son gusti, ma a noi che nel calcio vediamo comunque la reminescenza di lontani fatti d’arme, optiamo per la prima soluzione lasciando ad altri la seconda.
E comunque di centrattacchi, come li chiamavano ai tempi di Levratto capace di sforacchiare reti, oggi, nel nostro bistrattato torneo, ne abbiamo rimediati tanti. Dzeko ( che prodigio quel siluro al Siviglia!), Higuain, Icardi etc. Speriamo solo che mandino in pensione tutti i lillipuziani di questo mondo.  Con quelle trame paranoiche. Più da riservisti, che da combattenti di prima linea.

L’Inter del Mancio compera ma non segna e non vince. Il capitano di ventura tranquillizza. E infatti è meglio aspettare il via del campionato, perchè da allora in poi tutto può cambiare. E anche per il Mancio può tornare la speranza di farsi un bel Natale, con tanto di panettone e spumante nella sua Jesi. Il Milan s’è attrezzato davanti ( in attesa di Ibra, ormai più  maschera da commedia dell’arte che calciatore ) e anche dietro. Forse gli manca qualcuno dotato di palle in centrocampo. Sinisa sbuffa. Certo è che, lui, ai giocatori fannulloni e pulitini non li ringrazierà con rucola e bresaola, ma semmai con qualche ’ punizione’ indigesta.
E comunque l’Europa aspetta Inter e Milan, dieci Coppe dalle grandi orecchie+ un mare di finali e piazzamenti. Senza le milanesi, dice Rumenigge, è come parlare di Roma cancellando il Colosseo. La Juve, invece, veleggia verso altri trionfi. Il primo, simbolico, se l’è già messo in bacheca; gli altri sono segnati sul calendario. Che indica dritto dritto l’appuntamento di maggio a Milano, stadio San Siro. Questa volta per vincere e non per presenziare.
Ci aspettiamo molto anche dall’Europa League. Dovessimo ripetere o migliorare l’anno scorso, dal prossimo anno potremmo aver ripreso la quarta di Champions. Ai danni o del miglior campionato del mondo o del terzo. Gli spagnoli, infatti, sei trofei su sei, sono fuori portata. Anche perchè manco loro riescono a credere a tanta abbondanza.

Una noticina a parte per Roma e Napoli occorre farla. Perchè ci sa tanto che saranno proprio loro ( lombarde permettendo) a rendere dura la conquista del  penta scudetto alla Vecchia ( Giovin) Signora. Quella cannonata di Dzeko ai califfi di Siviglia deve averli rintronati per un bel po’. Credevano, forse, che dopo aver tenuto testa ai lillipuziani del Barca, avrebbero passeggiato sotto i sette colli. Invece, sono ancora là a chiedere, storditi, barcollanti, dov’è la strada per l’aeroporto di Fiumicino.

VALE NON CE L’HA ( ANCORA) FATTA. E’ partito male. Mentre anche il Dovi ci si è messo davanti, per fargli perdere quei due/trecento metri dai falchi di Spagna che si sono involati via, già dal via, per non farsi raggiungere più. Il Maestro ce l’ha messa tutta. Ma arracancava. Mentre gli allievi se la ridevano tra di loro, con Lorenzo questa volta più sicuro che mai della sua moto. Ora, il campione maiorchino, è a pari punti con il Maestro di Tavullia. Mancano sette gare, tra cui Misano.
Tutto può ovviamente succedere.  Il Maestro di Tavullia non è personaggio da ammaina bandiera. Il maestro di Tavullia incute terrore anche quando scherza e ride. Marc lo sa, Lorenzo lo sa. Certo è che se, a Brno, il Maestro di Tavullia si fosse infilato anche solo tra i due, le cose starebbero in altro modo. Soprattutto sotto il profilo psicologico.

Curiosità. Colin Edwards, compagno di Vale dal 2004 al 2007, appella il Maestro di Tavullia con l’acronimo Goat. Che, scandito,  significa: The Geatest Off All Time.
Ovvero ‘ Il più grande di tutti’. O se volete ‘ Il più grande di sempre’. Scegliete voi. In attesa del Decimo.

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