Non solo sport. Milan: ‘ Una volta rotto, il vaso, vallo a rifare nuovo!’. Carolina: il cigno, tornerà in pista.

Non solo sport. Milan: ‘ Una volta rotto, il vaso, vallo a rifare nuovo!’. Carolina: il cigno, tornerà in pista.
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LA CRONACA DAL DIVANO ( CON AMICI). Avvertivamo da un pezzo che il Diavolo di quest’anno è un incompiuto. Soprattutto dalla metà campo in giù. Kucka, Monte, Nigel etc non fanno certe cose semplicemente perchè non sanno farle. Inutile, quindi, strigliarli, minacciarli, metterli in castigo. Il caro don Abbondio, non essendo nato con un cuore da leone,  ’ scansava tutti i contrasti, cedendo in quelli che non poteva scansare’.
Purtroppo, capita bene e spesso di avere a che fare con individui simili o di  allestire gruppi o squadre di questo tipo.In teoria, qualcuno, a monte, prima di sborsare soldi, certi caratteri dovrebbe capirli con anticipo, ma tant’è che questo non sempre è possibile. E capita allora di assistere a spettacoli imbarazzanti, come in quel  San Siro di nuovo ricolmo di gente ma anche di nuovo deluso. La truppa del Sinisa, infatti, è roba da centro-bassa classifica e non certo da trascorsi allori.
Il silenzio minaccioso della proprietà Milan sa di grottesco. Anche perchè se c’è qualcuno che dovrebbe inc… quello non è il Berlusca ma il Sinisa. Dopo Allegri ( quarto anno), Seedorf, Pippo, non è possibile bruciare un altro valido conoscitore di calcio per cose che spettano alla società e non ad altri. Sì, è vero che il Berlusca, quest’anno, s’è svenato, ma i danni fatti nel quinquennio precedente rendono insufficienti certi  tardivi e parziali ripensamenti. Il Berlusca, questo, avrebbe dovuto saperlo. Da tempo.

I vecchi saggi infatti ammonivano: ” Una volta rotto, il vaso, vallo a rifare nuovo!”. Per fortuna nostro il Campionato è più bello che mai. Tutto da vedere, tutto da soffrire, con quella Viola miracolosa; e non come in Germania, dove il Bayern già ad ottobre ha la Bundes in tasca.

NOTTI DI CHAMPIONS. I comportamenti Champions della Roma sono, almeno per noi, incomprensibili. Certo. Non ce li spieghiamo. Come fa infatti una squadra che con quei tre punti scavalca il turno  non fare nulla di nulla ( vedi primo tempo) per portarseli a casa, a danno ( per lo più) d’una avversaria tosta ma non imbattibile?
Garcia, quindi, uguale a Benitez: tecnici di ventura, entrambi,  venuti dall’Altrove, che al momento d’entrare nel cuore della battaglia ‘patteggiano’  come il conte di Carmagnola.
E peggio. Ad uno dei nostri, gli avrebbero fatto fare la fine di San Lorenzo; costoro, invece, sono giustificati, compresi e perfino lustrati. Vien da dire: teneteveli!
LE ANGLIE IN AFFANNO. Se neppure  Mou Mou riesce a far stare a galla una di Premier siamo alla frutta.  Eppure c’è chi non smette di celebrare i pedatori d’Albione. I nostri  anglofoni nostrani. Loro, infatti, già sott’acqua, muti ( e allibiti) come tanti pesciolini colorati dentro i loro lucenti acquari.
Nel secondo turno di Champions Chelsea e Arsenal le hanno prese, e  non male; City e United  si sono salvate, ma in rimonta. Nel secondo di Uefa, invece, il Tottenham ha battuto il ‘famoso‘ Qarabag  e il Liverpool ha pareggiato in casa con il ‘terrificante‘ Sion. Vogliamo confrontarle con le nostre? In Champions, vittoria della Juve e dormita della Roma; in Uefa, tre vittorie su tre. Che dicono i tifosi d’Albione? Anche perchè, procedendo in questo modo,  chissà se lo sanno, è quasi per noi assicurato dal 2016  il recupero del terzo posto Uefa. E a danno, lo si dica in giro, di quello che i nostri menestrelli subacquei celebrano da anni quale ‘ migliore torneo di calcio al Mondo’.

IL RITORNO DEL CONTE DRACULA. Qualificazioni europee. Se il Conte ce la fa con l’Azeirba passa; in caso contrario, deve aspettare e battere la Norvegia. Comunque sia siamo sempre  lì, al filo appesi. E sempre con i soliti lamenti.
Le squadre di Serie  A – sottolinea Oriali – non fanno giocare i giovani italiani. E la base a cui attingere resta povera. A noi, invece, pare che i giovani ci siano, eccome. Il problema è che, ai giovani, non gli si da fiducia, più di tanto. Ora è il momento del piccolo e geniale Insigne, speriamo duri; mentre il Balo fa concorrenza alla Sfinge.

BARBARA NEL TRITATUTTO. Dicono che assomigli, per molti versi, al padre. Eppure, noi, dal divano, avevamo avuto una impressione diversa. L’operazione Casa Milanci aveva convinto d’essere in presenza d’una giovane rampolla di uomo potente, capace di però di cavarsela di suo. E invece, che siamo costretti a vedere?
Un giorno la illudono con la promessa d’un nuovo stadio, indispensabile, e il giorno dopo glielo negano; un giorno le consentono di farsi un suo organigramma dirigenti ( Sogliano, Maldini etc.) , il giorno dopo glielo stracciano ( tant’ è che sembra sulla via del ritorno l’Ariedo di millenaria  militanza rossonera); un giorno le dicono di girare per il Mondo in cerca di danari, il giorno dopo la bloccano con un certo mister Bee dal pirotecnico portafoglio.

Insomma, che volete faccia questa brava  ragazza? Glielo date o no  il Milan? Vi decidete o volete farci restare tutti quanti ( per un altro decennio almeno ) nelle ambasce ? Anche perchè (  voglia o no il vetusto Berlusca) una rivoluzione al Diavolo occorre, eccome, e perfino in gran fretta. Un altro quinquennio come il trascorso, infatti,  e il brand del Milan varrà poco più d’un aperitivo da tardo pomeriggio nel dolce tramonto sui Navigli. Diteglielo, almeno. Perchè è forse a questo che rimugina mister Bee.  Anche perchè non è umano tenere Barbara in quella specie di tritatutto. Ci sembrano  energie ( e speranze ) preziose  gettate al vento.

ALTRE DI SPORT. Alex Swhazer cerca di rientrare. Se non dalla porta, almeno dalla finestra. Dopo quel che disse sui misteri che accompagnano i marciatori d’Olimpia, come farà a batterli di nuovo nutrendosi di bresaola e insalatina lo sa solo lui. fatto è che, lui, a Rio ci vuol essere. I suoi tempi sono sbalorditivi. Vincesse, farebbe venire l’emicrania a quelli della Wada e non soltanto.
Intanto, però, la sua ex fiamma, è stata accontentata. Giustamente. Una volta tanto il buon senso ha vinto. Togliere al mondo un simile prodigio di grazia e bellezza per qualcosa che molti altri avrebbero dovuto fare al posto suo, non era da autolesionisti ma da sadici. Diciamo che hanno tentato il solito ‘capro espiatorio‘, per fortuna bucando. Ora, a Carolina, non resta che una manciata d’anni per farci gioire della sua classe inimitabile, fornita direttamente non da farmaci ma da Madre natura.
Federica: guai a chi vuole portarle via il vessillo tricolore! Quello è suo e nessuno glielo può toccare. Del resto, vanità a parte, la nostra Fede ha dato tanto, davvero tanto, allo sport azzurro. Tanto ce  lo sta dando anche il nostro Nibali. Vincitore di quel Lombardia che  per Coppi era il vero Mondiale. Vincenzo, ora, sta meditando se tornare il prossimo anno al Giro ( il 99°, bellissimo) o optare di nuovo per il Tour ( ?) .

Quelli dl rugby hanno tirato il petto in fuori coi cagnacci ( imbattibili)  d’Irlanda. Ma è valso a poco. Speriamo, inoltre, che per lo sforzo fatto non abbiano a patire la Romania, proprio sulla nostra rotta per la qualificazione ai prossimi Mondiali.

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