Non solo sport. Un leader c’è, ed è papa Francesco. Sacro e profano per un weekend davvero intenso.

28 settembre 2015 0 commenti
Non solo sport. Un leader c’è, ed è papa Francesco. Sacro e profano per un weekend davvero intenso.
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LA CRONACA DAL DIVANO.Domenica ricca non solo di eventi di sport. Intanto si è esaurito il viaggio americano di papa Francesco ( prima a Cuba, poi, negli Stati Uniti), restano preoccupanti le ferite aperte dallo scandalo ( in svolgimento)  Made in Germany sulla Wolkswagen,  sono partiti i raid di bombardieri francesi in territorio siriano ( non condivisi dal governo italiano), resta sempre assai problematica la situazione immigrati alle frontiere d’Europa.

Lo sport, invece, ha scritto alcune importanti pagine interlocutorie in diverse discipline. Nell’auto, la ‘rossa’ s’è dovuta di nuovo inchinare alla tracotante supremazia delle ‘frecce d’argento‘, o meglio, di quelle tecnologie e regolamenti creati ad hoc e tutti da rivedere. Il più in fretta possibile. Qualcuno dice che la pista di Suzuka siaper la ‘rossa’ la più temuta tra le altre ancora in calendario; certo è che, nonostante l’ossequio, la macchina di Maranello non ha ( del tutto) ammainato  quel suo inconfondibile vessillo tanto amato in ogni parte del Mondo.
Il nostro Valentino, inoltre, ha dovuto fare buon viso a cattiva sorte non solo a Lorenzo ( primo) ma anche al resuscitato Pedrosa ( secondo). Ora sono solo 14 i punticini che lo separano dal combattivo maiorchino, comunque sia un gran pilota oltre che un bravissimo ragazzo.
Bluff, invece, da parte di quelli di Cassani. Spariti nella prova più importante, quella riservata ai professionisti. (Semi ) bluff, inoltre, da quelli del rugby, sì, vittoriosi sul Canada, ma smorti e distratti ( praticamente senz’anima, com’ha notato anche la ‘rosea’) . Una generazione di rugbisti sta (probabilmente) lasciando il campo, speriamo allora  in quella successiva. Sempre che ci sia, nel rugby. Perchè non è possibile essere ammessi dopo anni di anticamera  in  consessi di vertice  per poi  andarsi a prendere ( ogni volta soltanto  ’ cucchiai di legno‘. Ma non è più onesto lasciarli ad altri?

Note dolce-amaro dalla ragazze della pallavolo che hanno esordito agli Europei battendo Polonia e Slovenia ( 3-1), facendosi poi travolgere dalle olandesi (0-3). Ora devono spareggiare con la Croazia per i quarti, dove sono in attesa le temibili russe.  Reggio, nel basket, ha battuto Milano. Incredibile?

IL CAMPIONATO. Forse la truppa del Mancio da Jesi credeva di averla fatta franca. Cinque goletti e 15 punticini. Minimo sforzo, massimo risultato. Lo stesso Thohir, in una sua (quasi) formale intervista da una hall d’albergo, non credeva ai suoi occhi. ” Pensiamo in grande” aveva ruggito. Anche perchè, quest’anno, e sempre che l’esborso per la campagna acquisti sia stato suo e non … dell’Inter, di danari la Beneamata ne ha spesi. Quelli del fair play finanziario, infatti,  mugugnano.
Il problema fatto emergere dalla Viola è che, la truppa del Mancio da Jesi , ha mostrato più spirito mercenario che campanilistico. E’ bastata qualche rapida e decisa incursione nemica nel suo territorio per vedere  armi e vessilli  sbattuti a terra, con le braccia bene alzate in segno di resa. Con cotanto ardore e truppaglia sarà difficile espugnare rocche , cittadelle fortificate, capoluoghi.
Il Mancio deve averlo capito, anche se ostenta serenità. E comunque sia, ora, la Viola del Sousa, sta in vetta, insieme alla truppaglia del Mancio che farà bene a darsi una mossa se vuol restare ai vertici di un campionato che solo i fringuelli possono definire ‘ eterna primavera’.
Non va meglio per l’altra di Milano. Al Genoa è bastato mettere un goletto in rete perchè i Lumbard non ci raccapezzassero più niente. E nonostante il Balo. Che ha fatto il suo dovere. Lasciando però nel cuore di tanti un interrogativo di fondo: Balo fa del suo, sì, certo, ma attorno perchè gli altri non fan del loro? E’ lui che non amalgama o sono gli altri che non danno nel quindici? Dove sta la verità? Certo è che, con quelle formazioni, il vecchio Diavolo non potrà sognare ( di certo)  la Champions e  (forse) anche l’ Uefa.
E’ riapparso intanto il Ciuccio, con don  Gonzalo finalmente don Gonzalo. Sono riemerse anche  le romanacce. La Roma col Carpi ( perdendo però Dzeko e Totti); la Lazio col( sempre più pericolante ) Verona.
Riuscissero, le due capitoline, a tenere un passo costante potrebbe proporsi quali alter ego alla corsa scudetto&affini di Napoli e Fiorentina. Perchè per l’Inter del Mancio nonostante la battuta a vuoto, il futuro pare altro; come quello della Vecchia Signora che non può essere caduta così in basso da un mese all’altro.
E nonostante quell’Allegri ( ora sotto il tiro della contestazione)  che sembra godere da pazzi a donare un paio di mesi almeno alle avversarie, oltre a tutti quei primi tempi. Lo faceva anche al Milan, in tanti lo rammentano, al punto che qualcuno propose allora di far disputare  al Diavolo soltanto  i secondi tempi.
Onore e gloria invece alle umili ‘provinciali’ con in testa il mitico Toro di Ventura, seguito a ruota da Sassuolo, Chievo, Samp e perfino Atalanta ed Empoli. Quelli che se vanno in giro per il Mondo a dire che il nostro è un ‘ Campionato decaduto‘, un ‘Campionato non allenante‘, un’ Campionato dove si cammina, mentre nell’Altrove volano’ etc., dovrebbero  ogni tanto dagli una occhiata. Anche solo una occhiata, ma da perone serie. Per imparare. Certo,  a star zitti piuttosto che (e)mettere amenità dolorose.

RISULTATI  DELLA V GIORNATA. ( sabato 26) Roma-Carpi 5-1; Napoli-Juve 2-1; ( domenica 27) Genoa-Milan 1-0, Bologna-Udinese 1-2, Verona-Lazio 1-2, Sassuolo-Chievo 1-1, Torino-Palermo 2-1, Inter-Fiorentina 1-4; ( devono essere giocate) Frosinone-Empoli e Atalanta-Sampdoria.
CLASSIFICA*. Inter e Fiorentina punti 15; Roma 14; Lazio 12; Milan e Napoli 9; Juventus 5. Chiudono: Carpi, punti 2 e Frosinone, punti 1.

Questa settimana tornano le Coppe: la Juve ospita il Siviglia, la Roma va dal Bate Barisov. Due vittorie costituirebbero due decisive ipoteche al passaggio del turno.

SCANDALI MADE IN GERMANY. Frankfurt ha riaperto mentre lo scandalo Wolkswagen  è in zona epicentro. Le cose, si sa, non sempre sono programmabili per collocarle al posto giusto nel momento giusto. Le cose avvengono. E questa è una di quelle. Forse, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, sarà questa una occasione per chiarire o meno se   quanto è stato (proditoriamente)  fatto a Wolsburg sia una iniziativa circoscritta oppure di sistema.
Gli italiani,  i tanto vituperati italiani, ad esempio, abituati  a leggere impietosamente  nelle pieghe anche più oscure dell’uomo e della società, non esiterebbero un attimo a mettere il coltello nella piaga. E far sanguinare la ferita. Anche a costo di disfarsi del Colosseo.
Infatti, bene e spesso, quando accadono certi    scandali, essi  contribuiscono a fornire di sè una immagine ‘ esagerata’ o anche ‘ falsata‘ nel bene e nel male . Nell’Altrove, invece, ci sa tanto che ( da qualche tempo a questa parte ) sia prevalsa l’insospettata abitudine a spazzare la polvere di casa sotto i tappeti.Il sospetto nasce da diverse circostanze.

Da quelle che investono la politica a quelle della finanza; da quelle sul  sociale a quelle sportive, soprattutto ad alti livelli. E così, ogni tanto, come fulmini a ciel sereno, ci piombano tra capo e collo  ‘ imbrogli inaspettati’ , scandali, latrocini come quelli che ( tutti  da valutare) coinvolgono  una delle maggiore industrie automobilistiche del Mondo oppure i vertici della Fifa e ancora altri importanti organismi europei ed internazionali .
Curiosamente, alcune di queste ‘sgradite sorprese’ ci arrivano grazie all’investigazione ( e alla legislazione) americana. Evidentemente ancora immuni ( o quasi) da ‘ fenomeni o situazioni‘ che in Europa, quella leggiadra Europa che ( forse) non c’è più, si sono pericolosamente ( e cinicamente) diffusi. Dal Baltico al Mediterraneo. E senza che qualcuno alzi la voce per iniziare  a fare chiarezza come si faceva un tempo e come si fa, lo dicevamo appunto poco sopra, in Italia. In questo momento le accuse sembrano estendersi anche alla Bmw. Mentre, nel Belpaese, il ministro dei Trasporti Del Rio ha annunciato un ‘test a campione‘. Possibili  ricadute negative sull’occupazione anche nel nostro Paese.

L’UOMO DELLA SPERANZA. Gli ‘spazi’ che, giorno dopo giorno,  papa Francesco sta occupando ( o rioccupando)  nel Mondo moderno, sono davvero numerosi e spesso sorprendenti. Soprattutto tra i non credenti. Evidentemente quella ‘Chiesa’ verso la quale ( secondo la promessa evangelica) ‘ le forze del male mai prevarranno‘, ha radici assai più robuste e diffuse di quanto non vogliano far credere i suoi innumerevoli detrattori.
In questi giorni papa Francesco si è spostato da Cuba agli Stati Uniti.Il presidente Obama ha accolto l’uomo in bianco, figlio di emigranti piemontesi, definendolo ‘ simbolo della speranza’. Speranza, già, speranza. In un Mondo dove la proprio la speranza ( per ragioni e modalità diverse)  s’è affievolita in  milioni di uomini , alimentando così  un clamoroso e diffuso  desiderio di recupero di certezze anche attraverso  fede e valori   d’ impronta cristiana, per decenni duramente contrastati e perfino negati.
Cuba ha riaperto le porte alla Chiesa di Roma. E anche gli Stati Uniti hanno allargato le braccia all’uomo in bianco venuto dalla fine del Mondo. Con calore. Come si fa con un amico lungamente atteso. E al quale si concedono riguardi davvero speciali. Come quello di poter parlare al Congresso nazionale. Perchè il suono della sua voce,  tra quelli più agognati, ottenga il massimo ascolto possibile, per (re)incominciare  a dissolvere le nebbie di un esistenzialismo laico spesso sfuggente e  insoddisfatto.
Papa Francesco ha parlato alle Nazioni Unite, ha incontrato i rappresentanti delle fasce deboli dell’opulenta società americana, è stato a Filadelfia. Ovunque un bagno di folla, entusiasta e sovente in lunga e paziente attesa. A suggello d’una attenzione del tutto speciale per il ‘maggiore leader religioso e morale del Pianeta‘.

Papa Francesco,dunque, ha profondamente colpito anche l’America. ” ( Si è trattato) di un’ondata di simpatia e commozione – testimonia Massimo Gaggi sul Corriere - che non significa necessariamente condivisione di tutte le idee del Pontefice, ma che sicuramente è destinata a incidere sull’agenda politica e sociale degli Stati Uniti, quantomeno in termini di riflessione sulle priorità. Questo vale per i mutamenti climatici, ma anche per le diseguaglianze economiche. A questo punto, sono in  molti quelli che si chiedono se sia davvero giunto il momento di agire”.

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