Non solo sport.Evviva! Campionato al via. Con tanti ‘veri’ centravanti.Archivio: les Ballons d’or.

Non solo sport.Evviva! Campionato al via. Con tanti ‘veri’ centravanti.Archivio: les Ballons d’or.
Campionato serie A images

 LA CRONACA DAL DIVANO. Il maestro di Tavullia attende il redde rationem con i suoi allievi prediletti ( ora è a pari punti con Lorenzo e a 52 di vantaggio su Marquez);  Nibali, Froome e Aru aspettano la Vuelta; la canoa, orfana di punti di riferimento come Rossi, cerca di ottenere all’Idroscalo  di Milano più pass olimpici possibili ;  Seba Coe, inglese, ex mezzofondista, eletto nuovo presidente Iaaf, pensa finalmente ad un modo intelligente e capillare  di ripulire l’atletica mondiale dalla piaga (spesso inconfessata) del doping;   la Milano del basket, targata Armani, invece, cerca di ritrovare la dimensione Europa perduta negli ultimi, sciagurati anni passati più a scaldare il parquet  che ad esaltarlo.
Momenti, questi, di sport. Felici o tristi che siano. Ma sempre momenti di sport.
Che quando racconta storie vere, non forzate,  sa ancora intenerire. Raikkonen, ad esempio, l’uomo senza emozioni,  venuto da un paese di laghi e ghiacci, ha rinnovato col cuore di un altro anno il suo rapporto con quella focosa rossa nata molti decenni fa in una modesta officina emiliana.
Kimi ha vinto 9 Gp su 81 disputati con la rossa. Che però gli ha regalato il Mondiale 2007, l’ultimo titolo assegnato ai piloti di Maranello. Kimi ha spiegato ” Ci tenevo. Voglio chiudere la mia carriera con la rossa”.
Un bel chiudere, questo, non c’è che dire, sulla macchina icona della F1 e, probabilmente, anche il grande amore motoristico  della sua vita. Ora, qualsiasi altra soddisfazione la sorte riserverà a Kimi, stia pur certo che la sua immortalità sportiva è garantita.
Il solo fatto d’essere stato pilota Ferrari , e che pilota, è un titolo speciale che prescinde da quello ufficiale e che lo colloca di diritto nella galleria degli immortali . Come Fangio, Ascari, Schumi. Qui, ad attribuire allori, è il grande cuore della rossa.
Stia quindi tranquillo anche Fernando, grande e sfortunato driver dell’auto  da corsa più sognata al mondo. La smetta semmai di bofonchiare  rimpianti più o meno comprensibili.  Lui, come Kimi o Felipe o Barri,  nella galleria degli immortali c’è. Titoli o non titoli.
Perchè per i fans planetari della rossa il verdetto vero scaturisce dal cuore. Provate a chiedere infatti chi è per loro un certo Giles Villeneve. E dove lo collocano, tra i tanti che hanno calcato le piste da corsa.  Titoli o non titoli, certo.

Si corre a Spa. La rossa, sempre presente alle 66 edizioni dei Mondiali,  festeggia in Belgio  il suo 900° Gp. Vinto  per ben 223 volte, unitamente a 688 podi. Praticamente, se si toglie qualche circoscritto ciclo nero,  e qualche annata sfigata, Ferrari e podio hanno fatto sempre copia fissa.
La Mc Laren, che ha partecipato a 50 edizioni, e la Lotus, a 43 , sono lontane. Come presenze e come risultati. La Mercedes, poi, i suoi titoli in F1 se li conta ancora sulle dita della mano.
Dove non è detto che debba aggiungere  anche quello dell’anno in corso, visto che la rossa in rimonta è a soli 42 punti. Neppure due Gp sfigati. A questo punto non capiterà di certo il sorpasso, ma se dovesse accadere stia pur sicuro Niki Lauda che non gli basterà chiudere le tapparelle del suo bunker casalingo per evitare d’ascoltare i ‘boati’ che si leverebbero ( non solo dal Belpaese, ma anche)  da ogni angolo della terra.

ULTIM’ORA SPA. Vettel nono, Kimi quattordicesimo. Con un Hamilton, in pole, strepitoso. Sabato nero dunque per la rossa. Qualsiasi altra scuderia chiuderebbe i box e andrebbe al mare. Non la rossa.

Il motore di una rossa  non fa rumore, suona” amava ripetere Herbert von Karajan pensando alla sua Testarossa.

 ALLA FACCIA DEI MENAGRAMI. Non solo tornerà in terza piazza Uefa, non solo riporterà a casa il titolo di ‘ Campionato più difficile  al Mondo‘, non solo rifarà parlare di se nei cinque continenti. Non solo.
Questa volta, infatti, e alla faccia dei milioni di sciocchi esterofili, il pallone nostro  tornerà a farci appassionare, con le sue squadre-campanile, con i suoi stadi carichi di storia e ( in gran parte) obsoleti, nonostante qualche novità ( Torino, Udine, Reggio) e  qualche promessa ( Milano, Napoli, Roma )  e con a sua classe dirigente specializzata per  arrivare sul posto del delitto a reato compiuto;  ma anche con una nouvelle  generation di veri centravanti, più o meno esplosi, che potranno diventare, loro sì, la vera novità del calcio europeo da adesso in avanti.

MA CHI VINCERA’ LO SCUDETTO. Tutti ci provano, proviamo anche noi a dir la nostra, ovviamente con la solita punta d’ironia. Perchè comunque sia sport e calcio, pur essendo spesso reminescenze di antichi fatti d’arme, non contengono più le loro cariche aggressive ma soltanto quelle socializzanti e ludiche.
Oggi si può vincere o perdere, insomma, ma senza più strapparsi vesti e cospargersi di cenere. Tra l’altro lo sport ( e il calcio, nonostante i suoi drappelli d’emarginati) offrono sempre un’altra occasione, dove rifarsi. E tornare a sorridere.

Ma chi lo vincerà questo Scudetto?  I pronostici indicano la Giovin Signora pronta alla penta vittoria. E in effetti il pronostico ci sta. I bianconeri, in questi ultimi anni, hanno fatto tali e tanti progressi da non apparire manco più una squadra e una società di questo Paese,  statico, come grida da anni e nel deserto l’asceta Arrigo Sacchi.
E pur tuttavia il Paese, lentamente, almeno nello sport e nel calcio, si muove. E produce, anche grosse sorprese in positivo. Vedi i tuffatori e i fondisti del nuoto, oltre a quel Greg, strabiliante  squalo in piscina delle distanze lunghe; vedi anche le ragazze dell Under 18 di pallavolo, inattese campionesse del Mondo.
Il calcio, da par suo, ha ripreso a spendere. Arrigo dice per frustrazione. Del resto le provocazioni  che gli piovono dall’ Europa non sono carezze, vedi il City dello sceicco qatariota che spende e spande  ( soldi statali? ) a larghe mani . Per lui i 200 milioni di tetto del fair play finanziario sono un copricapo di frutta e verdura.
Spendono, i nostri, certamente, ma non sempre a vanvera. Inoltre, non è vero che i soldi  non ci sono. Le nostre entrate ( televisive comprese) sono superiori a quelle spagnole, ad esempio, solo che loro abituati come sono da qualche anno in qua a far prodigi sanno moltiplicarle come i pani e i pesci d’evangelica memoria.

E comunque, acquisti a vanvera o no, quest’anno, tutte  le nostre squadre si sono fornite d’ottimi giocatori. Ci mancano quei tre o quattro top player da copertina, ma il resto c’è. Tanto che, a questo punto, non sarebbe cosa strana, rivedere le nostre squadre riprendersi (almeno) la terza posizione del ranking Uefa.
Quelli che sono tuttora interessati a dire che la Premier è il campionato più bello ( e ricco) al Mondo dimenticano di aggiungere che negli ultimi anni di squadre inglesi se ne sono viste poche ai vertici d’ Europa.
L’anno scorso, addirittura, di sedici ai quarti Champions e Uefa, non ce n’era manco una. Risultato strepitoso, che si rafforza, se si va a chiedere quale livello di squadre nazionali produce. Su questo importante versante, infatti, dell’antica nomea di maestri, non c’ è rimasto più manco il ricordo.

I NOSTRI PRONOSTICI. 

1)  Verona-Roma ( ore 18) . Il Verona non ha mancato d’attrezzarsi. Il bel piazzamento dello scorso campionato ha stimolato la dirigenza. Che ha provveduto a rinforzarsi, soprattutto davanti con quei due terribili vecchietti che rispondono al nome di Pazzini e Toni. Dovrebbe tranquillamente salvarsi.

Discorso diverso per la Lupa, che quest’anno diventa davvero temibile. Quel centrattacco vecchia maniera lascia presagire brutti momenti per gli avversari. Inoltre, sempre la Lupa, non ha nulla più da invidiare rispetto alla Giovin Signora,  neppure a centrocampo e in difesa, con quel giovane portiere polacco davvero interessante.

( segue al prossimo inserimento)

Les  Ballons d’or

1956 Matthews, 1957 Di Stefano^, 1958 Kopa, 1959 Di Stefano^, 1960 Suarez^, 1961 Sivori*, 1962 Masopust, 1963 Yashin, 1964 Law, 1965 Eusebio,1966 B. Charlton, 1967 Albert, 1968 Best, 1969 RIVERA*, 1970 Muller, 1971 Cruijff, 1972 Beckenbauer, 1973 Cruijff, 1974 Cruijff, 1975 Blokhin, 1976 Beckenbauer, 1977 Simonsen, 1978 Keegan, 1979 Keegan, 1980 Rummenigge, 1981 Rummenigge, 1982 ROSSI*, 1983 Platini*, 1984 Platini*, 1985 Platini*, 1986 Belanov, 1987 Gullit*, 1988 Van Basten*, 1989 Van Basten*, 1990 Matthaus, 1991 Papin, 1992 Van Basten*, 1993 BAGGIO*, 1994 Stoichkov, 1995 Weah*, 1996 Sammer, 1997 Ronaldo, 1998 Zidane*, 1999 Rivaldo, 2000 Figo^, 2001 Owen, 2002 Ronaldo*, 2003 Nedved*, 2004 Shevchenko*, 2005 Ronaldinho^,2006 CANNAVARO*,2007 Kakà*,2008 C. Ronaldo^,2009 Messi^, 2010 Messi^, 2011 Messi^, 2012 Messi^, 2013 C. Ronaldo^, 2014 Ronaldo^.

Ti potrebbe interessare anche...