Ravenna. A Palazzo Rasponi la seconda delle ‘conversazioni dantesche’ su ‘Il parto tra mistica ed esperienza clinica neonatale’.

Ravenna. A Palazzo Rasponi la seconda delle ‘conversazioni dantesche’ su ‘Il parto tra mistica ed esperienza clinica neonatale’.
Palazzo Rasponi Ravenna

RAVENNA. Domani, giovedì 10 settembre alle ore 17,30 a Palazzo Rasponi Dalle Teste (ingresso da via Luca Longhi 1), entra nel vivo la scommessa, messa in campo dall’edizione 2015 delle Conversazioni Dantesche, di tenere insieme ambiti apparentemente distanti del sapere, mettendo a confronto la riflessione teologica e la pratica clinica della nascita.

L’incontro di domani, condotto da Luigi Canetti, docente di Storia del Cristianesimo, vedrà a confronto la teologa Adriana Valerio e il neonatologo Giacomo Faldella sulla complessità della relazione madre-figlio.  

Adriana Valerio famosa per la sua accurata ricerca sul ruolo femminile nella elaborazione teologica occidentale, metterà in evidenza come i sistemi religiosi, dai più semplici ai più complessi, riservino grande spazio alle forme di elaborazione mitico-rituali della nascita: si pensi ai gesti di purificazione e alle iniziazioni (morte e rinascita spirituale), all’elaborazione simbolica e alle forme di gestione del parto gemellare, all’unione mistica con il divino, alla metempsicosi, alla lettura divinatoria e astrale del tempo e del luogo della venuta al mondo.

Il cristianesimo fa nascere, morire e addirittura risorgere il proprio Dio incarnato; e il suo martirio, una morte trasfigurata come rinascita al cielo, è il pegno della futura rigenerazione di tutti i credenti in Cristo, morti e rinati secondo quell’immagine divina che Dante vedrà riflessa nel volto umano al culmine del proprio viaggio nei regni dell’Oltretomba.

A questa tematica si interfaccerà la prospettiva propriamente clinica di Giacomo Faldella, Direttore della Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Sant’Orsola, eccellenza internazionale per le innovative tecniche per la cura e il sostegno del benessere delle madri, in una visione di cura che prescinde dalla mera ospedalizzazione e guarda alla maternità come uno degli aspetti della vita della donna.

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