Savignano sul Rubicone. Piadiniamo sbarca in Olanda grazie al gemellaggio enogastronomico tra la città e Amsterdam.

Savignano sul Rubicone. Piadiniamo sbarca in Olanda grazie al gemellaggio enogastronomico tra la città e Amsterdam.
Gianmarco Casadei Amsterdam piadina

SAVIGNANO SUL RUBICONE. Da ‘Pane E Tulipani’ di Silvio Soldini a ‘Piada e tulipani’ di Gianmarco Casadei‘Piadiniamo’ esce dai confini della Romagna e dell’Italia per andare a ‘invadere’ l’orange Olanda e il suo ideatore insegna a far la piadina anche a quelli con gli zoccoli di legno.

Metti Amsterdam, tra biciclette e intrattenimenti vari. Metti tre imprenditori, due friulani e una cesenate – Mariagiulia Biguzzi – che hanno preso la pazza idea di Samuele Bersani di ‘esportare la piadina romagnola’ anche in Olanda. Metti un’attività di prossima apertura, ‘Piadina Bar’, in centro alla capitale, a pochi passi dal museo Heineken in Stadhouderskade. Serviva solo qualcuno che preparasse il menù e facesse un corso di piadina accelerato. E la scelta è caduta proprio sull’ideatore della kermesse della piada savignanese, Piadiniamo. E Gianmarco Casadei, non appena terminata assieme a quei ragazzi di i-Fest l’impresa della Notte Bianca a Savignano, ha fatto armi, bagagli e matterello ed è volato ad Amsterdam per insegnare l’arte del crescione.

‘Sono rimasto ad Amsterdam cinque giorni – spiega Gianmarco, di mestiere chef nonché organizzatore di eventi –. Cinque giorni in cui ho raccontato la passione di Romagna e la tradizione che ha portato un piatto povero come la piadina a rendere una terra famosa in una nazione e oltre allo staff di Piadina Bar. E a capire come lavorare su una ricetta con l’acqua olandese’.

Già, perché l’acqua ad Amsterdam è molto più dura che qui da noi: ‘Ci siamo orientati su un prodotto per vegetariani – prosegue –, quindi abbiamo sostituito l’olio allo strutto e abbiamo lavorato sulle misure, trovando quindi la ricetta giusta per il prodotto che volevamo. Gli ingredienti saranno il più possibile di casa nostra, con qualche formaggio del Friuli per unire le due diverse ‘radici’ dei titolari’.

Casadei spiega anche il perché gli imprenditori si siano orientati verso i-Fest e Piadiniamo: ‘Piadiniamo a Savignano è diventato un ‘brand’ che richiama attenzione. Non parliamo poi di chi ci ha studiato e ha provato a replicare il carattere tra tradizione ed enogastronomia che ci contraddistingue. È stata un’esperienza con cui dovevamo confrontarci, prima o poi: credo che Piadiniamo debba iniziare a guardare anche oltre la Romagna, per far conoscere la nostra cultura attraverso i sapori, cercando contemporaneamente nuovi modi di approcciarsi alla nostra piadina per rimanere sempre al passo con i tempi’.

In tal senso, una delle missioni mai nascoste dei ragazzi di i-Fest di cui anche Gianmarco fa parte, è stata sempre quella di ‘bradizzare’ la Romagna connotandola con la piadina. Piadiniamo non è solo una manifestazione annuale fine a se stessa che ha comunque fatto scuola, ma è un vero e proprio nuovo approccio al tema gastronomico per creare situazioni di integrazione artistico-culturali legate ai temi del food ma che permettano, nel contempo, di mettere sotto il riflettore il luogo dove queste situazioni vengono create. Come Savignano. Come la Romagna.

Nella foto: Gianmarco Casadei mostra allo staff di Piadina Bar come si fa una piada romagnola. 

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