Ancona. Recuperato un dipinto raffigurante la Madonna con Bambino risalente al settecento e rubato nel giugno del 1990 a Fermano.

Ancona. Recuperato un dipinto raffigurante la Madonna con Bambino risalente al settecento e rubato nel giugno del 1990 a Fermano.
Indagano i carabinieri. Immagine di repertorio.

ANCONA. Non solo 241 oggetti trafugati nelle chiese, tra cui il dipinto raffigurante una Madonna con Bambino di autore sconosciuto, risalente al Settecento e rubato in un chiesa del Fermano nel giugno 1990, ma anche 60 reperti archeologici. E’ il bilancio dei sequestri compiuti nell’indagine dei Carabinieri del Nucleo di tutela patrimonio culturale di Ancona, guidati dal maggiore Carmelo Grasso, che hanno recuperato 17 dipinti tra cui quello rubato nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo in frazione Gabbiano di Comunanza (Fermo) dopo una segnalazione arrivata da Piazzola Sul Brenta (Padova). Sono indagati per ricettazione e alienazione illecita un settantenne ex antiquario di San Benedetto del Tronto (aveva il quadro in casa), e altre sei persone (cinque marchigiani e un abruzzese).

Molti dei dipinti, tabernacoli, statue e candelieri, ha spiegato il maggiore Grasso, appartenevano a chiese del Fermano e dell’Ascolano; per l’attribuzione degli altri beni i carabinieri stanno svolgendo verifiche anche in altre Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Umbria e Puglia. I reperti archeologici sono al vaglio dei funzionari della Soprintendenza delle Marche. E il numero degli indagati potrebbe aumentare ancora.

Alla Diocesi di Fermo è stato intanto restituito il dipinto conosciuto come ‘Madonna delle Grazie’. Il furto venne denunciato dall’allora parroco don Antonio Tramannoni e dopo 25 anni il quadro tornerà nella chiesa. I ricettatori avevano restaurato il dipinto e sostituito la cornice, ma accertamenti condotti dall’Università di Camerino hanno consentito di stabilire che sotto la vernice c’erano i due fori sul collo della Vergine e del Bambino causati dall’apposizione di collane ex voto: le collane erano stati rimosse dalla tela e i buchi coperti. Il dipinto, ha spiegato Claudia Bernardini della Soprintendenza, è di ‘scuola romana”‘e di ‘piuttosto pregevole fattura’.

Sono state una decina le perquisizioni coordinate dal pm di Ascoli Piceno Lorenzo Maria Destro ed effettuate dai Cc tra Marche e Abruzzo, anche nel laboratorio e nell’abitazione dell’ex antiquario denunciato: i militari del Nucleo Tpc di Venezia e la Polizia municipale avevano rinvenuto oggetti chiesastici messi in vendita dal settantenne, un hobbista ma con il patentino scaduto, in un mercatino di Piazzola sul Brenta. L’uomo ha poi detto ai carabinieri di aver acquistato il dipinto negli anni Novanta. Soddisfazione per il ritrovamento è stata espressa da Giuseppe Giustozzi, assessore al Turismo di Comunanza, e da don Pietro Orazi, vicario della Diocesi di Fermo, che ha portato i ringraziamenti dell’arcivescovo mons. Luigi Conti. L’attribuzione di molti oggetti è stata facilitata dalla catalogazione coordinata dal 1997 dagli uffici beni culturali delle diocesi insieme al ministero dei Beni Culturali. Sono 156 mila gli oggetti catalogati nelle chiese marchigiane.

 

Ti potrebbe interessare anche...