Non solo calcio. Nuova inchiesta. Ma anche nuove (vere) pagine di sport. Lewis e il sogno segreto della ‘rossa’?

Non solo calcio. Nuova inchiesta. Ma anche nuove (vere) pagine di sport. Lewis e il sogno segreto della ‘rossa’?
Hamilton e Ferrari images

LA CRONACA DAL DIVANO (CON AMICI). Ci risiamo? Diritti tivù calcio di nuovo nell’occhio della Magistratura. Perquisite le sedi di Genoa e Bari. Qualcuno cerca di defilarsi, ma i Pm indagano su eventuali aiuti ‘illegali’ alle società. Arrestato un fiscalista. Ma andemm innanz. Perchè le pagine (vere) di sport ci sono state, eccome, anche in questi due ultimi weekend.
Nello scorso fine settimana, Valentino ha guadagnato 4 punticini a Lorenzo quando sembrava condannato al peggio; Hamilton s’è messo in tasca il terzo titolo; la banda del rugby se l’è cavata in extremis con la Romania, ottenendo la qualificazione al prossimo Mondiale; s’accendono e si spengono ( come le ragazze)  quelli della pallavolo, che per la Francia devono essere diventati l’equivalente di Babbo Natale. Per fortuna i nostri  han rimediato con l’umile Finlandia.

Nel frattempo, esaurita con la Norvegia la pausa della Nazionale, torna il campionato. Con Inter-Juve. Che bello!

IL NOSTRO VALE. Probabilmente, quando Vale apprenderà la moto al chiodo occorrerà aspettare un altro secolo ( o giù di lì) per rimirarne uno di simil fatta. Il Decimo titolo potrà arrivare o meno , ma quegli spettacoli che lui contribuisce in massima parte a dare chissà se li rivedremo più? Subito, non di certo. Madre Natura deve ricordarsi dove ha nascosto lo stampino. Le occorrerà, senz’altro, del tempo. Molto tempo.
Intanto possiamo (ri)accomodarci davanti alla tivù per assistere a queste tre gare finali. La prossima in Australia, a Philips Island, pista adorata da nostro Vale. Il suo avversario è sempre quel  maiorchino degno del massimo rispetto. Perchè  campione dentro e fuori dall’agone. Un agonista che renderà ancora più brillante, caso fosse, perchè  ancora è tutto da guadagnare, il Decimo del Vale.

HAMILTON E LA ROSSA. L’armeggiare interessato del vincente Hamilton attorno alla ‘rossa’ in quel di Sochi, ha incuriosito e non poco. La sua ci è parsa  un’attenzione devota, più che curiosa. Probabilmente si stava chiedendo ” Ma che avrà di speciale quella macchina che tutti, proprio tutti, vogliono cavalcare?”. Lewis , tra uno sbadiglio e l’altro, deve avere approfondito l’argomento. Anche perchè vincere così, a mani basse, che gusto ( e merito) c’è?
Se va avanti così dei titoli che va ponendo in bacheca si ricorderanno tra sì e no i suoi parenti più stretti. Cui prodest ?, infatti, continuare a farsi dare pacche sulle spalle dal ‘traditore’  impudente di Lauda che se si è guadagnato un briciolo d’immortalità lo ha fatto solo e soltanto guidando quella macchina prodigiosa?
Buon’idea quindi quella di Lewis, perchè andar a scrutare il possibile del nemico è sempre meglio che dileggiarlo. Solo che, a rimirar la ‘rossa’ non basta. Quella, che è figlia di dei, si concede solo quando vuole lei. Inoltre occorre che accetti di farti salire in groppa. E portarti per le piste del Mondo, a far sognare la gente.
Seba, un germano solare e arguto, un vero prototipo di nuova Europa, certo di quelli che preferiscono fondersi coi Latini piuttosto che scannarsi, l’ha già capita. Da tempo. E il suo grido ‘ Forza Ferrari’ resterà, eccome, nel tempo, oltre agli almanacchi, più ancora dei suoi quattro Mondiali.
Dicono che la ‘rossa’ voglia digrignare li denti anche in  queste ultime prove stagionali, con i titoli già assegnati. A noi va bene. Anche perchè se stiamo qualche ora in tivù non per vedere questo o quello, ma solo la ‘rossa‘ sfrecciare da una parte all’altra del Pianeta con il suo inestimabile carico di doni.

CONTE VA O RESTA? Chi dovrebbe andarsene sono i tanti commentatori, esterofili, sciocchi o meno, che popolano i nostri media. Vecchi o giovani poco cambia. In un network molto popolare, una manciata di nuovi Brera dissertavano sulla conditio del nostro conte Dracula, ora alla guida della Nazionale.
Per i giovanotti il Conte se ne andrà, e in tempi brevi, liberandosi quanto prima  della gabbia in cui s’è fatto chiudere dopo l’esperienza alla Juve. ” Non lo vedete? – indicava uno- Sembra un leone in gabbia, che non vede l’ora di telare al vento”. Sì, telare al vento, ma per puntare  dove? Qualcuno diceva all’isola d’Albione, qualche altro alllo spendaccione Psg, mentre in pochi tenevan desta la soluzione italica, con ‘povere’ Milan e Roma alla finestra.
Il luccichio del danaro ottenebra ormai ogni ragionamento. Perchè sembra che uno debba fare a gara con il prossimo suo incassando per quanto più si può. Vivere, insomma, per qualche conto corrente  o qualche griffe in più. Conte, in questo contesto,  perchè dovrebbe fare l’eccezione?  Tanto, che volete farci, l’eterno non è tutto quaggiù?
Tra un palmizio e l’altro, davanti a mari da sogno?  Mentre,  di quel che terranno in serbo quei poveracci che popolano gli spalti, chi se ne frega? A loro, al massimo, di tanta altrui fortuna, resterà un ricordo, un’emozione, un salto sul divano davanti ad un gol inaspettato. E magari in maglia azzurra.
Quella che, più d’altre, fa sentire orgogliosi di essere parte d’un popolo non sempre popolo. Dire, dunque, che uno è un leone in gabbia nel box d’una squadra candidata alla Pentacoppa, è un po’ come recare sfregio a una delle numerose opere d’arte che teniamo (nascoste) qua e là. Non vi pare?  Pensate: il  ’Paese della bellezza‘ abitato da una infinità d’incoscienti che fan paura. Il peggio è che, questa volta almeno, erano tanti baldi giovanotti. Che si lustravano l’un l’altro d’ essere, angelicamente, uomini di concetto.

ALTRI SPORT. Poco o nulla da sperare da certe squadre azzurre. Le ragazze della pallavolo dopo aver regalato passa ( e titolo) alle russe se ne sono tornate a casa più meschinelle che mai. Speriamo imparino. Stesso discorso per i maschietti. Che però possono ancora rimediare. Con la Russia, ai quarti.
Certo che, complicarsi la vita è una passione nazionale, soprattutto quando invece che mollare gli ormeggi si devono stringere i nodi. Un saluto, infine, ai gigantoni del rugby: se pensano di andare avanti così meglio si rassegnino a platee di periferia. Infatti, qualcuno, vorrebbe scalarli dal Sei Nazioni.

 

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