Emilia Romagna. Una regione ‘dop’. Nel primo trimestre 2015 l’export agroalimentare è cresciuto del 4,5%.

Emilia Romagna. Una regione ‘dop’. Nel primo trimestre 2015 l’export agroalimentare è cresciuto del 4,5%.
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EMILIA ROMAGNA. Emilia-Romagna: una Regione dop. Presentati a Milano i numeri dell’agroalimentare della nostra Regione. Il consigliere regionale Gianni Bessi ‘La provincia di Ravenna traina il settore con una produzione che sfiora i 5 miliardi’. 

Nel primo semestre del 2015 l’export agroalimentare in Emilia-Romagna è cresciuto del 4,5%. Un trend che trascina uno dei settori chiave della provincia di Ravenna e dell’intera Regione.’

Il consigliere Regionale Gianni Bessi, riflette sui numeri del settore agro-alimentare regionale presentati ieri a Expo alle delegazioni straniere.

L’inaugurazione di Mac Frut e il successo di Expo, offrono continue occasioni per riflettere e rilanciare politiche di sostegno a questo settore  – sottolinea Bessi. La ‘carta d’identità’ presenta ieri a Milano fotografa infatti l’Emilia-Romagna come una delle regioni leader dell’agroalimentarecon una produzione che vale 20 miliardi di euro, il 15% del fatturato totale nazionale e rappresenta il secondo settore manifatturiero regionale. Significativo anche l’impatto occupazionale che per l’agricoltura significa 65 mila addetti nel 2014 (con un aumento dell’occupazione femminile dell’1,9%).

Se si considerano anche gli importanti settori collegati, quali quelli della ristorazione, della distribuzione e della produzione di macchinari e attrezzature – sottolinea il consigliere regionale Bessi - il totale dei lavoratori impegnati direttamente e indirettamente nel comparto agroalimentare emiliano-romagnolo arriva a oltre 300 mila unità. - evidenzia Bessi che sottolinea anche il ‘peso’ della provincia di Ravenna nel settore. ‘La vocazione all’agricoltura coinvolge anche l’intera provincia ravennate che ha segnato un valore di produzione dell’ultimo esercizio che sfiora i 5 mld di euro ben distribuita sull’intera provincia: 1 miliardo e 550 milioni nel Faentino, 1 miliardo e 800 milioni nel Lughese e 1 miliardo e 550 milioni nel ravennate.Da un’agricoltura altamente specializzata un’industria alimentare che vanta grandi marchi, una forte propensione all’export e prodotti campioni del made in Italy. L’agroalimentare - conclude Bessi - è un asse portante della nostra economia ma anche della nostra identità.

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