Ravenna. Registro delle imprese: prosegue la contrazione del tessuto imprenditoriale: aumentano le cessazioni, diminuiscono le iscrizioni.

Ravenna. Registro delle imprese: prosegue la contrazione del tessuto imprenditoriale: aumentano le cessazioni, diminuiscono le iscrizioni.
Lavoro, immagine di repertorio

RAVENNA. Negli ultimi dodici mesi sono state registrate 2.153 nuove iscrizioni a fronte di 2.419 cancellazioni volontarie, il che ha determinato un saldo negativo di 266 unità. A questo si sono aggiunte 206 tra rettifiche (+10) e cancellazioni d’ufficio di imprese non più operative da anni (-216).

Il saldo negativo degli ultimi 12 mesi (-266) è quasi il doppio di quello dell’anno 2014 quando è risultato di -141. Tale differenza è giustificata dall’incremento del numero di cessazioni e dal decremento del numero di iscrizioni nei primi sei mesi dell’anno rispetto ai primi sei mesi dell’anno passato.

Per Ravenna, quindi l’evoluzione recente descrive un nuovo peggioramento. Infatti il calo, al netto delle cancellazioni d’ufficio, si traduce in un tasso di variazione, su base annua, negativo (-0,65%), peggiore di quello registrato a marzo (-0,60%) dicembre scorso (-0,34%).

A livello nazionale e regionale i tassi annui di variazione tracciano invece una percorso di ripresa: in Italia la crescita degli ultimi 12 mesi è più marcata dei periodi precedenti (+0,64%), in Emilia-Romagna rimane negativa ma prosegue l’avvicinamento al segno più (-0,06%). Al contrario a Ravenna l’andamento del tasso di variazione non rende ancora possibile intravedere una reale inversione nella tendenza che ha portato negli ultimi 3 anni ad un significativo ridimensionamento del tessuto imprenditoriale

Rispetto al 30 giugno del 2014 gli unici settori che presentano un segno positivo sono quelli dei servizi all’impresa che crescono di 66 imprese (+2,3%), dei servizi alla persona, 22 ( +0,4%) e del turismo,  9 (+0,3%) attività di ristorazione (+0,3%).

Tra i settori maggiormente in sofferenza si segnalano l’agricoltura che si riduce di 205 imprese, (-2,7%), le costruzioni, -135 (-2,2%), il commercio, -135, (-1,5%) e l’industria -93 (-2,6%). Le attività manifatturiere più colpite sono quelle della fabbricazione di prodotti in metallo, di materiali da costruzione e quelle meccaniche. Il settore più in salute è quello della gomma e plastica che cresce comunque di  poche unità. Anche il settore dei trasporti e spedizioni continua a diminuire perdendo ulteriori 24 imprese (-1,6%).

Per quanto riguarda il territorio, tutte le aree della provincia sono state interessate da una riduzione del numero di imprese, minore – in termini relativi – nell’area del ravennate, -0,7% negli ultimi dodici mesi (pari a -153 imprese), maggiore in quella della Bassa Romagna, -1,9% (-197 imprese). In posizione intermedia l’area della Romagna Faentina nella quali il calo è risultato del  -1,3% (-122 imprese).

Per quanto riguarda la natura giuridica, prosegue la flessione delle ditte individuali e delle società di persone parallelamente alla crescita delle forme aziendali più strutturate, quali società di capitali e cooperative . Rispetto al giugno 2014 diminuiscono di 477 le imprese individuali  (-2,1%) e di 1687 le società di persone (-1,8%). All’opposto crescono di 157 le società di capitale (+2,1%) e di 5 le cooperative (+0,9%)

Nel comparto artigiano la flessione nel numero delle imprese registrate è risultata più pesante in termini relativi rispetto alla media generale.  Al 30 giugno 2015 le imprese artigiane registrate sono 10.834 ovvero 238 in meno nel confronto con il giugno 2014 pari ad una  diminuzione del 2,1%. A seguito di tale andamento il peso dell’artigianato in provincia si è portato al 26,8%, inferiore a quello osservato in regione 28,8% ma superiore al peso mostrato a livello nazionale 22,6%.

Tra le varie tipologie di impresa aumenta la consistenza sia delle imprese femminili, +63 imprese (+0,8%), che di quelle straniere +61 (+1,5%).  Diminuiscono invece di 126 le imprese giovanili (-4,3%) anche se in questo caso si tratta prevalentemente di un effetto legato alla perdita dei requisiti (titolare o maggioranza dei soci under 35) e al mancato afflusso di giovani imprenditori più che a un incremento delle cessazioni..

 

 

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