Non solo calcio. Europa: improvvido Garcia; svanito Allegri. Quando per quei pochi si tolgono gioie ai molti.

Non solo calcio. Europa: improvvido Garcia; svanito Allegri. Quando per quei pochi si tolgono gioie ai molti.
Sabattini e Garcia

LA CRONACA DAL DIVANO ( CON AMICI). Tempo di Coppe. L’overture è toccata alla Roma, martedì 20,  di scena a Levekusen. Per una patita da tregenda, con un risultato davvero rocambolesco. Avanti il Bayer per 2 – 0, rimonta della Roma fino al 4-2 e pareggi finale 4-4, ottenuto dagli alemanni proprio allo scadere del tempo regolamentare. “Cose mai viste, almeno da 15 anni a questa parte ” ha commentato Rudy Woller.
Purtroppo però di risultati ( più o meno analoghi) la roma del Garcia ne colleziona assai. La gestione internazionale del tecnico franco-ispanico è infatti non tanto fallimentare ( due sole vittorie, poi solo pareggi e batoste) quanto sconcertante. Come si faccia prendere  in 20′ tre gol dal modesto Bate ci era apparsa vicenda strana; ma queste altalene, replicate, con il tedeschi, sono un eloquente biglietto da visita delle ‘ abilità’  internazionali del tecnico romano.
Qualcuno cerca di scagionarlo. Del resto è  straniero, e noi con gli stranieri siamo sempre molto ossequiosi. Dai tempi di Carlo V ( e prima). E buonisti. Ma come si faccia a distribuire colpe quando una squadra che ha più volte in mano il passaggio del turno, si faccia in quattro per farsi gabbare, non ci è dato da capire.
Ma non spetta all’allenatore distribuire e adattare ( a seconda dell’andamento dell’incontro) le forze in campo? Se vai in visita ad una modesta perchè non avvisi i tuoi di non abbassare ugualmente la guardia, per non trasformare un coniglio in un leone? E se vai in vantaggio di due gol a dieci dalla fine, caro Garcia, come puoi fartene fare altri due in un sol minuto e ( per di più) a giochi fatti? Non potevi provvedere all’uopo? No? Sollevammo gli stessi quesiti lo scorso anno con il Benitez napoletano. Tanto generoso da regalare ad un’altra modesta l’accesso in una finale Uefa. Quei punti ci avrebbero fatto carne e sangue nel ranking. Li volete così?  Ebbene, cari esterofili, potete tenerveli!

Noi, e i gusti son gusti,  a questi tecnici da importazione preferiamo  gli ex bancari come il nostro Sarri.  Guppo E: Barca punti 7; B. Leverkusen 4; Bate 3; Roma 2.

Come non fosse bastato con la Roma, ecco aggiungersi all’elenco ‘ allenatori allo sbando’ anche l’Allegri juventino. Avrebbe dovuto portarsi a casa una vittoria certa, il livornese, s’è invece fatto impapocchiare, imbottigliare, annullare,  da una onesta formazione germanica, solo di recente ripresa dopo un avvio drammatico. Formazione di partenza non proprio ideale, cambi a farfalla, Dybala tenuto in panca fino a 10′ dalla fine e tante altre mancanze che hanno sollevato antichi dubbi sul tecnico toscano.
Se alla mille difficoltà ( e incognite) delle partite di Champions si aggiungono anche i comportamenti lunatici degli allenatori in momenti certamente topici, possiamo chiudere bottega e pensare ad altro. Gli esterofili, sempre pronti a cogliere la palla al balzo, ringrazieranno. Tanto più che due inglesi sono tornate a vincere: l’Arsenal degli incompiuti niente meno che contro il Bayer, e il City luci di Natale al 91′ col Siviglia. Attestando il Gruppo D in questo modo: Juve, punti 7; City 6; Siviglia 3; Borussia M. 1.

E ora sotto con l’Uefa. Il ranking s’aspetta nuovi passi avanti.

IL CAMPIONATO.  Ancora echi sul derby mondiale tra Inter e Juve, nel mitico stadio di  San Siro che ha visto sollevarsi tutte le più importanti coppe internazionali in palio nel mondo del pallone. Uno stadio sempre magnifico, e in corso di lifthing per la prossima Coppa dei Campioni. Affollato da almeno 80 mila spettatori, civili, entusiasti, per una festa che una volta tanto è stata  un bell’esempio anche per i 198 Paesi del Mondo collegati ( 44 le tivù, oltre 500 milioni l’audience).

Che ci sia ancora qualche bacucco a dir male del nostro patrimonio calcistico, non è dato a capire. Ma tant’è. I gusti sono gusti. E in un Paese dove ‘ il dir male dell’altrui‘ tanto godimento offre, nulla ci sorprende più. E tuttavia il calcio italiano ( tra i due o tre più titolati al Mondo) non ha affatto perso il suo antico  appeal.
Tra l’altro il livello è sensibilmente cresciuto. In serie A, ma anche in serie B ( magnifica, goleada a parte, la partita Cesena-Spezia).
Inoltre, da quel che abbiamo appresa dalla conferenza organizzata per la presentazione di J Village della Nostra Signora del calcio, abbiamo motivo di pensare che non solo andiamo a rimorchio ma che, almeno in questo caso, cominciamo a marciare davanti agli altri. Il progetto alla Continassa, infatti, nulla ha da invidiare alla Ciudad Deportiva del Real, alla quale, semmai, ha aggiunto qualche importantissima novità.
E se Thohir vuol rifare il mitico stadio di San Siro, mentre a Napoli ci si sgomita per un nuovo San Paolo, così come a Roma per il nuovo Colosseo, abbiamo motivo di cominciare a riaccendere la lucina della speranza. Forse, come insegna il mito dell’Araba Fenice che da qualche nostra parte s’annida, non solo affondiamo ma semmai risorgiamo. Ai posteri, direbbe il Grande Lombardo, vada in ogni caso  l’ardua sentenza.
E comunque sia godiamoci questo bel campionato di A. Niente affatto (r)assegnato ( come già in Bundes o in Ligue 1) ma tutto da decifrare. Alla maniera anni Novanta. Con cinque, sei e forse sette, pretendenti allo Scudetto. Perchè noi, tra queste bellezze in gara, non riusciamo proprio  a lasciar da parte la Nostra ( meravigliosa) Signora.

CLASSIFICA SERIE A. Fiorentina, punti 18; Roma e Inter 17; Napoli, Sassuolo e Lazio 15; Torino e Atalanta 14; Chievo 12; Samp 11; Palermo, Genoa e Milan 10; Juve 9; Udinese 8; Frosinone e Empoli 7; Verona e Carpi 5; Bologna 3.
IX GIORNATA. ( sabato 24) Empoli-Genoa ( ore 15), Carpi-Bologna (ore 18), Palermo-Inter (ore 2045); ( domenica 25) Samp-Verona ( ore 12,45) , Milan-sassuolo ( ore 15), Udinese-Frosinone, Juve-Atalanta, Fiorentina-Roma ( ore 18), Lazio-Torno (ore 18), Chievo-Napoli ( ore 20,45).
MARCATORI. 8 reti Higuain e Insigne ( Napoli) e Eder ( 2, Samp); 5 reti Kalinic ( Fiorentina); $ reti, Palosci ( Chievo) Bacca (Milan), pjanic e Salah ( Roma), Baselli e Quagliarella ( Toro).

 

IL CALVARIO DEL DIAVOLO. Che un diavolo dovesse soffrire l’inferno, proprio, non ce l’aspettavamo. Eppure, quello a cui ci riferiamo noi, l’inferno lo sta passando davvero.  Il pareggino col Tornio sa tanto di brodino caldo. Perchè i problemi, quelli strutturali, a centrocampo-difesa, restano. Eccome.
Inoltre quella inopinata rinuncia al nuovo stadio, il dilazionarsi del accordo con il cino-tailandese, i sorrisi sempre più rari tra Galliani e Barbara e le interferenze indebite del Patron etc. sono macigni sulle spalle di quei poveri ragazzi mandati in campo a guerreggiare  da generali che generali non sono ( o non lo sono più).
Piange il cuore. Non solo rossonero, perchè chi è andato sette volte sul podio Champions ( più altre quattro finali) rende tristezza al solo sguardo. Bisognava non rompere il bel vaso. Ma ora che è stato rotto resta certamente difficile riattaccarne i pezzi. E comunque sarebbe un vaso rabberciato. Non nuovo e splendente, come il popolo rossonero era stato abituato fin dall’arrivo del Patron, che ( non scordiamolo) ha garantito un quarto di secolo di trionfi. Con quegli Immortali e quegli Invincibili. Indimenticabili.

VALENTINO O LORENZINO? Il mondo delle moto, esattamente quello dei Gp, è davvero esemplare. Lotta strenua, all’ultima gasata, ma pur sempre in un ambito di sana e corretta competizione. Le battute a fine gara son quelle che un tempo erano abituali tra gogliardi nemici-amici.  Lo sport, in questi casi, è un esempio edificante.
Ce ne fossero altrove e nell’Altrove. Dove molto ( se non tutto, doping compreso) vien gettato sotto il tappeto. Fariseicamente, si diceva una volta. Volendo però passare per puri e immacolati. Ora, in questo contesto, se a vincere fosse Vale e non Lorenzo o anche Lorenzo e non Vale poco cambierebbe.
Lo spettacolo offerto dai due ( con l’inserimento di Marquez, Pedrosa, Iannone, Dovi etc.) resterà memorabile. Almeno per diverse generazioni. La Malesia , prima ancora dell’ultimo Gp in Spagna, potrebbe decretare la fine della lotta. Ma  è qui una soddisfazione da non poco,  gridare ‘ Vinca il migliore!’.

 IL SEBA, NOSTRA NUOVA FIAMMA. Lo abbiamo già detto, Seba è il tedesco che ci piace. Il tedesco col sorriso e non col grugno del crucco. Il tedesco che non disdegna l’incontro con i latini. Peraltro più volte avvenuto nel passato. E con risultati ( storicamente) spesso eccellenti. Questi ultimi Gp dicono poco o nulla circa le classifiche piloti e generale; perchè quelli di Stoccarda si sono già messi i due titoli in bisaccia.  Ma, sullo sfondo, si  staglia nuovamente il rosso della ‘rossa’, cavalcata con perizia proprio da quel simpatico e convincente driver di cui sopra.
L’impressione ora è quella che al Niki verrà a meno il sorriso, così come al signorile Toto, mentre Arrivabene sta contando i sassolini da togliersi dalle scarpe. Del resto, come ha capito  anche Lewis, che ha preso a gironzolare attorno alla ‘rossa‘, un duello alla ‘ maniera antica’ gioverebbe ( e non poco) al  Circus automobilistico.

MONSIEUR PLATINI. Brera, con l’abituale arguzia, diceva che era un italiano in Francia, e in un francese in Italia. Non ci andò tanto lontano. Perchè monsieur Platini
( oggi nella bufera, con tre mesi di squalifica sul groppone), di lunghe radici piemontesi, in Francia c’è nato, sì, ma da una famiglia immigrata in un periodo di grave difficoltà economiche per il Belpaese. Moglie, suoceri, zii e partenti vari, sono inoltre anch’essi di  origine italiana.
Perchè allora recitare la scena del foresto?Forse, però, siamo ancora una volta alle solite, ovvero:  ius soli o  ius sanguinis?

Ius soli (in latino ’diritto del suolo‘) è un’espressione giuridica che indica l’acquisizione della cittadinanza di un dato Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Esso contrappone allo ius sanguinis (o ‘diritto del sangue‘), che indica invece la trasmissione alla prole della cittadinanza del genitore.
Da precisare è che quasi tutti i paesi del continente americano applicano lo ius soli in modo automatico e senza condizioni. Tra questi gli Stati Uniti, il Canada e quasi tutta l’America meridionale. Alcuni Paesi europei concedono altresì la cittadinanza per ius soli (per esempio GreciaFranciaPortogalloIrlandaRegno Unito e Finlandia) sebbene condizionata.
Con lo jus sanguinis si resta parte di una nazione, che è ” il complesso degli individui legati alla stessa lingua, storia, civiltà, interessi, aspirazioni, specialmente in quanto essi hanno coscienza di questo patrimonio comune”; con lo ius soli si entra a far parte di una nuova nazione.
Con la prima l’appartenenza è di secoli, con la seconda (anche ) solo di qualche anno. Come facciano allora tanti individui a dichiarasi, ad esempio, americani, quando in America ci sono ( solo ) da qualche decennio o anche ( solo ) perchè colà  nativi non ci è dato da sapere. Questa casistica coinvolge  anche monsieur Platini, nativo d’Oltralpe ma di famiglia ( e parentado)  da secoli Cispadana: come vogliamo considerarlo, allora, lui, francese o italiano? Come cittadinanza non ci sono (molti) dubbi: è francese. Così come  l’ appartenenza alla nazione: è italiano, perchè  ci sembrano davvero pochi  alcuni decenni per obliare il patrimonio genetico e culturale d’origine.
Il mondo dello sport, e del calcio in particolare, è pieno di cittadini d’altri paesi con origini italiane. Il nostro è un piccolo paese che ha conosciuto però grandi migrazioni. In ogni parte del Globo. E in fasi diverse. Nella pelota, ad esempio,  estrapolando quelli di radice italica ‘prestati’ ad altre nazioni ( non solo sudamericane) non ne lasciamo tanti alle altre etnie: Di Stefano, Sivori, Batistuta, Crespo, Zanetti, Altafini, Bellini, Cavani etc etc fin a Maradona ( campano, per trisavolo e trisavola) e Messi sono di stirpe nostrana.
Sbagliamo? E se no, perchè sono in tanti quelli che fan di tutto per cancellare queste loro ( e niente affatto  lontane)  radici profonde?
Forse, l’Italia non è stata nel tempo amorevole madre, per cui i suoi figli lontani hanno dovuto ( giocoforza) dimenticarla. Non cancellarla, ma dimenticarla e  farla dimenticare ai loro figli. Gianni Brera, che in fatto d’arguzia non aveva rivali, risolveva  così il problema ( emblematico) di monsieur Platini ” Italiano in Francia e francese in Italia”.
Tornando un attimo alla cronaca, speriamo che Monsieur se la cavi dalle ( gravi) accuse piovutegli addosso. Di lui, come per  altri,che grati o ingrati restano pur sempre ( volenti o nolenti) una nostra costola, vorremmo si parlasse del bene che sono capaci fare. Ai loro nuovi paesi. Ma anche a noi, perchè il curioso è questo: che quando contribuiscono ad una trionfo  sono questo o quello, ma quanto recano danno sono ( non questo o quello )  ma (solo)  ’ italians’. 

SCHEDA&CURIOSITA‘. Gonzalo Higuain, volto e struttura fisica da Conquistadores, sta facendo sognare Napoli. Lo appellano ‘ el Pipita‘ che è un soprannome derivato da quello del padre, ‘el Pipa’, giocatore argentino d’un certo livello che giocò prevalentemente in patria e con qualche rara puntata all’estero.
Tra queste una , a Brest, dove nacque Gonzalo. Il quale,  avesse dato seguito allo ‘ius soli’ avrebbe potuto ottenere la cittadinanza francese; optò invece per quella paterna, dello‘ius sanguinis‘, tant’è che oggi figura tra le frecce nell’arco dell’Albiceleste. Maradona definì Gonzalo un misto ‘ tra Crespo e Batistuta’, altri due celebri punteros argentini, ma di chiara origine italiana. Sui Crespo non occorre indagare, mentre sui  Batistuta  basti dire che arrivarono nel XIX secolo in Argentina da Cormons.

Di italiani nel grande paese sudamericano se ne contano oggi almeno 25 milioni ( su 40,3 milioni di popolazione totale); poco dietro a quelli presupposti in Brasile, che sarebbero 34 milioni ( su 198 milioni di popolazione totale). Comunità d’etnia italiana si contano  numerosissime e consistenti minoranze in tutto il Continente americano ( soprattutto negli Usa); ma presenze significative si registrano anche nell’Emisfero sud del Mondo, come in Australia, dove gli ‘italians’ sono circa 3 milioni ( su 21,3 milioni totali).
L‘Italia, insomma, paese di migranti, ha sparso il suo prolifico gene in po’ in tutte le parti del Globo. Qualcuno non ha fatto onore alla sua gente, molti altri invece sì. Sarebbe dunque più veritiero ( e giusto) un ridare ‘ all’Italia quel che è dell’Italia‘ piuttosto che denigrarla, dileggiarla o sminuirla, ogni volta che spunta qualche ‘pecora nera‘.

 

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