Rimini. Arlotti: ‘In aumento arrivi e presenze dall’Italia, la Germania riprende la leadership fra gli stranieri. Va ripensata la politica dei visti’.

Rimini. Arlotti: ‘In aumento arrivi e presenze dall’Italia, la Germania riprende la leadership fra gli stranieri. Va ripensata la politica dei visti’.
Spiaggia a Rimini, turismo, immagine di repertorio

RIMINI.  ’Indubbiamente l’estate 2015 ha già sancito un ritorno dei turisti sulla nostra Riviera. Seppure sia presto per trarre bilanci in questa fase, il dato conclusivo dovrebbe essere col segno positivo.La calda estate ci ha aiutati, ha ma sicuramente contribuito un clima più positivo rispetto al 2014, quando l’anno si è chiuso con un PIL  negativo dello 0,3% e una significativa riduzione dei consumi interni.

I dati su cui tirare un primo bilancio per la Provincia di Rimini sono quelli elaborati dalla stessa al 31 luglio 2015. In questi sette mesi gli arrivi sono stati 1.976.236 (+ 2,8%) e i pernottamenti totali hanno chiuso a 8.525.375 (-0,1%). Gli arrivi italiani (1,583.389) hanno avuto un’impennata del +7,6% rispetto allo stesso periodo del 2014 (addirittura a maggio con un +34% in aumento di ben 27% rispetto al 2014) e con un aumento dei pernottamenti del +4,4% (6.509.366).

L’aspetto però su cui vale la pena riflettere per il futuro si concentra sul sensibile calo nei primi sette mesi dell’anno dei turisti dall’estero: -12,9% rispetto all’analogo periodo del 2014. Il calo più marcato  degli arrivi di stranieri si è manifestato nel primo quadrimestre (gennaio -27,1%, febbraio -34,6%, marzo -27,2% e aprile -38,1%), che ha coinciso principalmente con le difficoltà del rublo e la crisi russo-ucraina a livello generale e, più a livello locale, con il periodo di transizione dell’aeroporto ‘Federico Fellini. Già nei tre mesi successivi, anche in concomitanza con la ripresa dell’attività dello scalo riminese, si è però assistito a una lieve ripresa degli arrivi esteri.

Il turismo estero nei primi sette mesi del 2015 vede in testa gli arrivi dalla Germania (72.068 pari a +1,9%) che riprende la sua leadership con ben 399.318 presenze (+5.5%) seguita dalla Svizzera (53.490 arrivi per un +3,4% e 289.569 presenze). I turisti provenienti dalla Russia, che scivola dal 1° al 3°posto per arrivi e presenze, nei primi sette mesi del 2015 totalizzano 52.647 presenze (-50,5%) e 255.254 presenze (-51,2%) e una media di 4,8 giorni di permanenza. Va evidenziato che, per quanto riguarda il turismo proveniente dalla Russia, chi ne fa le spese in particolare sono le strutture ricettive del comune di Rimini, che ospitano l’83,6% degli ospiti provenienti dai Paesi ex sovietici del totale provinciale. Nell’insieme i turisti stranieri con 392.847 arrivi e 2.016.009 presenze rappresentano il 23,6% del totale delle presenze nei primi sette mesi, con una media di 5,1 giorni di soggiorno.

Questi numeri ci offrono un primo resoconto ed evidenziano indubbiamente una tendenza alla riduzione delle permanenze e una riduzione significativa della presenza dei turisti provenienti dall’estero che, come nel caso dei russi – che in larga parte rappresentano un turismo di business -  si ripercuote anche sulle attività commerciali (si veda, a semplice titolo di esempio, la chiusura del Factory Outlet di San Marino) fino a toccare l’apparato produttivo: i due distretti delle calzature di San Mauro e di Fermo (che ha un turismo analogo)  chiudono il primo trimestre  con una riduzione del fatturato pari al 55%. Lo stesso accade sulla costa opposta, in Versilia, anch’essa ‘vittima’ della contrazione degli arrivi russi.

E’ giunto quindi il momento di mettere in atto strategie per aggredire sempre di più i mercati stranieri e di rivedere le procedure per il rilascio dei visti, mettendo in atto in modo più efficace quella collaborazione fra ministero degli Affari esteri ed Enit prevista anche dalla legge 106 “Cultura e turismo”. Da questo punto di vista sarebbe auspicabile la soluzione dell’annoso problema della lentezza dei visti coinvolgendo le Ambasciate e prevedendo l’apertura di un ufficio apposito a Rimini.

Penso che anche il travaglio di Enit non abbia certamente aiutato ad intercettare turisti stranieri, proprio nell’anno di Expo Milano e del Giubileo che inizierà da dicembre. Tuttavia è auspicabile che la trasformazione di Enit a ente pubblico economico e il varo del nuovo Cda possano recuperare in vista dell’attività di promozione per 2016 e dell’impatto che questa potrà  avere sulle destinazioni territoriali a partire dal nostro distretto turistico. Ma questo è un aspetto che  affronterò in un altro momento’.

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