Milano. Expo: nuovo record di presenze, 157mila visitatori in un giorno. Per il premier Renzi un successo impensabile. A settembre tornano le scuole.

Milano. Expo: nuovo record di presenze, 157mila visitatori in un giorno. Per il premier Renzi un successo impensabile. A settembre tornano le scuole.
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MILANO. L’ultimo sabato di agosto regala all’Expo di Milano un nuovo record per quanto riguarda gli ingressi: 157.801 in un solo giorno, il 29 agosto, l’ultimo sabato del mese. Lo ha comunicato la società, che ha fornito nel dettaglio gli ingressi della settimana che va dal 24 al 30 agosto. Eccoli, giorno per giorno: 24 agosto, 87.361; 25 agosto, 116.099; 26 agosto, 130.480; 27 agosto, 128.683; 28 agosto, 132.557; 29 agosto, 157.801; 30 agosto 108.572. Il totale è di 861.553 visitatori nell’ultima settimana (contro gli 856.002 della settimana precedente).

‘I dati degli accessi – ha precisato Expo – includono gli accrediti (personale di servizio ed ospiti giornalieri per i vari eventi), per un ammontare valutato intorno alle 10.000 unità/giorno nella settimana. In ogni caso, per una serie di motivazioni tecniche ed operative (illeggibilità di titoli di ingresso, ingressi istituzionali a passaggio diretto, etc) questi valori sono da considerarsi parziali per difetto’.

Il primo a commentare il boom di visitatori di agosto è il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Sulla sua pagina Facebook Renzi ha scritto: “Un successo impressionante, con il consueto abbraccio affettuoso ai gufi che ci chiedevano di bloccare tutto. L’Italia è più forte di chi scommette solo sui fallimenti”. Il premier ha dispensato anche consigli a chi si appresta a visitare l’Esposizione. ‘Inizia il rush finale per Expo. Ultimi sessanta giorni per visitare Milano e l’Esposizione universale. Approfittate dei giorni feriali, se potete: l’Expo è letteralmente invasa da tantissimi visitatori’. Preso atto del ‘successo impressionante, continuiamo intanto a riflettere sull’eredità di questo evento: un’Italia più sensibile ai temi della sostenibilità, della qualità della vita, della cooperazione internazionale. Tra i tanti appuntamenti dei prossimi giorni – ha concluso – segnalo quello di domenica 6 settembre, quando Bono Vox dopo i concerti di Torino si fermerà con noi all’Expo’. Intanto all’interno del sito sono scattate le prime misure per tagliare le code all’ingresso dei padiglioni. Proprio da sabato, giorno del record di accessi, l’apertura dei tornelli è stata anticipata di un’ora, sia al mattino (alle 9) sia alla sera (alle 18). Una “mossa apprezzata dai vari Paesi – aveva detto nei giorni scorsi l’ad di Expo, Giuseppe Sala – perché anche loro sono consapevoli che il flusso di visitatori è destinato a restare sui livelli di questi giorni. Come ci confermano il Bureau International e le statistiche, l’ultimo bimestre sarà decisamente più alto del primo e del secondo’.Secondo Sala, a settembre e ottobre si potrà contare su ‘un effetto psicologico’, sul ritorno delle scolaresche e sulla ripresa della stagione fieristica a Milano. Tutti elementi che lasciano i vertici di Expo ottimisti sugli ultimi due mesi di Esposizione. L’obiettivo dichiarato restano i 20 milioni di visitatori.

 Il Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, apre domani l’evento ‘Il cibo dello spirito’, che riunisce sul tema di Expo numerose confessioni religiose unite nel firmare al Carta di Milano. ‘È la prima volta che il cibo di tutto il mondo viene benedetto da così tante religioni, a dimostrazione di quanto l’Esposizione universale di Milano rappresenti una piattaforma di dialogo tra i popoli – sottolinea il Ministero delle Politiche Agricole, che ha diffuso una nota -. Quello di domani sarà un momento di incontro e confronto con undici esponenti del tavolo interreligioso, in rappresentanza delle principali religioni, sul tema della produzione e del consumo di cibo nel Pianeta. La giornata sarà dunque l’occasione per mettere in luce al centro della Carta di Milano alcuni grandi temi di Expo come lo spreco alimentare e la necessità di garantire cibo sano e sufficiente per tutti”.attraverso l’uso cosciente e responsabile delle risorse, la ‘via maestra’ che permetta ai ragazzi di acquisire maggiore consapevolezza del mondo che li circonda.’

Dopo la pausa estiva, torna a Expo ‘Progetto Scuola‘. Avviato nel dicembre 2013, con la firma del Protocollo d’Intesa tra Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR), Expo e Padiglione Italia, il programma formativo che l’Esposizione Universale ha sviluppato per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado si propone di approfondire il tema ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’. In collaborazione con il Ministero dell’Istruzione è stato messo a punto un Piano di attività didattiche per incentivare la seconda visita delle classi all’Esposizione. Le classi interessate possono prenotare la visita online. Expo ha reso noto che sono oltre un milione i biglietti per studenti venduti fino ad oggi e più di 170 gli Atenei che hanno aderito alla convenzione “Le Università in Expo’ (per gli universitari i biglietti sono a 10 euro). ‘Siamo molto soddisfatti del successo che ha avuto fino ad oggi il Progetto Scuola – ha dichiarato il commissario unico, Giuseppe Sala -. Con settembre si apre una nuova stagione di partecipazione, molti istituti hanno già prenotato la propria visita. Si tratta di un segnale importante e un riconoscimento per noi di grande valore’. ‘La partecipazione della scuola ad Expo – ha dichiarato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini – rappresenta un successo frutto di un lavoro cominciato ben prima dell’apertura dell’Esposizione. Con l’avvio del nuovo anno scolastico invieremo anche le nuove Linee guida per l’alimentazione che serviranno a portare avanti il lavoro fatto in questi mesi. Saranno l’eredità dell’Expo insieme alla Carta di Milano dei bambini e ai tanti percorsi tematici che il Miur ha sviluppato anche on line’. Progetto Scuola ha lanciato diversi concorsi, rivolti a insegnanti e studenti, per la realizzazione di progetti che trovino nella promozione di stili di vita sani e rispettosi dell’ambiente, attraverso l’uso cosciente e responsabile delle risorse, la ‘via maestra’ che permetta ai ragazzi di acquisire maggiore consapevolezza del mondo che li circonda.

 

 

 

Milano. Artisti italiani all’Expo, ecco l’intervista di lombardinelmondo.org all’ex ballerina e ex moglie di Gianfranco Funari, Rossana Seghezzi.

MILANO. Continuiamo le nostre interviste per la rubrica ‘Artisti italiani per Expo’, creata con l’intento di valorizzare, promuovere e divulgare presso il grande pubblico la cultura e l’arte, intervistando questa volta l’ ex-ballerina Rossana Seghezzi

Formatasi alla Scuola Scaligera, protagonista insieme ai grandi maestri della danza per molti anni alla Scala di Milano, Rossana Seghezzi ha partecipato a diversi film e programmi Rai. Dal 1986 al 1997 è stata la moglie del noto conduttore televisivo Gianfranco Funari. Dopo molti anni di danza classica, ora si dedica al modern jazz e dieci anni fa a Castelletto Ticino, dove attualmente vive, ha fondato la scuola ‘Primaballerina dance school’ che oltre a realizzare numerosi spettacoli di danza, ha lo scopo e l’ambizione di formare gli allievi soprattutto sotto il profilo culturale e artistico.

Ecco il testo dell’intervista:

1) Per  oltre dieci anni è stata sposata con l’ Anchorman Gianfranco Funari, che cosa le ha lasciato quella esperienza?

Ho vissuto con Funari dal ’79 al ’92, anni di emozioni e soddisfazioni per la sua carriera. Quando l’ho conosciuto stava iniziando la sua prima trasmissione su Telemontecarlo, non era più giovanissimo quindi nessuno, nemmeno lui in fondo, si aspettava una carriera come poi invece è arrivata. Gianfranco aveva una grande popolarità, lui è stato il primo, anche contro pareri di molti funzionari televisivi, a far parlare in televisione la gente comune e a interessarsi dei suoi problemi. Era gratificante quando per strada lo riconoscevano, perchè le persone non si davano di gomito sussurrando “guarda Funari”, come si fa di solito con i personaggi famosi ma al contrario si avvicinavano, come si farebbe con un amico e gli rivolgevano tranquillamente la parola, avevamo la sensazione di essere sempre tra amici. L’unico rammarico che ho è di avere temporaneamente abbandonato, per stare vicino a lui, la mia passione, la danza e l’ho pagato caro quando lui mi ha lasciata per un’altra mentre stavo per compiere 40 anni e mi sono ritrovata senza possibilità di lavoro.

2) Che cosa è rimasto della ‘Milano del cabaret’ degli anni ottanta ?

Il cabaret degli anni ’70 e ’80 a Milano con il celebre Derby Club ma anche a Roma con il Bagaglino, da dove Funari proveniva, è stato epico. Un periodo storico ineguagliabile con cabarettisti di grandissimo spessore, basti ricordare Cocky e Renato, I Gufi, Villaggio, Jannacci, Toffolo, Andreasi, Walter Valdi, i Gatti di vicolo Miracoli, Funari ma poi anche Boldi, Abatantuono e tanti altri. La bellezza di quegli artisti era che ognuno di loro aveva un carattere oltre che un repertorio, assolutamente unico. Non mi pare che oggi il mondo del cabaret sia altrettanto ricco di qualità.

3) Come vede la televisione ai giorni nostri e quale ‘ruolo’ ricopre nella società di oggi attratta soprattutto da internet e dai social network ?

Confesso di non amare la televisione della RAI o delle reti Fininvest. Amavo la RAI quando faceva programmi di qualità, molti e molti anni fa, oggi è troppo politicizzata e tesa solo a realizzare reddito. Non mi piacciono i compensi miliardari di certi personaggi per trasmissioni becere che vorrebbero far credere al pubblico che quello che vedono sia la verità. C’è troppa finzione e smania di apparire. Io guardo film, documentari e trasmissioni scientifiche su Sky e quando voglio rilassarmi e sorridere un po’ le serie americane. Per quanto riguarda i social network e internet trovo che siano una notevole ricchezza ma dobbiamo stare attenti perchè, dato che chiunque può liberamente scrivere qualsiasi cosa, spesso può essere difficile distinguere. Insomma come tutte le cose dovrebbero essere assunte ‘cum grano salis’.

4) Quali consigli si sente di dare ai giovani affinché la danza torni ad avere una parte fondamentale nella vita di tutti i giorni ?

La danza è stata ed è tuttora la grande passione della mia vita. Sono riuscita a riaprire la mia scuola di danza dopo mille peripezie e grandi problemi per la separazione, con tanti sacrifici e con l’aiuto di mio padre. Ho incontrato di nuovo l’amore e da ormai quindici anni vivo con Egidio La Gioia, musicista e cantante di spessore, interprete in teatro di tanti famosi Musical. Con lui divido la direzione artistica della nostra scuola di danza, canto e tecnica del musical, il ‘Centro Danza Primaballerina’ e credo che la nostra unione sia davvero una bella sinergia. Non vorrei aprire un capitolo sulla danza di oggi perchè mi perderei. Posso solo dire che la danza richiede anni e anni di studio, applicazione e sacrifici. Oggi purtroppo, con le trasmissioni televisive e le innumerevoli scuole che nascono come funghi dopo un acquazzone, si fa credere ai giovani che tutto sia facile mentre non è affatto così. Si creano aspettative e speranze in ragazzi e ragazze che magari, per inseguire un sogno, abbandonano gli studi. La danza è una seria disciplina. Chi desidera fare dell’arte di Tersicore il proprio futuro deve frequentare solo Accademie ad avviamento professionale, non ci sono scorciatoie. Nelle scuole di danza private si possono soddisfare solo piaceri a livello di hobby e lo dico io che ne dirigo una. Nella nostra scuola, aperta ormai dieci anni fa, a tutt’oggi solo due delle nostre allieve hanno intrapreso seriamente un percorso. La prima, di dieci anni, ha superato le selezioni durissime, su trecentocinquanta aspiranti ne sono state scelte diciannove e a settembre inizierà il corso presso l’Accademia del Teatro alla Scala, dove io stessa entrai alla sua medesima età. L’altra, quattordicenne è entrata nell’ Accademia del Balletto di Castelfranco Veneto. Beh, che dire…  sono belle soddisfazioni!!!

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