Forlì. I ‘Grandi sassi della memoria’ saranno scoperti in occasione dell’importante pagina della Resistenza.

Forlì. I ‘Grandi sassi della memoria’ saranno scoperti in occasione dell’importante pagina della Resistenza.
Liberazione e resistenza, Forlì,. Immagine di repertorio

FORLI’. Incontro alle ore 10.30 nei pressi dei poderi Sassoni e Nocina (lungo la Strada per Spinello) per ricordare l’importante pagina della Resistenza che vide patrioti, partigiani e contadini impegnati nel salvataggio di numerosi ufficiali e militari Alleati. Sabato 3 ottobre 2015, alle ore 10.30, nei pressi dei poderi Sassoni e Nocina nella campagna di Santa Sofia (lungo la Strada per Spinello), saranno scoperti i ‘Grandi Sassi della Memoria’, in ricordo della ‘trafila patriottica’ e dell’importante impegno per il salvataggio di ufficiali e soldati Alleati e per il contributo alla Liberazione del territorio. Questo segno della memoria è deposto in ricordo di tutti gli uomini che misero a rischio la propria vita nella difficile missione.

Fra questi l’avvocato di Santa Sofia Torquato Nanni, i forlivesi Arturo Spazzoli, Tonino Spazzoli e Giorgio Bazzocchi, il giovane Bruno Vailati e altri uomini legati alla rete partigiana attiva nell’Appennino forlivese e in collegamento con i sevizi di intelligence americano e britannico. I ‘Grandi Sassi della Memoria’ ricordano anche l’impegno, il sacrificio e la solidarietà di tutte quelle decine di famiglie dell’alto Bidente che abitavano nella zona e che prestarono il proprio aiuto ai militari e alle forze della resistenza civile in transito; fra queste Bovicelli, Castellucci, Mordenti e Rossi.
All’evento, promosso da Comune di Santa Sofia e Comune di Forlì, in collaborazione con l’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese e la Provincia di Forlì-Cesena, interverranno Daniele Valbonesi, Sindaco di Santa Sofia, e Davide Drei Sindaco di Forlì.
Terminata la cerimonia di scoprimento, l’iniziativa proseguirà presso la sala incontri dell’agriturismo ‘La Nocina’ con un convegno didattico rivolto agli studenti. ‘La trafila democratica e il cammino per la libertà’, questo il titolo dell’incontri, vedrà gli interventi di Gabriele Zelli, Consigliere delegato della Provincia di Forlì-Cesena, l’Assessore del comune di Santa Sofia Goffredo Pini (pronipote dei fratelli Spazzoli), Oscar Bandini, giornalista e ricercatore storico, Liviana Rossi, Presidente della sezione ANPI di Santa Sofia. Concluderà la riflessione Antonio Spazzoli, nipote di Tonino Spazzoli. Saranno presenti all’incontro testimoni e familiari dei protagonisti della vicende storiche.

SCHEDA STORICA 

Dopo l’8 settembre 1943, in seguito all’armistizio fra Regno d’Italia e Alleati e prima dell’occupazione nazista di gran parte della penisola, molti prigionieri britannici e americani fuggirono dai campi di prigionia. Fra questi anche un gruppo di alti ufficiali e sottufficiali dell’esercito inglese fuggiti dal luogo di prigionia, dove erano detenuti nei pressi di Firenze, raggiunse il Monastero di Camaldoli e da lì, grazie all’aiuto dei monaci e ai contatti con patrioti romagnoli, valicò i crinali dell’Appennino per stabilirsi in poderi montani del territorio di Santa Sofia. La prima base operativa della trafila patriottica fu al podere Sassoni. Poi attraverso una catena di soccorso e solidarietà coordinata dall’avvocato santasofiese Torquato Nanni, diverse famiglie contadine li ospitarono per settimane e mesi, nell’area compresa fra la strada per Spinello e le zone di Poggio alla Lastra e Strabatenza. Quindi, coinvolgendo un gruppo di patrioti, venne organizzata una vera e propria ‘trafila’ romagnola che ricorda quella risorgimentale che salvò Garibaldi, in un’odissea dai monti alle linee alleate che si protrasse sino al maggio 1944. Il soccorso fu corale: decine e decine di famiglie della montagna prestarono aiuto alle centinaia di militari in transito. Lo documenta l’Allied Screening Commission (la Commissione Alleata di Verifica) che ha individuato, podere per podere, salvatori e salvati. Lo stesso primo ministro inglese Churchill fu coinvolto nella vicenda, esprimendo grande apprezzamento e gratitudine.

Diversi furono i destini dei protagonisti: i due fratelli Arturo e Tonino Spazzoli furono trucidati dai nazifascisti nel successivo agosto 1944; Torquato Nanni fu ucciso da un gruppo gappista nella tenuta di Malacappa nell’aprile 1945, a Bologna liberata; Bruno Vailati divenne nel dopoguerra studioso ambientalista e grande regista cinematografico. Le famiglie dei contadini della montagna continuarono a vivere di duro lavoro e umiltà nei poderi dell’alto Bidente.

 

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