Sarsina. Per il Plautus Festival in prima nazionale lo spettacolo ‘Miles Gloriosus’ di Tito Maccio Plauto.

Sarsina. Per il Plautus Festival in prima nazionale lo spettacolo ‘Miles Gloriosus’ di Tito Maccio Plauto.
Plautus Festival, foto di repertorio

SARSINA. Per il PLAUTUS FESTIVAL 2015 - Venerdì 21 agosto in Prima Nazionale gli attori del Laboratorio Teatrale del Plautus Festival iMILES GLORIOSUS di Tito Maccio Plauto. Regia Cristiano Roccamo. 

TRAMA. In questa lettura drammaturgica l’intreccio architettato con cura dal servo astuto (Palestrione), ai danni del soldato e a vantaggio del giovane innamorato, viene rispettato con una messa in scena semplice, senza quarta parete, direttamente in complicità con il pubblico, legata alle tecniche della farsa e del lazzo comico, del ritmo e del respiro della commedia. Attori che dialogano tra loro, che dialogano con il pubblico, come voleva Plauto e come si aspetta chi va ad assistere a una commedia. L’intreccio, spietato nello svelare gli istinti che muovono i personaggi, ci dà l’immagine disincantata e divertente delle vicende umane che rimangono immutate nel tempo. Sono sempre le stesse, 2000 anni fa come ora, nelle dinamiche e negli intrecci. I personaggi semplici ed immediatamente riconoscibili nel carattere dallo spettatore, vestiti in abiti che richiamano la tradizione delle culture d’epoca romana, ma non filologici: il tutto ‘giocato’ in una scena essenziale ed efficace che si rende parte della commedia. Ecco perché Plauto è per me un contemporaneo, così come tutta quell’arte che appartiene alla tradizione della Commedia all’Italiana. Un’opportunità, per gli attori, di misurarsi con un grande classico latino e di riallacciarsi alla nostra tradizione comico-popolare, che ci rende unici come popolo e come spirito. Ecco cosa si aspetta lo spettatore: di essere compreso nella commedia con il proprio essere presente in platea, dove la sua risata sia battuta del testo, lazzo comico non intellettuale, ma ancestrale, per realizzare l’evento unico ed inscindibile che fa di quella rappresentazione la propria catarsi.

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