Dovadola. Ultimi giorni per visitare la mostra ‘Quando l’arte è F.A.T.A. Fuoco, Acqua, Terra, Aria’.

Dovadola. Ultimi giorni per visitare la mostra ‘Quando l’arte è F.A.T.A. Fuoco, Acqua, Terra, Aria’.
Dovadola, immagine di repertorio

DOVADOLA. Si concluderà domenica 18 ottobre 2015 la mostra ‘Quando l’arte è F.A.T.A. Fuoco, Acqua, Terra, Aria’, organizzata dall’Associazione Artisti Dovadolesi con i patrocini della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Forlì-Cesena, dell’Unione di Comuni della Romagna Forlivese e dei Comuni di Forlì e Dovadola. Ancora per qualche giorno, prima che l’esposizione venga trasferita a Forlì, nel settecentesco oratorio di Sant’Antonio, via Tartagni Marvelli, Dovadola, si potranno ammirare le opere dedicate al tema Terra dei seguenti artisti selezionati da Serena Venturelli e Marisa Zattini: Claudio Balestracci, Oscar Dominguez, Giovanni Fabbri, Luca Freschi, Daniele Masini.
‘Qualcuno potrebbe chiedersi – scrive il sindaco Gabriele Zelli nell’introduzione del catalogo che accompagna la mostra – come mai con tanti problemi da affrontare, come ad esempio la crisi  e i cambiamenti climatici, Dovadola continua, nel suo piccolo, a investire in cultura. In effetti a volte verrebbe la tentazione di dire che i problemi sono altri, o dire che con la cultura non si mangia, come fece qualche anno fa un ministro italiano incoraggiando tagli a università, centri di ricerca e biblioteche. Ma sono discorsi senza senso. Ormai è noto che i beni culturali sono motivo di sviluppo economico in molti paesi, dal Louvre di Parigi agli Uffizi di Firenze, fino alle piramidi d’Egitto e all’Isola di Pasqua. Piuttosto c’è da chiedersi se ai fanatici che oggi vorrebbero mettere bombe tra le navate della cattedrale di Notre-Dame sia stata data la possibilità di guardare veramente la straordinaria chiesa parigina, di capire cosa rappresenta. O se invece siano stati costretti a passarle davanti, e a vederla come simbolo di una società che li confina a vivere in una bidonville. È su questo che occorre soffermarsi a riflettere per mettere un argine al terrorismo e ai conflitti perché può servire più un affresco di Giotto che un muro fatto per dividere.
Molta gente nei secoli si è uccisa perché non si conosceva abbastanza. La comprensione interculturale può ridurre gli scontri e far nascere nuove forme di fratellanza. Ogni siamo di fronte al viavai continuo di popoli che iniziano a conoscere il patrimonio di culture e di architetture di popolazioni di cui prima ignoravano l’esistenza. La cultura è quindi importante per la comprensione reciproca. Anche se a lungo è stata oggetto di incomprensioni. Fin dall’inizio del XX secolo l’Europa considerava barbara l’arte africana, poi le avanguardie artistiche e le loro provocazioni hanno permesso di scoprire la bellezza delle opere realizzate in quel continente. Oggi, gli scambi di esperienze culturali non eliminano razzismo e xenofobia, ma proprio in un mondo dominato dai conflitti la cultura può avere una funzione positiva ed essere uno, anche se uno soltanto, degli elementi di salvezza per il mondo globalizzato. La conoscenza di altre culture non elimina l’odio e la diffidenza per chi è diverso da noi. Non dobbiamo fingere e pensare che con il contatto culturale si possano salvare i bambini che muoiono di fame in Africa. Ma non dimentichiamo che è stato anche su sollecitazione culturali che tanti volontari sono partiti verso paesi in difficoltà, scoprendo, tramite una cultura differente, che quei popoli erano uguali a loro e a noi.
Se si condivide quanto brevemente accennato si comprende – prosegue il sindaco Zelli – perché il Comune di Dovadola continua a investire in cultura, con la consapevolezza di essere un piccolo ente e avere limitatissime capacità finanziarie ma sostenendo sempre tutte le iniziative che le associazioni locali intendono promuovere e organizzandone in proprio. Anche quest’anno l’appoggio è stato riconfermato per le mostre promosse dall’Associazione Artisti Dovadolesi, sia quella che ha come protagonisti gli artisti del posto sia la mostra che vede protagonisti gli artisti ai quali è dedicato questo catalogo, che si sono cimentati, per la rassegna ‘Quando l’arte è F.A.T.A. (Fuoco, Acqua, Terra, Aria)’, con il tema Terra, inteso come il corpo celeste sul quale vivono gli uomini, attualmente l’unico sul quale siamo certi esista la vita. Com’è noto il nome del nostro pianeta trae origine dalla mitologia romana : Terra, ‘Tellus’, era nell’antica Roma la personificazione della terra nutrice onorata talvolta sotto il nome di Terra Mater  (Madre Terra), per lo più identificata con la dea ellenica Gaia. Non a caso a studiarla in maniera ‘scientifica’ furono i filosofi greci del periodo ellenistico, ai quali si devono molte delle brillanti intuizioni, poi verificate con gli attuali strumenti scientifici, sulla natura del mondo in cui viviamo.  Le opere in mostra ci devono stimolare a chiederci quale terra e quale vita sulla terra vogliamo in prospettiva’.
La mostra resterà aperta secondo i seguenti orari: giorni feriali 16.30 – 18.30, domenica 18/10 9.00 – 13.00 e – 14.00 – 20.00.
Ingresso libero. Per informazioni 3493737026.

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